mercoledì 19 aprile 2017

Del derby e di altre piacevolezze

Nella foto (fonte: liberoquotidiano.it) Piero Ausilio, uno degli uomini più criticati in questo difficile momento della nostra squadra e dopo una stagione sotto diversi aspetti deludenti. In questo post, Luciano prova a fare il punto sulla situazione della squadra e della società all'indomani del derby. Di Ausilio scrive: 'Mentre su Pioli credo che ormai sia da sostituire, indipendentemente dal suo valore, su Ausilio non saprei pronunciarmi. Certo, se non lo si sostituisce bisognerà definire meglio ruoli e funzioni, disegni tecnici immediati e di prospettiva, disponibilità finanziarie, precedenze (non si potrà fare tutto subito). Ma soprattutto se resta si dovrà potenziare enormemente la rete di suoi collaboratori-dipendenti. La fortuna di un direttore la fa infatti la sua rete interna ed esterna (relazioni).'

Del derby e di altre piacevolezze.

a) Lo spettatore interista andava rimb-ORSATO

Non è stata la cosa più importante del derby, poi parleremo di calcio.

Ma deve essere chiaro che ne parleremmo in modo leggermente diverso se la partita fosse terminata come da regolamento, al 95' 30'' (5 minuti di recupero decretati dall’arbitro, più 30” per un'ulteriore  sostituzione).

O anche se il sig. Orsato avesse avuto l'ispirazione di rispettare il regolamento in occasione del fallo da espulsione immediata compiuto dal giovane, ma già cruento, Locatelli.

E' vero anche che dall'altra parte sembra (sembra) che sul gol Candreva fosse leggermente in fuori gioco, perché una parte di una protuberanza rigonfia (del ginocchio, non pensate male...) sembrava leggermente oltre la linea estrema del suo marcatore.

Bisogna essere così onesti intellettualmente da avere il coraggio di sfiorare l'autoridicolo.

b) Un pareggio frutto di episodi

Già.

Qualcuno mi sa elencare nel campionato italiano quante partite NON sono state decise da episodi?

Diciannove nostre partite su 32 si sono concluse in parità o con una sola rete di scarto (a favore o contro).

Come pensare che in queste partite, ma anche in qualche altra, non sia stato decisivo un episodio (un errore difensivo, un errore di un attaccante, un errore arbitrale, un rimpallo, ecc.)?

Analizzando una partita si può tener conto di tre fattori: il gioco, le occasioni, il risultato.

Dei tre elementi l’unico indiscutibile è il risultato.

Gli altri due sono opinabili. 

Comprese le occasioni.

Al termine della stagione, ancora solo il risultato si presta a una valutazione obiettiva: chi arriva ottavo si colloca, posizione più posizione meno, nella fascia delle squadre più forti complessivamente della media, ma prive della possibilità di competere per le posizioni di vertice.

Quello era il tuo livello stagionale frutto delle scelte societarie, delle qualità della rosa, della guida del mister.

Su 38 partite, tranne la situazione di un accanimento arbitrale, è presumibile che gli episodi a favore e contro siano numericamente rapportabili alle tue qualità.

Più difficile ragionare sulle occasioni e sul gioco, cosa invece possibile se riferita al singolo match.

Andate a spiegare ai sostenitori (ma anche ai dirigenti) di una squadra partita con ambizioni di CL e finita settima o ottava, che ha fatto pochi punti, si, ma ha praticato un gioco bello a vedersi…

Dunque a fine stagione, sulla base dei risultati, si valutano le scelte societarie, la qualità e i limiti della rosa e anche la guida tecnica.

Per la verità ci sarebbe un altro elemento di valutazione: l’identità che l’allenatore avrebbe dato alla squadra.

Personalmente questo elemento non lo considero. Mi sfugge il suo significato:

Tra due squadre di qualità analoga, una finita quarta e l’altra ottava, se esistesse questa identità di gioco, mi sembrerebbe migliore quella mostrata dalla squadra finita… quarta.

Altri la pensano diversamente, io rispetto queste misteriose chiavi di lettura, ma nel mio esame non posso prenderle in considerazione.

Il ragionamento che ho cercato di sviluppare sino ad ora, naturalmente vale in linea generale.

Alcune conclusioni si possono (talvolta si devono) trarre a campionato in corso.

Per esempio se si crea una frattura, un’incompatibilità (succede in ogni luogo di lavoro)  tra allenatore e squadra, o se emerge un punto debole che è possibile superare nel mercato invernale, ecc.

Mai però sulla base di una partita.

Una partita può essere la conferma di una situazione già emersa in una lunga serie di prove, oppure può aprire una speranza, mostrare una soluzione nuova.

La singola partita però ha il... vantaggio di poter essere analizzata da tutti i 3 punti di vista, sempre tenendo conto che l’aspetto del gioco è quello più soggettivo impalpabile e discutibile

c) Inter - Milan: il risultato

Anche un risultato si può guardare da molti punti di vista.

Per esempio un risultato di parità, tra due squadre che dopo 32 partite occupano una posizione di classifica simile, tra l’altro con lo stesso punteggio ottenuto nell’andata, può apparire come un evento realistico, il segno di un sostanziale equilibrio di valori che viene ribadito.

Se invece lo si esamina dal punto di vista della dinamica che ha portato al suo conseguimento, risulta evidente che nel nostro caso la delusione è forte e tale da indurre più d’un interista a sfoghi passionali anche violenti (verbalmente, per fortuna).

Stessa valenza negativa, se lo si esamina nel contesto di una tendenza recente, di una striscia.

Da questo punto di vista infatti il pareggio per noi è estremamente negativo: 2 punti nelle ultima quattro partite (di cui 3 contro Torino Samp e Crotone) indicano in modo quasi indiscutibile una flessione che va aldilà degli episodi e che preoccupa pure in prospettiva.

Naturalmente se si assume, come credo capiti a tutti gli interisti, il pareggio come un inciampo assolutamente evitabile, si apre la caccia alle responsabilità.

Cioè ai comportamenti e alle decisioni che se non lo hanno determinato, nella sua negatività, almeno hanno o avrebbero favorito e in un certo modo reso possibile, il manifestarsi degli episodi determinanti (ad esempio: se Biabiany avesse segnato l’agevole 3-1 le decisioni arbitrali errate non sarebbero state determinanti).

Stessa cosa per le scelte del mister, delle quali però parleremo più avanti.

Vediamo allora il discorso sul gioco e sulle occasioni.

d) Le occasioni

Sul piano delle occasioni credo che non ci siano dubbi sul fatto che le nostre sono state più numerose, più efficaci, più costruite.

A partire dai gol: entrambi frutto di manovra ben congegnata, i nostri; al contrario i loro legati ad episodi di casualità, anche di errori nostri e di bravura loro, ma sempre ottenuti in mischia e su calci piazzati.

Questo aspetto tuttavia con i numeri ha poco a che fare.

Come si diceva è abbastanza soggettivo e opinabile anche il concetto di occasioni da gol.

Per questo ho consultato e comparato diverse cronache e credo di poter dire che più o meno le occasioni siano state sette per parte (compresi i gol).

Ci sarebbe dunque un sostanziale equilibrio, anche se va ricordato che una delle loro occasioni è avvenuta... dopo il termine legale della partita e un’altra a seguito di un clamoroso fallo sul portiere non fischiato (Bacca che calcia il pallone già saldamente nelle mani di Handa).

Dunque suscitano scandalo tra i tifosi interisti soprattutto la dinamica, i tempi delle realizzazioni.

Anche se va ricordato che quando una partita finisce in parità con reti segnate, c’è sempre una squadra che segna per prima e l’altra dopo… quasi inevitabilmente.

Del resto era successo anche nel derby d’andata all’esordio di Pioli

Quasi una metafora del suo percorso all’Inter: un derby con la sua dinamica scandisce l’inizio, l’altro con dinamica rovesciata, probabilmente la fine del percorso.

Ci sarebbe tuttavia da ricordare che dopo il derby d’andata l’Inter era a meno 8 dal Milan, oggi è a meno 2.

Ma sono dettagli che non possono interessare il tifoso deluso.

e) Il gioco (e la sua organizzazione, difficile separare i concetti)

Se con il misterioso concetto di identità parliamo del ricorso a un modulo base, diciamo che Milan e Inter hanno entrambe un’identità definita (che non significa, per fortuna, inamovibile).

Milan con il 433 basato su due ali che saltano quasi sempre l’uomo (e quindi sulle ripartenze improvvise), Inter con il 4231  che funziona molto meglio finché la squadra ha la forza e il fiato per attaccare compatta e alta, riducendo le distanze tra gli uomini e i reparti…

Entrambi i moduli sono, a mio modesto parere di tifoso, funzionali alle caratteristiche degli uomini migliori e disponibili nelle due squadre.

Diciamo che il Milan con gli esterni così forti nell’uno contro uno si avvicina di più agli schemi di Roma  (Salah, Faraone o Perotti ) e Napoli (Mertens, Insigne, Callejon), mentre l’Inter deve cercare altre vie.

Il Milan predilige le ripartenze, con cambi di gioco improvvisi in campo aperto; l’Inter il pressing alto per impedire le ripartenze avversarie e rendersi pericolosa rubando palla.

Non so se queste caratteristiche siano connaturate alla visione calcistica dei rispettivi mister o se sono dettate dalle circostanze (cioè dalla natura degli organici), ma mi interessa poco in questa sede.

Pioli, ovviamente consapevole delle caratteristiche dei suoi e degli avversari, prepara la partita con scrupolo e schiera la formazione migliore possibile (coraggiosa soprattutto la scelta di mettere Naga – fuori da tempo - su quel Suso che all’andata aveva letteralmente distrutto Ansaldi. Si vede che osservare le condizioni dei giocatori in settimana qualche vantaggio lo dà sul fare semplicemente il tifo).

L’Inter prova ad attaccare alta, ma il Milan la sorprende: già dopo 2’ un errore di Gaglia innesca Deulofeu che è imprendibile.

Ci salviamo miracolosamente, ma nei primi 15’ le loro ripartenze sulla fascia sinistra sono pericolosissime e al 14’ Deulofeu coglie in pieno il palo.

In mezzo, è vero, una prodezza tecnica di Joao crea un’occasione per noi, con Icardi che calcia alto.

Ma l’impressione è che se non riusciamo a stare più coperti le cose si metteranno male.

Pioli coglie al volo la situazione: è necessario che gli esterni partano più da lontano, che Miranda esca più spesso a infoltire il centrocampo (Medel sembra in grado di controllare Bacca nell’uno contro uno) e che Joao faccia  il percorso inverso.

In questo modo la situazione si normalizza, si crea maggior equilibrio.

Infatti bisognerà aspettare il 31’ per vedere un’altra incursione di Deulofeu che conclude con pallonetto alto.

Ma è curioso il fatto che i due giocatori che pubblico e critica considerano i migliori in campo siano quelli più rimproverati e ripresi in continuità dai rispettivi mister: Joao non deve lasciare il centrocampo in inferiorità numerica, Deulofeu deve anche rientrare.

Joao obbedisce (come può) lo spagnolo no.

E viene il vantaggio interista: lancio lungo di Gaglia e uno contro uno Candreva-De Sciglio.

Il milanista sbaglia, ma non avrebbe dovuto trovarsi in quella situazione di… solitudine.

Da questo momento l’equilibrio tattico volge a favore dell’Inter:
  • al 44’ il secondo gol;
  • al 50’ Candreva conclude di poco alto;
  • al 54’ Perisic si libera in dribbling e tira avendo a fianco Icardi solo;
  • al 56’ Icardi serve Perisic che tira debolmente da buona posizione.

E’ l’Inter che, attuati gli opportuni accorgimenti, gestisce la partita, mascherando le proprie debolezze e contenendo le eccellenze avversarie.

Ma le partite sono lunghe, le situazioni cambiano per motivi di condizione atletica, psicologici, di varianti tattiche apportate.

I primi sintomi si hanno dopo una decina di minuti dalla ripresa: Perisic comincia ad accusare lo sforzo per il dispendioso duplice compito, mentre la sostituzione di Kucka con Locatelli (12’) non cambia le cose tatticamente, ma immette forze fresche nel Milan.

Pioli vede l’Inter che comincia a mollare sul piano dell’intensità (del resto fare la partita pressando alti è più dispendioso dell’atteggiamento opposto).

Persic è sempre più in difficoltà, Joao torna passeggiando, lo stesso Candreva non ha più il ritmo di prima e il Milan attacca con al forza della disperazione.

Ma i nostri controllano.

L’unica occasione vera del Milan è al 21’ quando Handa si supera su una bella conclusione da fuori di Deulofeu.

Poi un’occasione al 27’ propiziata da… Orsato che non vede Bacca togliere scalciando la palla dalle braccia di Handa.

Si comincia a capire però che la partita sta girando, a prescindere dalla preoccupante cecità contagiosa di non so quanti direttori di gara.

Montella capisce che deve osare il tutto per tutto: fuori un centrocampista e dentro una punta (Lapadula, 33’ st).

Adesso lo schema del Milan è un 424 con la squadra altissima a pressare e a produrre il massimo sforzo.

Noi non riusciamo a ripartire: se sei in vantaggio e non ce la fai a fare avanti e indietro, meglio che i giocatori più spompati restino bloccati dietro che davanti dove sarebbero inutili.

Del resto difendere con 4 difensori contro 4 attaccanti è pericoloso, anche perché centrocampisti e difensori loro possono entrare centralmente approfittando delle coperture non certo esemplari di Gaglia e soprattutto Joao.

Dopo qualche minuto di difficoltà evidente, Pioli toglie uno stremato Joao e inserisce un difensore in più.

Forse ha sbagliato, forse no. In ogni caso, a fine partita, apriti cielo.

Qualunque allenatore in quelle condizioni avrebbe fatto quel cambio, persino Zeman.

Joao poteva tener palla, si dice e far perdere tempo, interrompere i ritmi del Milan.

Peccato che per tener palla sarebbe stato necessario che la difesa, in difficoltà anche numerica, non rinviasse sempre a casaccio ma servisse il portoghese, cosa che non avveniva più, e che altri salissero poi ad appoggiarne l’azione, cosa che non avveniva più.

In quella situazione Joao era ragionevolmente quasi inutile (si trattava di difendere 2 gol per una decina di minuti) mentre un difensore poteva far comodo (o al limite un attaccante contropiedista, capace di partire dalla propria area).

Checché se ne dica la scelta di Pioli di inserire al 35’ Murillo per Joao era la più logica e ragionevole.

Quasi in contemporanea però Montella aveva l’idea geniale, frutto della disperazione: togliere un terzino e inserire Ocampos.

Non è questa mossa che ha deciso la partita, perché l’hanno decisa due calci piazzati uno con probabile fallo di Romagnoli su Miranda, e l’altro circa 1 minuto e mezzo dopo il termine della partita.

Però questa mossa ha propiziato i due episodi che ci hanno puniti (ingiustamente).

Perché l’imprendibile Deulofeu, spostato a destra e sommato a Suso ha composto un tandem inarrestabile, visto che nell’Inter era uscito Perisic: e figuriamoci se avessimo avuto un difensore in meno e un centrocampista creativo ma distratto in recupero, in più…

Fatto sta che proprio da destra sono venute le due uniche occasioni, sia pure su calci franchi.

La soluzione Biabiany per Candreva, all’inizio del recupero e sul 2-1 è evidentemente dettata dalla stanchezza dell’ex laziale e dal desiderio di avere un uomo che sacrificandosi sulla linea dei difensori avesse la forza di arrivare in area avversaria e tenere indietro qualche giocatore loro.

Scelta corretta, per me, e senza alternative.

Biabiany ha avuto la palla del 3-1 e poteva capitare solo a uno con le sue caratteristiche.

Poteva segnare, non lo ha fatto. Poteva (dicono) andare sul corner e perdere tempo.

Non so. Poteva essere Robben giovane, ma non lo era e non avevamo di meglio, sempre secondo me.

Poi, nei supplementari decretati da Orsato è successo quel che sappiamo.

f) Delle altre piacevolezze (Pioli, Ausilio, le esigenze per il futuro…)

Quando non si ottiene il risultato che si sperava “gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”.

In fondo è giusto, cambiare si deve, ma bisogna capire come, cosa e per andar dove.

Noi tifosi abbiamo le nostre ricette che ci sembrano di evidenza palmare.

A parte il fatto che le ricette variano da persona a persona che si interpella, c’è da dire che noi abbiamo le nostre ricette dal giorno dopo del triplete, ma da allora non si sono fatti passi avanti.

Tutti cretini i dirigenti e gli allenatori di questi anni che non vedono ciò che a noi è chiarissimo, oppure ci sono delle difficoltà che ci sfuggono, i problemi sono un po’ più complessi.

Prendiamo la questione allenatore.

Non c’è dubbio che Pioli, come prima di lui Mancini, Ranieri, Benitez siano allenatori di prima fascia.

Il loro curriculum lo dimostra perché non si allena per centinaia di partite di A in squadre anche buone senza aver maturato delle competenze di campo inarrivabili ai più.

Il discorso vale anche per Mazzarri e persino per Gasp (come dimostrerebbe il campionato dell’Atalanta), ma lasciamo perdere per carità di patria e per non fare imbufalire ulteriormente la maggioranza dei tifosi.

Non c’è dubbio che gli allenatori italiani o con esperienze formative in Italia siano considerati sopra la media,: fanno quasi sempre bene all’estero, sono molto richiesti, mentre al contrario spesso gli stranieri falliscono da noi.

Ho letto che sarebbero dei mediocri e dei cacasotto Allegri e Spalletti, mentre su Mancini abbiamo sentito insulti e valutazioni da... denuncia per diffamazione.

Mettiamo che sia tutto sacrosanto: allora quali sarebbero gli allenatori italiani bravi: forse Sarri e Conte, perché lo stesso Ancelotti è un difensivista cacasotto.

Tutti gli altri sarebbero scarsi.

Considerato che (è solo un’opinione) secondo me neppure Allegri e Spalletti sarebbero con la squadra di questi anni andati oltre il 4° posto (come ha fatto del resto Mancini) esclusi i due forti (forse) avremmo probabilmente tre discreti (Allegri, Spalletti e concedetemelo, il Mancio), poi un gruppo che si equivale a buoni livelli.

Montella ha guidato squadre come Samp e soprattutto Viola facendo pù o meno gli stessi percorsi dei nostri reprobi o di Paulo Sousa quest’anno

Vogliamo dire che i Ventura, i Donadoni, i Paulo Sousa, i Giampaolo sono sicuramente superiori ai Pioli, ai Ranieri, ecc.?

Diciamolo, ma io non lo credo.

In verità lo stesso Allegri che a me oggi pare molto forte (e ha fatto esperienze di vertice che lo hanno migliorato) quando allenava una squadra mal strutturata arrivava fuori dalle coppe anche lui, per esempio.

La conclusione è che Pioli è un buon allenatore, non un fenomeno, forse non un vincente (ma dovrebbe allenare una squadra con ambizioni di vittoria per esserne certi: guidando la Lazio, per esempio il terzo posto vale una vittoria guidando la juve).

C’è sicuramente di meglio: forse Simeone, forse Conte, e poco altro. I rimanenti, accessibili, sono più o meno sullo stesso livello, a meno di rischiare con uno straniero emergente (come è stato per la Roma con L. Enrique, per noi e il Napoli con Benitez, per la viola con Sousa, ancora per noi con FDB e potrei continuare a lungo).

Voglio essere chiaro: potendo, secondo me si deve migliorare anche a livello di allenatore. Si deve cercare il top.

Anzi, questo prima di tutto (magari dopo aver deciso sul direttore).

Ma deve essere chiaro che Pioli è un allenatore di livello medio alto, che migliorare non sarà facile e che in ogni caso certe stroncature superficiali fanno davvero sorridere.

Per chiudere questo discorso, confrontiamo l’andamento dell’ultima stagione di Mancini e di questa di Pioli (Mancini poiché ha vinto molto non può essere bollato come ‘non vincente’ allora si ricorre al termine ‘bollito’).

Secondo me se consideriamo tutti gli elementi, il comportamento dei due mister è abbastanza omogeneo.

Mancini è arrivato quarto e Pioli quasi sicuramente non ci arriverà.

Mancini a questo punto del campionato aveva due punti più di Pioli.

Mancini aveva una rosa sicuramente inferiore.

D’altra parte Mancini ha fatto lui la preparazione estiva e soprattutto non ha preso una squadra dopo un terzo di campionato in una posizione e con una classifica a rischio…retrocessione.

Mancini non aveva due rivali impostesi in questa stagione a livelli imprevedibili come Atalanta e Milan. La stessa Lazio sta facendo meglio che nella passata stagione.

Che cosa voglio sostenere con questo?

Semplicemente che due buonissimi allenatori si equivalgono nella sostanza e comunque non possono, con rose di questo livello (in termini di giocatori e di loro compatibilità nell’assemblaggio) dare attualmente la scalata alle prima tre posizioni.

Chi sostiene il contrario, chi ritiene che la rosa fosse competitiva e che sarebbe bastata una guida più sapiente per arrivare in alto, magari ha ragione, ma secondo me si assume la responsabilità di preparare…le prossime delusioni.

g) Il direttore

Confesso di avere molta ammirazione per tutti quelli che hanno grandi certezze sui direttori.

Per esempio: Branca è un cane, Ausilio pure, Oriali un grandissimo, Sabatini pure, ecc.

Da parte mia confesso di non avere certezze, ma qualche opinione.

Per esempio Polifemo, prima di andare a QUESTA juve era così bravo? Certo, bravo doveva essere, se è stato scelto lui, ma non necessariamente migliore di altri.

Branca e Braida, per esempio che hanno vinto e perso tanto, prima sapevano fare le squadre e poi no?

Si parla di direttori di altre squadre (Lazio, Fiorentina, Sampdoria, per esempio) che scoprono giovani a pochi soldi.

Ma la loro situazione è paragonabile a quella dell’Inter?

Se la Lazio arriva un anno quinta e dopo settima, perché ha lanciato un paio di giovani, succedono nell’ambiente le  stesse tragedie che accadono all’Inter?

Saremmo più contenti, il prossimo anno, di arrivare un paio di posti indietro avendo però preso un paio di giovani interessanti?.

Ma noi i soldi li spendiamo per giocatori affermati che non ci fanno fare comunque il salto di qualità…

Be’ negli ultimi anni abbiamo speso discrete somme per giovani in via di affermazione come Icardi, Perisic, Brozovic, Kondo, Gagliardini, Joao, Barbosa che hanno elevato la nostra qualità.

Insieme a qualche acquisto sbagliato, come è inevitabile.

Ma noi dovevamo ricostruire tutta la squadra, anzi tutta la rosa, in relazione alle aspettative dei tifosi.

E con notevoli difficoltà finanziarie  e burocratiche (FPF), oltre che con tre passaggi di mano presidenziali.

Nonostante queste difficoltà vogliamo confrontare la rosa di oggi con quella di due-tre anni fa?

Si poteva sicuramente far meglio, ma siamo sicuri che i nostri idoli attuali (quelli che fanno bene in squadre forti) avrebbero fatto meglio “nelle condizioni date".

Io non lo sono.

Mentre su Pioli credo che ormai sia da sostituire, indipendentemente dal suo valore, su Ausilio non saprei pronunciarmi.

Certo, se non lo si sostituisce bisognerà definire meglio ruoli e funzioni, disegni tecnici immediati e di prospettiva, disponibilità finanziarie, precedenze (non si potrà fare tutto subito).

Ma soprattutto se resta si dovrà potenziare enormemente la rete di suoi collaboratori-dipendenti. La fortuna di un direttore la fa infatti la sua rete interna ed esterna (relazioni).

Abbiamo una proprietà nuova, che sembra fortemente motivate, disposta a impegnarsi anche finanziariamente: giusto che noi tifosi diciamo la nostra opinione, ma guardiamo con fiducia allavoro di chi è dentro la realtà Inter e la determina.

h) La squadra

Sbaglierò, ma parto da questo presupposto: nessun nostro giocatore oggi sarebbe titolare nella Juventus.

Secondo me se non riconosciamo questa situazione, rischiamo di andare incontro a risultati nell’immediato futiuo, che non potremo che considerare deludenti.

Con la juve per ora non si potrà competere, con 3-4 inserimenti di grandi giocatori, con le altre due si.

E si potranno allontanare, Milan, Lazio, Viola, outsiders di turno.

Potremo competere con Roma e Napoli, non necessariamente superarle.

E in ogni caso se si potessero effettuare 3-4 grandi acquisti, ma si dovesse scegliere tra questi e qualche giovane meno costoso ma futuribile cosa sarebbe meglio? Per me i 3-4 forti subito.

Poi, se si potessero fare entrambe le cose…meglio.

I ruoli da migliorare sono abbastanza chiari, al massimo se non si può operare ovunque, è possibile discutere delle priorità.

Noi abbiamo bisogno di un grande terzini, di un grande centrocampista, di un grande centrale difensivo, di una grande punta che sappia saltare l’uomo.

Grandi: per intenderci tali che nessun allenatore nuovo possa dire: “io non lo volevo”, ma solo: “grazie”.

Poi servirebbero un altro attaccante, un altro centrale, un altro terzino come minimo: ma non si può fare tutto in un anno.

Ricordo comunque che il Real per esempio, nell’ultima partita di coppa teneva in panca Morata, Kovacic, Asensio, James, Isco e Danilo.

Ed era normalissimo per tutti.

Noi discutiamo se l’arrivo di una punta sacrificherebbe la punta stessa o magari Icardi.

Questo per dire qualche cosa ci servirebbe per essere davvero da vertici.

Una squadra di vertice deve avere un organico che le consenta di praticare tutti i tipi di gioco.

Poi con il lavoro concreto, l’allenatore deciderà l’undici o lo schema base, comunque mai immutabile.

Sui nomi, non nascondiamoci che la scelta è davvero difficilissima.

Si fanno nomi (finalmente) di giocatori fortissimi. Pochi di questi giocherebbero titolari nella juve.

Forse gli inarrivabili (o quasi) Verratti e Sanchez.

Non De Vrij, non Manolas, non Rodriguez, non Berardi, non Bernardeschi.

Ma con questi giocatori o altri di pari valore, potremo chiedere al uovo allenatore, chiunque sia, di combattere alla pari con Roma e Napoli.

Perché potremo avere una rosa più equilibrata e più integrata.

E alcuni di questi giocatori potrebbero ancora crescere molto.

Conservo personalmente una realistica fiducia nel nostro futuro, legata soprattutto al fatto che non credo Suning ami buttare soldi e sommare sconfitte (anche d’immagine) a sconfitte.

Mi piacerebbe solo che i tifosi avessero più realismo (consapevolezza delle possibilità reali) e maggior considerazione sulle difficoltà da affrontare ad ogni livello e sulla complessità dei problemi.

Le reazioni di molti (non parlo del blog, ma soprattutto di Twitter) dopo il derby, non depongono a favore di questa speranza.

Luciano Da Vite

65 commenti:

  1. Bentornato Luciano! Confermo che Giani a Vicenza ha fatto molto bene.;)

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  2. Splendida la tua frase Luciano:
    Una squadra di vertice deve avere un organico che le consenta di praticare ogni tipo di gioco.

    È una frase che condivido al 100%

    Ma aggiungerei che anche l'allenatore deve esser capace di utilizzare ogni tipo di gioco, ed eventualmente modificare l'11 di base per effettuare un gioco diverso.
    Porto degli esempi...
    L'utilizzo di Candreva come esterno destro nel tride te, porta a una soluzione monocorde del giocatore che si sa bene produrrà solo una moltitudine infinita di cross.

    Io come forse altri del blog ci siamo chiesti se non fosse il caso di provarlo sulla fascia opposta per evitare i continui cross ad uscire, ma per portarlo maggiormente al tiro e con cross a rientrare (dove l'anticipo di icardi puo essere piu sfruttato).
    Stesso discorso per il non utilizzo di candreva.
    Usare barbosa o eder esterni porterebbe ad un gioco con piu fraseggi e meno cross obbligati dalle fasce. Quando fai 2 punti in 4 partite e vedi vhe icardi non la prende mai, devi cercare di inventarti qualcosa (non stravolgere una squadra che vince 2 a 0 a 10 minuti dalla fine...) E in questo pioli è stato davvero carente.

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    1. Io, se il trequartista delude, avrei provato il 433 con le due mezzeali che si inseriscono per dare più soluzioni di gioco in zona centrale. Già comunque con Pioli (più all'inizio in verità) sono stati proposti esperimenti un po' diversi rispetto a lrima, con Candreva e Perisic che a turno si accentravano. Ultimamente questa alternativa è venuta un po' meno, non so perché.

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    2. Ripeto. Io proverei qualcosa di diverso...con piu scambi stretti e profondità centrale. Il nostro gioco ragionato con cross dalla fascia è ormai troppo prevedibile, se non viene fatto in contropiede

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    3. A tal proposito j.mario esterno con banega trequartista e eder esterno sinistro sarebbe una possibilità

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    4. Non ti ho contraddetto, eh... però penso che invece di sostituire si potrebbe integrare. Avere più soluzioni insieme non solo tu permettere di raggiungere l'obbiettivo attraverso la via B (cioè gli scambi stretti al centro) che prima non avevi, ma rende più efficiente la via A (cioè i cross dal fondo) che prima erano appunto prevedibili. Quindi quello che prima era un punto debole viene rivalutato... Mi pare però che al momento questa soluzione non si possa attuare con i soli Joao Mario e Icardi, per questo pensavo al 433 (a cui punterei per il prossimo anno come base).

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    5. Ma infatti concordavo con cio che avevi detto

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  3. Le scelte ed i pareri calcistici sono quanto di più opinabile, il buon senso no. Lectio magistralis di buon senso, Luciano. Complimenti.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Lo spero vivamente. Non che un allenatore possa risolvere tutti i problemi (che che se tutto venga fatto a dovere, si possano raggiungere traguardi importanti anche con un allenatore come Pioli), ma ciò garantirebbe la serietà e la volontà di Suning. Penso che Simeone possa far elevare il rendimento di alcuni nostri giocatori oltre a rendere ancor più credibile l'Inter nei confronti di giocatori che vogliamo acquistare.

      D'altra parte non vorrei illudermi, Simeone aveva detto di voler proseguire e a parte dichiarazioni inevitabili e che potrebbero esser di circostanza, mi sembra abbastanza impegnato al momento. Non so... Spero intanto possa eliminare la Juve in semifinale.

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    2. Non so quale sia la fonte ma per arrivare ad un blog di tifosi immagino che la notizia non sia "segretissima". Consapevoli di ciò come affronteranno le prossime gare i giocatori, ma soprattutto Pioli e il suo staff?

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    3. Sono solo voci direi. Per il resto penso che Pioli sia consapevole della instabilità della sua situazione, ma finire ben per lui è importante a prescindere dall'inter. Se non sarà confermato, sarà sulla piazza alla ricerca di un nuovo club, non ha nessun modo per sponsorizzare se stesso se non la sua professionalità e la bontà del suo lavoro. Non ho dubbi che cercherà di fare il massimo sempre.

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    4. Vero, vero... Però se pensiamo schd ai discorsi post Torino - Inter sapere che il sogno non si realizza può portare a un minimo e anche involontario e inconsapevole rilassamento... ovviamente tutte considerazioni molto astratte

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    5. * schd = anche

      Purtroppo scrivere dal cellulare non è il massimo per me

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  5. Luciano non ci illudere :)

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    1. Riccardo: ho riportato una confidenza che mi è stata fatta e io per primo, non volendo illudere e illudermi, ne ho messo in discussione l'attendibilità.
      Se è preferibile che io scriva solo cose certe, lo faccio, non ho problemi

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Luciano hai praticamente lanciato una vera e propria bomba. :)

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  7. ...Perisic e Joao Mario nella j**e ci giocherebbero...eccome!

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    1. Secondo me anche Icardi e Gagliardini

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    2. Quattro su undici sono tanti eh. Soprattutto se guardiamo il divario in classifica. Anche se il fatto che nessuno dei quattro sia un giocatore con caratteristiche difensive spiegherebbe in ogni caso quanto la differenza sia incolmabile.

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    3. se fossi io l'allenatore, giocherebbero tutti 4 da...riserva

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    4. Spiego: al momento Msndzukic è meglio di Perisic, Higuain di Icardi, Pjanic di Joao. Forse (forse) potrebbe giocare gaglia, se in ottime condizioni e i suoi concorrenti (tutti più esperti, solidi e affidabili per il momento) no.
      Poi fra 2 anni magari tutto si capovolge

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    5. Sia Cuadrado che Mandzukic sono preferiti a Perisic? Credo siano discorsi molti difficili da fare, perché un giocatore che oggi gioca nell'Inter e rende 5 alla Juventus renderebbe di più. C'è poi da dire che spesso da tifosi parliamo di meglio o peggio ma è tutto abbastanza relativo al contesto è ai bisogni della squadra...

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    6. Perisic per me vale Cuadrado. Anzi lo preferisco però per caratteristiche penso Ivan vada comparato a Mandžukić che è effettivamente in un grande momento...

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  8. ...per quanto riguarda Simeone, non so se verrà.... ma di sicuro il contratto non verrà firmato mercoledì prossimo a Madrid ne Cabana Argentina (esiste davvero?)...troppi dettagli (preventivi) x essere vero ....

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    1. Lou il ristorante esiste e si trova in Calle Ventura de La Vega 10 ed è considerato uno dei migliori ristoranti argentini in Madrid.....ma non mi voglio illudere :)

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    2. Troppi argentini. Non vorrei si formasse di nuovo un clan de l'asado. L'ultima volta fu terribile, abbiamo addirittura vinto tutto.

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    3. Alla faccia del berlusconi vegano ...

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  9. ???

    non capisco i vostri ultimi messaggi, illuminatemi.

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    1. Pare che mercoledì Simeone firmi con l'Inter in un ristorante argentino di Madrid (il Cabana Argentina).

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    2. e da dove viene questa notizia cosi particolarmente dettagliata?

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    3. Una confidenza fatta a Luciano

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    4. Chris, immagino sia tutto partito da un post di Luciano poi cancellato...

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    5. ok ora ho capito. direi che tutto è partito proprio da lì. bè che dire, speriamo.

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  10. Scusate l'arroganza, ma di che cosa stiamo parlando?
    Pioli cambia organizzazione di gioco mediamente tre volte a partita.
    magari non cambia come piacerebbe a me, ma posso essere sincero? sono più tranquillo se la cambia sulla base delle sue osservazioni piuttosto che ai miei...suggerimenti

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  11. E' bastata un'indiscrezione appena sussurrata su Simeone nostro nuovo allenatore, per accendere d'entusiasmo il blog......chissà se riusciamo a cogliere il significato di questa cosa.

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    1. Che noi Interisti siamo facili all'entusiasmo ? :)...certo , se ho capito bene il tuo pensiero, gli annunci di Pioli e Mazzarri ( due nomi a caso ) non avevano sortito i medesimi effetti.

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  12. Simeone tecnico straordinario per pragmatismo e carattere. Se la voce è vera stavolta svoltiamo.

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  13. Anche da me un gran bentornato a Luciano eccellente articolista

    Veramente esauriente e condivsibile sotto molti aspetti.
    Quello che non condivido per niente è il discorso sul cambio con Murillo, ma questo è ozioso e risaputo, tuttavia la frase:

    "Qualunque allenatore in quelle condizioni avrebbe fatto quel cambio, persino Zeman."

    non ha alcuna controprova e io penso che molti allenatori non avrebbero fatto quel cambio. Da un punto di vista scientifico direi che manca la fonte. D'altra parte non saprei, per ignoranza calcistica, citare fonti in cui un allenatore in situazione analoga non ha fatto un tale cambio.

    Passando al tema giovanili, spulciando molto rapidamente il web ho visto che Chibozo incanta gli appassionati del Giana. Non ho la più pallida idea di che valore tecnico possa avere incantare nel Giana, ma a tal proposito, se Luciano o amici del blog sanno qualcosa, mi piacerebbe sapere qualcosa di più. Ad esempio se è totalmente fuori dall'Inter o in qualche modo ancora vincolato.

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  14. Comunque Luciano quando dicevo di non illudermi era una battuta, in questa fase abbiamo bisogno di sognare e queste voci aiutano. Verranno non confermate ? Ci penseremo, in tanto godiamoci il momento. Una battuta "No mas normalisers !"

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  15. Karlito, grazie per i complimenti. la mia frase contestata ha una spiegazione nella mia lettura della partita a quel punto (e ho motivo di credere che fosse la stessa di Pioli). Non ci sono situazioni confrontabili, perché non basta per un paragone essere in vantaggio di due gol a 10' dalla fine.
    Il Milan ha messo più attaccanti, noi non riuscivamo a tener palla né a ripartire. Alcuni nostri giocatori erano alla frutta visibilmente.
    Se siamo d'accordo sulla situazione pre cambi descritta, credo si possa dire che neppure Zeman avrebbe cambiato diversamente. Per un solo motivo: perché non masochista

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  16. Nostri giocatori, rimasti amici di Chibozo, mi hanno confermato che il giocatore ha un impegno con la juve per l'estate.
    La speranza è solo che si tratti di una millanteria del giocatore o del suo manager

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  17. Chris: tra l'altro la fonte viene (a me in modo indiretto, lo ripeto) da un ambiente che tu stimi particolarmente.

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  18. Non ero polemico, Riccardo, anche se recentemente c'è stata qualche incomprensione (o fraintendimento) fra noi. Semplicemente di fronte a una voce che lascia perplesso me per primo, mi chiedo davvero se sia il caso di diffonderla.
    invece, per esempio, su De Vrij sarei disposto a scommettere.Poi magari non verrà neppure lui, per vari motivi, ma è certo che l'Inter ha un accordo con lui (o con il suo procuratore, essendone lui informato, ovviamente)

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    1. Per quanto mi riguarda le perplessità condivise sono più una sorta di "autodifesa"... :)

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    2. Scusa Luciano continuo a fraintendere.....si può sapere quale è l'ambiente stimato da Chris ?

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  19. non preoccupatevi ora manderemo via l'incompetente Ausilio e il bollito Pioli e voleremo....

    come abbiamo gia fatto con tutti gli altri incompetenti stagisti ciuffoni
    - Branca
    - Fassone

    Benitez Gasperini Ranieri Stramaccioni Mazzarri Mancini De Boer


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  20. Un esempio di "non mettere ulteriori difensori quando si vieme attaccati con cross e un maggior numero di punte..." È la nostra ultima champions.
    Al 63 il bayern cambia Altintop con Miroslav Klose (un esterno con una punta fortissima nel gioco aereo) e mourinho risponde con Stancovic al posto di chivu, arretrando terzino zanetti.
    Andiamo sul 2 a 0.
    Al 74 il bayerm cambia Olic che giocava 2a punta con Mario Gomez, ulteriore punta di peso e fortissima nel gioco aereo.
    Mourinho risponde cambiando Pandev con Muntari per irrobustire il centrocampo.

    Non rischiamo NULLA.

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  21. Però Fabio se vuoi polemizzare con me , è legittimo e anche piacevole.
    Ma devi polemizzare con quello che io dico, non con quello che tu mi attribuisci.

    Non ho mai parlato di generico rafforzamento della difesa se gli avversari aumentano gli attaccanti.

    Io ha detto che nessun altro allenatore

    con una squadra che ha già dato il massimo in un gioco dispendioso e con almeno 3-4 giocatori alla frutta

    con una squadra che non riesce a far altro che a calciare la palla lontano,

    con un centrocampista fantasioso che non prende mai palla e che non riesce a far filtro

    con gli avversari che aumentano le punte, sapendo che tanto tu la palla puoi solo buttarla via

    che nei dieci minuti finali non c’è modo di rovesciare la tendenza e tenere il pallino del gioco,

    in questa situazione nessun allenatore si suiciderebbe.

    Un tifoso si, perché il suo suicidio sarebbe indolore

    Nel caso che citi, eravamo splendidamente in partita e padroni del gioco
    Non avevamo 3-4 giocatori alla frutta.

    Ha sostituito un centrocampista offensivo e spensierato con uno difensivo (perché ce lo aveva)

    Arretrando Zanetti al posto di Chivu e sostituendo Pandev ha rafforzato il sistema difensivo

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    1. Luciano, non volevo polemizzare con te, rispondevo solo a karlito che non trovava un esempio di partita in cui per difendersi si infoltisce la difesa.

      Io da profano ho una convinzione, che il tutto dipende moltp dalle proprie caratteristiche e dalle caratteristiche degli avversari.

      Dal punto di vista nostro essendo una squadra con scarsa capacità aerea soprattutto in fase difensiva e in particolare sui calci piazzati (quanti gol presi su angolo..) la strategia migliore non è aumentare i difensori combattendo con più uomini in mezzo all area, ma cercare di restare alti e infoltire fasce e soprattutto centrocampo per poter tener palla e comunque non consentire duelli aerei in area.
      I giocatori entrati infatti erano ocampos e lapadula, il primo alto e buono di testa, il secondo rapace in area di rigore e forte sulle palle sporche. Concettualmente si correva il minor numero di pericoli con il baricentro piu alto.
      Poi è ovvio...se si hanno 10 giocatori che non corrono piu...e sono esanimi...si puo far ben poco...

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  22. Riccardo: non posso dirtelo. Se la cosa andrà in porto (e r ripeto sono il primo ad essere più che dubbioso) te lo dirò dopo.

    Preso un centravanti del 2003 di Carrara che gioca nello Spezia. Dicono sia forte, ma al momento è infortunato

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  23. A Sky hanno detto che la pista Manolas è abbastanza concreta: cessione sicura e Inter davanti a tutte.

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  24. considerando che non credo possa arrivare la notizia dall'ambiente lgbt, penso di aver capito a cosa si riferisce Luciano. per rispetto delle tue notizie, provo a fare il criptico. nell'ambiente c'è uno che ha come iniziali L e P?

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    1. Mi sento escluso :(
      Dall'ambiente lgbt in effetti mi sembra strano che esca il nome di Simeone......forse quello di Prandelli :)

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    2. vediamo intanto se ho ragione con L.P., perchè magari non l'ho capito pure io!

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  25. ...e di Iervolino, centrocampista preso per i 2003, sai qualcosa, Luciano?

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  26. intanto i ladri controllano agevolmente la partita a Barcellona......centrocampo e difesa palesemente superiore.

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  27. Luciano ho un post con alcune considerazioni sul mercato derivate da un mini-sondaggio nel blog su come rafforzare la squadra. Tu hai altro da pubblicare o lo posso pubblicare domani? Così poi da venerdì diamo spazio alla partita.

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  28. Non ho nulla, fai pure
    Juve fortissima, solida, efficace. Purtroppo. Quando il barça attacca a pieno organico la juve difende con un 640

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    1. La differenza la fa la grandissima solidità difensiva e bonucci e chiellini sono eccezionali.

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  29. Ragazzi, questi sono arrivati in semifinale prendendo solo 2 gol e hanno giocato i quarti senza prendere gol dal barça in due partite. Se ci aggiungi che davanti hanno Higuain e Dybala...

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  30. Nuovo post molto 'leggero' per non pensare alla Juventus in semifinale e prima di concentrarci sulla Fiorentina: http://fratellidelmondo.blogspot.it/2017/04/tre-giocatori-per-tornare-essere.html

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