lunedì 3 aprile 2017

'Why Always Him?' Il difficile rapporto tra Mauro Icardi e la Nazionale Argentina

Mauro Icardi il 16 ottobre 2013 all'esordio con la maglia della Seleccion nella gara valida per le qualificazioni ai Mondiali 2014 giocata a Montevideo contro i padroni di casa dell'Uruguay. La partita resterà l'unica presenza di Maurito con la maglia della 'albiceleste'. Di lì  poco, di pari passo con la sua crescita professionale e la sua esplosione come calciatore, Mauro sarà travolto da quella che è una era e propria campagna mediatica volta a screditare la sua immagine e la sua professionalità. Non sarà più convocato da Alejando Sabella, né dai suoi successori Gerardo Martino e l'attuale CT Edgardo Bauza.

Edgardo Bauza, nato a Granadero Baigorria, una città del Grande Rosario nella Provincia di Santa Fe (Argentina), il 26 gennaio 1958, è probabilmente in questi giorni l'uomo più discusso del suo paese.

Bauza è l'allenatore della Nazionale 'albiceleste' praticamente solo da nove mesi, precisamente dal 2 agosto 2016, quando prendeva il posto del dimissionario Gerardo 'El Tata' Martino (reduce da due sconfitte in altrettanti finali di Copa América disputate contro il Cile).

In otto partite di qualificazioni ai Mondiali 2018, sotto la sua gestione l'Argentina ha collezionato tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte (ha segnato 9 reti, ne ha subite 10).

L'ultima, quella subita il 28 marzo in trasferta a La Paz contro la Bolivia (2-0 il risultato finale, reti di Arce e Martins), ha fatto e farà molto discutere e mette seriamente in bilico non solo la sua posizione per quello che riguarda la permanenza sulla panchina della Nazionale argentina, ma pone anche la stessa Seleccion in una posizione molto molto difficile per quello che riguarda la qualificazione ai prossimi Mondiali.

A quattro partite dalla fine del torneo eliminatorio, il rischio di restare a casa e mancare la qualificazione ai prossimi Mondiali costituisce per l'Argentina qualche cosa di concreto.

Com'è noto, per quanto riguarda le qualificazioni ai Mondiali nell'area sudamericana - CONMEBOL - si disputa un unico torneo all'italiana (che prevede un girone d'andata e uno di ritorno) e nel quale sono inserite tutte e 10 le squadre della federazione.

Si qualificano direttamente ai Mondiali le prime quattro squadre. La quinta si qualifica ai Play-off interzona contro una squadra della federazione dell'Oceania (OFC).

Che significa, senza nulla togliere al calcio del continente che fu nel settecento oggetto di tre viaggi esplorativi da parte del capitano James Cook, che alla fine anche la quinta classificata ha oggettivamente una buona percentuale di possibilità di strappare il ticket viaggio per la Russia.

Anche perché l'Australia, che è sicuramente la squadra più competitiva del continente, partecipa alle qualificazioni nel gruppo delle squadre della federazione AFC.

Ironia della sorte, proprio contro l'Australia, l'Argentina ha già disputato uno spareggio per la qualificazione alla Coppa del Mondo.

È successo nel 1993.

Nella gara d'andata disputata a Sydney, Australia, le due squadre pareggiarono con il risultato di 1-1 (Balbo per l'Argentina, Vidmar per i padroni di casa).

L'albiceleste si guadagnò la qualificazione a USA '94 vicendo la gara di ritorno al Monumental di Buenos Aires con il risultato di 1-0 (autorete di Tobin).

Per l'occasione ritornò a vestire la maglia della Nazionale argentina Diego Armando Maradona, che praticamente non aveva preso parte a nessuna delle partite di qualificazione ai Mondiali e che se escludiamo due gare amichevoli disputate il febbraio precedente, mancava in Nazionale dalla finale di Italia '90 disputata più di tre anni prima (giusto per dovere di cronaca: anche senza mai scendere in campo, fece parte della rosa della Seleccion ai Mondiali del 1990 anche Edgardo Bauza, che credo fosse nulla più che un onesto difensore).

Com'è noto, l'Argentina disputerà successivamente tutta una serie di gare amichevole di preparazione al Mondiale statunitense (tra cui l'amichevole di rito a Tel Aviv contro l'Israele, una specie di 'pellegrinaggio' che si era già svolto in maniera rituale nel 1986 e nel 1990) che poi si concluderà nella maniera più rocambolesca possibile.

4-0 alla Grecia nella prima partita. 2-1 alla Nigeria nella seconda. Quindi la squalifica di Maradona, trovato positivo all'efedrina, e dopo la sconfitta contro la Bulgaria (2-0 per la Nazionale di Penev) e il passaggio tra le migliori terze, l'eliminazione agli ottavi di finale ai danni della Romania in una delle partite che sono ancora oggi ricordate come tra le più belle della storia dei Mondiali.

Ritornando al presente, l'Argentina in questo momento occupa la quinta posizione (22 punti) dietro Brasile, primo e qualificato a quota 33 punti, Colombia (24), Uruguay e Cile (23). Segue subito dopo l'Ecuador a 20 punti. Perù e Paraguay 18.

Fuori dai giochi Bolivia a 10 e la solita 'cenerentola' Venezuela a quota 6.

Se escludiamo la prossima trasferta in Uruguay, l'Argentina non ha un calendario terribile (Venezuela e Perù in casa e trasferta in Ecuador), ma i dati di fatto ci mostrano quella che è una Nazionale tutt'altro che forte e che dovrà fare a meno per le prossime tre partite della sua stella assoluta, Leo Messi, che deve scontare ancora dei turni di squalifica dopo i fatti che lo hanno visto protagonista in negativo nella partita contro il Cile.

Contro la Bolivia, assenti Higuain e Messi, Bauza ha giocato con Romero; Roncaglia, Musacchio, Funes Mori, Rojo; Banega (c), Pizarro; Pérez e Di Maria sugli esterni e la inedita coppia d'attacco formata da Correa e Pratto.

È rimasto in panchina per tutti e novanta minuti Dybala, mentre Aguero è entrato in campo al 56' al posto di Correa.

Dopo la partita i vertici dell'Afa hanno lasciato intendere che la posizione di Bauza sarà oggetto di verifiche.

Daniel Angelici, vice del presidente dell'Afa Tapia, e presidente del Boca Juniors ha dichiarato: 'Analizzeremo il lavoro di Bauza.'

Ancora più chiare le parole dell'altro vicepresidente, Hugo Moyano: 'In questi giorni si definirà il suo futuro. Dobbiamo valutare tutte le opportunità e se esiste la possibilità di rescindere il contratto.'

In pole per prendere il posto de 'El Paton' ci sarebbe Jorge Sampaoli, ex CT della Nazionale cilena e oggettivamente uno degli allenatori più preparati nel panorama sudamericano in questo momento, ora alla guida del Siviglia.

Dipenderebbe in effetti proprio dal Siviglia, secondo alcune voci, il possibile approdo di Sampaoli sulla panchina della albiceleste, dato che il club andaluso dovrebbe nel caso dare il 'via' al possibile svolgimento del doppio ruolo da parte del tecnico.

Va detto che il cambio in panchina potrebbe comunque di per sé non essere sufficiente a cambiare una situazione così negativa e che comunque sarebbe sbagliato considerare una novità assoluta nella storia del calcio argentino.

Parliamo infatti di una Nazionale che non vince nulla dal 1993 (oltre che l'anno dello spareggio menzionato sopra, fu anche quello della 14a vittoria in Copa América) e che comunque dal 1990 ad oggi ha collezionato una serie di piccoli e grandi insuccessi e che hanno segnato intere generazioni del calcio argentino cui pure facevano parte giocatori di grande qualità.

L'ultima è quella del giocatore che assieme a Cristiano Ronaldo ha segnato la storia del calcio mondiale degli ultimi dieci anni: Leo Messi.

Classe 1987 (trent'anni il prossimo 24 giugno), 117 presenze e 58 goal con la maglia 'albiceleste', dopo aver trionfato con la Nazionale giovanile (oro ai Mondiali di Calcio Under 20 in Olanda nel 2005 e con la Nazionale olimpica a Pechino nel 2008) e aver vinto tutto a livello di club con il Barcellona, Messi ha finora fallito nel portare alla vittoria la sua Nazionale, collezionando peraltro una serie di insuccessi (quattro finali perse dal 2007 ad oggi) che lo hanno portato lo scorso giugno a dichiarare: 'Avrei voluto portare un titolo in Argentina, me ne vado senza esserci riuscito. Mi fa male perdere, questa è la quarta finale che perdo, la terza di fila. Per me finita, la decisione è presa.'

Dichiarazioni che inevitabilmente lo hanno posto al centro di tutta una serie di critiche sul suo atteggiamento e sulla capacità di non riuscire a fare la differenza con la maglia della sua Nazionale come riesce al Barcellona a causa per molti di deficit sul piano della personalità.

Una critica che secondo me ci sta solo in parte.

Leo Messi fu comunque effettivamente all'ultimo Mondiale (quello disputato in Brasile nel 2014) il trascinatore della sua Nazionale. Una squadra che, va detto, effettivamente se escludiamo il reparto offensivo, dove comunque una casella è già occupata da Messi, non è così zeppa di campioni come si potrebbe pensare.

Tra l'altro come Messi, anche Higuain e Aguero in Nazionale non hanno mai fatto sfraceli.

Anzi.

Il loro apporto alla causa dell'albiceleste è storicamente deludente pure al netto di numeri importanti (68 presenze e 31 reti Higuain, 80 presenze e 33 reti Aguero).

Praticamente è irrilevante se consideriamo il cammino della albiceleste verso il Mondiale 2018.

L'Argentina ha una buona difesa (la seconda miglior difesa dopo il Brasile, 14 reti subite), ma non fa goal.

Ha segnato solo 15 reti.

Solo Bolivia e Paraguay (quest'ultima una squadra tradizionalmente molto 'italiana') hanno fatto peggio. Ha fatto meglio persino il Venezuela (17)!

Tra i marcatori spicca Leo Messi (4 reti segnate), quindi Di Maria, Mercado e il classe '88 Lucas Pratto (2). Una rete a testa per Biglia, Ramiro Funes Mori, Higuain, Lavezzi, Otamendi.

Nelle otto partite della sua gestione, Bauza ha impiegato i seguenti attaccanti/esterni d'attacco:
  • Angel Di Maria (8 presenze, 1 rete).
  • Sergio Aguero (5, 0).
  • Gonzalo Higuain (5, 1).
  • Lucas Pratto (5, 2).
  • Lionel Messi (4, 3).
  • Angel Correa (4, 0).
  • Nico Gaitan (3, 0).
  • Paulo Dybala (3, 0).
  • Lucas Alario (2, 0).
  • Erik Lamela (1, 0).

Convocato e mai schierato in campo: Ezequiel Lavezzi.

Fuori dal giro della Nazionale oramai Carlos Tevez.

La conseguenza di questi risultati deludenti, come è stato detto in passato per la generazione precedente e per quella prima ancora, è che anche in questo caso si va nella direzione di attribuire anche a Messi e compagni l'icona di 'perdenti'.

Pensare di rifondare da zero e fare tabula rasa è qualche cosa che costituisce naturalmente un'utopia considerando proprio la presenza di Messi (discutere le sue qualità assolute mi sembra francamente ridicolo) oltre che di una serie di giocatori che vantano un certo peso specifico all'interno dello spogliatoio come dichiarato recentemente da Carlos Dibos, ex preparatore atletico dell'albiceleste e che ha fatto chiaramente il nome di Javier Mascherano.

In questo contesto tuttavia è impossibile non parlare della mancata convocazione del nostro capitano Mauro Icardi.

Classe 1993 (di nuovo...), capitano dell'Inter, già 149 presenze e 77 goal in un campionato difficile come la nostra Serie A, Mauro Icardi vanta una sola presenza con la maglia della sua Nazionale, che risale al sedici ottobre 2013, quando l'allora CT Alejandro Sabella lo fece esordire contro l'Uruguay subentrando all'82' minuto all'ex difensore del Napoli Federico 'El Flaco' Fernandez.

Dopo avere esordinato in Nazionale Mauro Icardi non è stato più tenuto in considerazione né da Sabella, né da Martino e Bauza.

Per comprendere le ragioni della sua esclusione, fermo restando quelle che possono essere delle scelte di natura tecnica legittima da parte dei tre CT, bisogna secondo me considerare due aspetti (che poi sono due facce della stesa medaglia) e legati in primo luogo a una campagna mediatica negativa nei confronti del giocatore; secondariamente a quelli che sono aspetti di natura politica e il poco peso specifico che può evidentemente far pesare Wanda Nara, compagna e procuratore del giocatore, all'interno degli equilibri di potere del calcio argentino.

Provo a ricostruire una 'time-line' dei fatti che hanno portato negli anni Mauro Icardi a essere bersaglio di critiche gratuite da parte dei mass-media e degli addetti ai lavori oppure di soggetti terzi (tra questi: Diego Armando Maradona).
  • Estate 2013. Mauro Icardi, dopo aver realizzato 10 reti in 31 presenze nel campionato 2012/2013 con la maglia della Sampdoria, si trasferisce all'Inter allora allenata da Walter Mazzarri. Il suo primo campionato in nerazzurro (il ragazzo ha da poco compiuto vent'anni) è in crescendo. Il ragazzo si guadagnerà sempre più spazio con il passare del tempo. Dei 9 goal realizzati nel campionato 2013/2014 (in 22 presenze), 7 sono segnati nel girone di ritorno. Queste le dichiarazioni del giocatore alla sua presentazione ufficiale: 'Mazzarri mi ha promesso che sarò importante e io spero di non deluderlo. E' una sfida importante in una squadra come l'Inter, ma non mi spaventa. Voglio fare tanti gol e cercare di lottare per vincere lo scudetto. Non mi aspettavo che tutto avvenisse così rapidamente. In soli due anni mi ritrovo in una grande squadra del calcio mondiale come l'Inter. Ho solo 20 anni, ma lasciare casa mia così giovane mi ha aiutato tanto. Non c'è nessuna pressione per la cifra che l'Inter ha speso per me, io so soltanto che lunedì devo essere lì a Milano e non vedo l'ora di iniziare a lavorare. Prima di firmare con l'Inter c'erano tante squadre su di me, ma non era così impotante. Ora voglio impormi all'Inter nei prossimi cinque anni, anche perché il campionato italiano è più equilibrato rispetto a quello spagnolo, in cui ci sono Barcellona e Real Madrid che dominano.'
  • Ottobre 2013. Il sedici ottobre, come detto, Mauro Icardi esordisce con la Nazionale argentina sotto la gestione del CT Alejandro Sabella. L'argentino (dopo essere rimasto in panchina novanta minuti nella partita dell'11 ottobre contro il Perù) disputa solo i minuti finali della gara di qualificazione ai Mondiali 2014 contro l'Uruguay a Montevideo (finisce 3-2 per l'Uruguay). Va detto che precedentemente era girata anche la voce di una sua possibile convocazione con la Nazionale italiana, ma Mauro ha sempre voluto l'Argentina. È prorio Sabella a annunciarlo nel febbraio 2013: 'La prima domanda che gli ho fatto è stata cosa volesse fare lui e mi ha detto che il suo desiderio è giocare nell'Argentina. Ovviamente lo tengo in considerazione, dipenderà dal suo rendimento, dai nostri impegni, vedremo quando sarà il momento. Non gli ho promesso nulla ma gli ho assicurato che lo avrei tenuto d'occhio e che ha la possibilità di essere convocato. Non voglio promettere nulla ma è un giocatore che mi interessa.' Il vice di Sabella, Julian Camino, di recente ha fatto comunque capire che c'erano già dei problemi di convivenza tra Mauro e il resto del gruppo: 'Ricordo benissimo la chiamata di Mauro Icardi: aveva solo 21 anni quando lo convocammo, e non ci fu alcun problema. Nonostante la giovane età per me era già in giocatore divino, purtroppo però la convivenza con il resto del gruppo non fu affatto facile per lui.' In ogni caso sembra l'inizio di una grande avventura...
  • Novembre 2013. Mauro Icardi e Wanda Nara rendono nota la propria relazione via social.
  • Dicembre 2013. La relazione tra Mauro Icardi e Wanda diventa oggetto di interesse quotidiano da parte dei media. Lei si trasferisce a Milano. La relazione tuttavia mette subito il giocatore al centro di una serie di voci su presunti problemi tra lui e i suoi nuovi compagni di squadra all'Inter. Mauro dichiara in un'intervista alla Gazzetta: 'Uno non sceglie di chi innamorarsi, non si può condannare qualcuno per quello che prova. Per me è impossibile non arrabbiarmi e ridere allo stesso tempo quando dicono che ho litigato con i miei compagni all'Inter. Mai, anzi, che sia chiaro: sono molto grato a loro per l'affetto con cui mi hanno accolto e per la stima, e poi ho raccontato a tutti del mio amore per Wanda e nessuno mi ha messo in croce per il fatto di essermi innamorato. Ho ricevuto l'appoggio di tutti, perché sono onesto, leale e sono un lavoratore.' Mazzarri gli consiglia di prendere esempio dai compagni di squadra più esperti (Zanetti, Milio, Cambiasso). Lui dichiara: 'Javier è una gran persona, un esempio come calciatore. È un gentiluomo e ci ha sempre sostenuti, sia me che Wanda. Ci consiglia, è il capitano, una guida, qualcuno da cui spero di imparare molto. Non ho mai avuto problemi con lui.' Arrivano le prime bordate da oltreoceano. Alejando Sabella: 'Ogni giocatore ha la propria privacy, anche se a me personalmente piace l'equilibrio e il basso profilo. I giocatori sono convocati in Nazionale in base alle performance offerte con i propri club, ma anche quello che riguarda le gesta fuori dal campo è importante.' Diego Armando Maradona: 'Secondo me Icardi è un traditore. Va a casa (Nde. di Maxi Lopez), gioca a fare l'amico e poi gli soffia la donna. Questo è tradimento. Ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni.'
  • Gennaio 2014. Dopo le voci che volevano Icardi finto infortunato per passare del tempo in compagnia di Wanda, sui problemi di pubalgia di Mauro Icardi la Gazzetta dello Sport intervista il professor Andrea Campi, ortopedico primario dell'Ospedale San Giovanni di Roma che dichiara: 'L'intervento d'ernia avrebbe dovuto eliminare la pubalgia? No, perchè si tratta di una patologia multifattoriale molto difficile da inquadrare. Di solito prima si prova con terapie conservative, poi con l'intervento chirurgico si lavora sulla causa primaria. Ma successivamente possono emergere diversi problemi secondari. Come si può curare allora? Ribadito che è la patologia in assoluto più difficile da inquadrare, ora bisognerà insistere con terapie conservative, stretching, osteopatia, lavoro mirato al rafforzamento della zona pubica. Ma è impossibile stabilire i tempi di recupero di un atleta. Soprattutto non conoscendo il quadro clinico del giocatore. Se un'intensa attività sessuale può essere una causa della ricaduta? Escludo un nesso diretto. Poi subentra una questione di buon senso. Va da sè che in generale un soggetto appena operato dovrebbe condurre una vita il più possibile tranquilla, evitando stress fisici eccessivi.' Tanto basta perché per tutti Icardi sia un atleta poco attento a preservare il suo fisico e un soggetto poco raccomandabile perché dedito a praticare intensa attività sessuale con la sua compagna...
  • Aprile 2014. Arriva il primo 'scontro ravvicinato' tra Icardi e Maxi Lopez. L'Inter vince 4-0 a Genova in casa della Sampdoria. Icardi segna due volte, Handanovic para un rigore a Maxi Lopez. Mauro gioca una grandissima partita e beccato dai tifosi, risponde con un gesto provocatorio. Walter Mazzarri a fine partita: 'Ha fatto il suo. Per l'ambiente che si era creato ha mostrato grande personabilità, se continua così e riusciremo a togliergli alcune cose superflue diventerà un grande giocatore, un centravanti con caratteristiche da centravanti vero, che deve pensare solo a giocare. I fatti personali vanno messi da parte, sono dei professionisti e non devono scordarselo, devono stare tranquilli, fino al gol si era comportato in maniera perfetta, doveva tornare a centrocampo e non fare quel gesto ma non mi pare nulla di che.'
  • Maggio 2014. I media calcano la mano sulle vicende che hanno coinvolto Mauro, Wanda Nara e Maxi Lopez riportando addirittura alcune conversazioni telefoniche tra i soggetti in causa. Mauro dichiara: 'Non c'è nulla che mi ferisce, ognuna ha la sua vita. Mi interessa solo che si dice che ho giocato bene o male, il resto non mi importa. Oggi tutti scrivono di sé sui social network, io li uso da sempre. Che voto mi darei? Non devo essere io, ma i tifosi. Quest'anno è stato un anno duro, la pubalgia mi dà ancora un po' di fastidio, ma stiamo vedendo di curarla. Questa stagione deve concludersi il meglio possibile per me è per la squadra.' Sulla Nazionale argentina: 'Il mio sogno è prima o poi giocare un mondiale. Sono giovane, se arriva l'opportunità arriva, altrimenti dovrò aspettare. Perché non ho mai pensato alla Nazionale italiana? Perché mi sento argentino, ho fatto la mia vita li e la mia famiglia è argentina.' A fine maggio intanto Mauro e Wanda si sposano.
  • Giugno-Luglio 2014. L'Argentina gioca i Mondiali di calcio in Brasile senza Mauro Icardi. La Seleccion raggiunge la finale dove viene sconfitta uno a zero dalla Germania (Gotze). L'Argentina segna 8 goal in 8 partite (Messi 4, Di Maria, Higuain, Rojo, autorete di Kolasinac). Messi viene nominato migliore giocatore del Mondiale. Gli altri attaccanti sono Aguero, Di Maria, Higuain, Lavezzi, Palacio. Il 28 luglio Sabella si dimette. Il nuovo allenatore è Gerardo 'El Tata' Martino.
  • Estate 2014. Icardi va in ritiro con la squadra a Pinzolo. Mazzarri sul giocatore: 'Mauro un top player? è sulla buona strada, ascolta e vuole migliorarsi.' L'argentino va subito a segno nei play-off di Europa League contro lo Stjarnan. Segna sia all'andata Reykjavik che al ritorno (doppietta) a San Siro.
  • Settembre 2014. Mauro segna la sua prima tripletta in carriera nel 7-0 al Sassuolo. Il nuovo commissario tecnico della Nazionale argentina Martino dichiara: 'Il mio impegno è quello di fare l'analisi del giocatore. Se avrò la possibilità di dire qualcosa a Mauro, vorrei provare a parlare con lui riguardo al lavorare sulla sua carriera, rigorosamente in termini sportivi.' Il primo settembre il giocatore prende parte alla 'Partita della Pace' voluta da Papa Francesco e organizzata da Javier Zanetti. Maradona: 'Sono incazzato. Non doveva giocare. Uno come lui non fa parte della famiglia del calcio.'
  • Novembre 2014. Viene esonerato Walter Mazzarri e sulla panchina nerazzurra ritorna Roberto Mancini. Icardi dichiara a Sky Sport 24: 'Nel calcio pagano sempre gli allenatori, ma in campo andiamo noi. È stato un cambio veloce, da un giorno all'altro è andato via Mazzarri ed è arrivato Mancini. Noi come squadra dobbiamo pensare a fare il meglio. Quando arriva un tecnico nuovo cambiano le idee tattiche. Ora noi giocatori partiamo tutti da zero e ci mettiamo in mostra partendo dallo stesso livello. Un motivo in più per lavorare duramente. Con Mazzarri ogni giorno provavamo a migliorare le cose che non erano andate bene nelle partite precedenti, con Mancini credo che sarà la stessa cosa. L'importante è che il gruppo sia unito.' Mancini esordisce pareggiando 1-1 nel derby (rete di Joel Obi), nel dopo-partita rimpiange proprio un'occasione sbagliata da Maurito in apertura gara: 'Se Icardi avesse fatto gol in avvio, sarebbe cambiato tutto.'
  • Dicembre 2014. Mancini viene intervistato dal Corriere dello Sport alla vigilia della partita contro la Roma. Alla domanda su Icardi risponde: 'Ho fiducia in lui e può diventare un grandissimo centravanti.' Martino: 'Ovviamente lo seguiamo, è il nove dell’Inter e si tratta di un attaccante di prospettiva. Però, per il modo in cui giochiamo, abbiamo deciso che i numeri nove sono Sergio Aguero, Gonzalo Higuain e Carlos Tevez, per cui parte svantaggiato. Lo consideriamo e siamo certi che per il futuro farà parte della nostra nazionale al pari di Franco Di Santo e Paulo Dybala.'
  • Gennaio 2015. Si gioca Juventus-Inter. La partita finisce 1-1. Reti di Tevez e proprio di Icardi (sette goal totali in carriera alla Juventus) che va a segno al primo pallone giocabile su assist di Guarin e che litiga con Osvaldo per non aver preferito in occasione di una ripartenza, andare alla conclusione invece che servire il compagno. Osvaldo nell'occasione perde le staffe, attacca il compagno di squadra (che tra le altre cose si scuserà in campo e poi pubblicamente con l'ex attaccante della Roma) e alla fine insulterà anche Roberto Mancini. Sarà la fine dell'avventura in nerazzurro dell'italo-argentino che a fine gennaio tornerà in Argentina per giocare nel Boca. Nasce la prima figlia di Mauro Icardi e Wanda Nara, Francesca (Wanda ha già tre figli dalla precedente relazione con Maxi Lopez e che vivono con la coppia).
  • Febbraio 2015. Il primo febbraio l'Inter perde al Mapei Stadium 3-1 contro il Sassuolo. Icardi segna il goal della bandiera. A fine partita con alcuni compagni (tra cui Fredy Guarin, altro giocatore protagonista dell'episodio) va sotto la curva e lancia la maglia ai tifosi, ma questi la rigettano indietro. Segue una discussione molto accesa che il giocatore racconterà nella sua autobiografia ('Sempre avanti') con queste parole: 'A ripresa iniziata, Mancini mi fa entrare e alla fine del secondo tempo, all’83°minuto faccio goal. Metto a segno l’unico nostro goal della partita, che finisce 3-1 in favore dei padroni di casa. Sono molto  amareggiato, anzi incazzato, perché ho giocato pochissimo. I tifosi iniziano a urlare: ci chiamano sotto la curva. Trovo il coraggio di affrontarli, insieme a Guarin. Mentre mi avvicino mi arrivano insulti e grida di ogni genere. Attaccato alla rete c’è un bambino che mi chiama: vuole la mia maglia. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio: mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e glieli lancio, come regalo. È al settimo cielo e io sono contento di averlo visto felice. Un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: 'Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Credi di essere forte?.' Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. Nessuno prima di me aveva mai trovato il coraggio di affrontare in modo così diretto la tifoseria, anzi i capi storici della tifoseria. Nello spogliatoio vengo acclamato come idolo.' Nella successiva gara contro il Palermo l'Inter vince 3-0. Segnano Guarin e due volte Icardi che non esulta. Mancini: 'Icardi? L'importante è che abbia segnato, è giovane e può crescere ancora tanto. La non esultanza? Per me dopo un gol bisognerebbe sempre esultare. Icardi ha grandi margini di miglioramento. Penso che il tutto sia uno strascico di quello che è successo dopo il Sassuolo.'
  • Aprile 2015. Anche il padre di Wanda Nara dice la sua sulla relazione tra Mauro Icardi e sua figlia: 'Maxi è stato un buon padre, non posso dire il contrario. Ora l'importante è che Mauro non li metta contro. Non ho rapporti con i ragazzi, nemmeno con Wanda. Il disagio è enorme…'
  • Maggio 2015. Con la doppietta realizzata all'ultima giornata contro l'Empoli, Mauro Icardi si laurea capocannoniere del Campionato di Serie A a pari merito con Luca Toni (22 goal totali). El Tata Martino giustifica così l'esclusione di Icardi dai convocati per la Copa América: 'Oltre a quelli che già ci sono, ci sono i nomi che anch'io ascolto sempre: Dybala, Vietto, Di Santo, Icardi, Carrillo, Bou. Attualmente ci sono otto o nove argentini che giocano tutti in posizione di centravanti, e lo fanno bene. Non sarà facile vederli in azione e provarli in così poco tempo, da qui alla Coppa America, ma io insisto nel dire che siamo all'inizio di un ciclo e che quindi, in tre anni e mezzo, in fondo di tempo ce n'è. Rispetto Icardi, e non mi sembra che le cose calcistiche siano un grande impedimento. Però se mi chiedono se mi piaccia il suo comportamento, io dico di no e che vorrei si parlasse di lui solo per cose calcistiche. Ma non è detto che lo scarti in assoluto.' Mauro cambia procuratore. Non sarà più assistito da Abian Morano, ma direttamente dalla sua compagna Wanda nara.
  • Giugno 2015. Icardi rinnova il contratto con l'Inter fino al 2019. Il nuovo ingaggio annuo sarà da 4,2-4,5 milioni netti più bonus.
  • Giugno-Luglio 2015. L'Argentina di Gerardo Martino gioca la Copa América in Cile. Il 4 luglio viene sconfitta ai calci di rigore dai padroni di casa (dal dischetto sbagliano Higuain e Banega). L'Argentina segna 8 goal in 6 partite (Aguero 3, Di Maria e Higuain 2, Messi 1). Mauro Icardi è lontano anni luce dalla possibilità di indossare la maglia della Seleccion.
  • Agosto 2015. Mauro Icardi viene nominato nuovo capitano della squadra nerazzurra: 'Felice per essere il nuovo Capitano di questo grandissimo gruppo! Forza Inter, avanti così!'
  • Ottobre 2015. In un'intervista a El Grafico, interrogato sulla sua nomina come nuovo capitano dell'Inter, Mauro Icardi dichiara: 'È un passo importante per la mia carriera. È stato Mancini a decidere, con il consenso del club e della squadra. Con lui il rapporto è molto buono ma ovviamente ci sono dei momenti in cui alza la voce. Gestisce così la squadra.' In campionato intanto l'Inter va molto forte, ma il campionato di Icardi stenta a decollare anche a causa delle difficoltà della squadra nel fare goal. Il 27 ottobre dopo la rete decisiva realizzata in casa del Bologna, Mauro dichiara: 'Il mio gol una risposta a chi diceva che ero in crisi? Quando mi arrivano i palloni io posso fare gol: in 10 partite me ne sono arrivati 4 e ne ho fatti 3, quindi mi sembra una buona media... ora inviterò Ljajic a cena, mi ha fatto un bell'assist. Comunque dovevamo vincere e la partita si era messa male, ma per fortuna questo gol ci ha dato la vittoria. Nel primo tempo abbiamo giocato a ritmi bassi, mentre nel secondo tempo siamo entrati in campo con la giusta cattiveria e abbiamo dimostrato che anche in 10 siamo competitivi, anche se è sempre meglio giocare in 11. Serata perfetta per noi? Sì, è perfetta perché abbiamo vinto e dovevamo fare questo. Lo sapevo che in qualche partita il gol sarebbe arrivato perché sono un attaccante e devo fare questo. Poi, l’importante è aver portato i punti a casa e che la partita sia andata bene per noi. Non mi pesava il fatto di non trovare più il gol, ma è vero che quando giochiamo mi arrivano pochi palloni. Questo è un peccato perché penso di essere un attaccante che in area può fare bene e se arrivano i palloni posso fare anche gol. Penso che quest’anno abbiamo più giocatori con qualità individuali e questa è una cosa che un po’ penalizza me. Ma tutti vogliamo il bene della squadra e sicuramente anche con questi giocatori che sono più di qualità possiamo fare bene perché sono grandi giocatori e questo ci aiuterà di sicuro. Vittoria pesante? Sappiamo che siamo lì sopra e che dovevamo fare punti. Siamo venuti qui per vincere ed è quello che abbiamo fatto, penso che sia quello che dobbiamo fare come squadra e come Inter. La Roma si deve preoccupare? Penso che sabato sarà una partita difficile perché noi vogliamo vincere tutte le partite. L’anno scorso è stata una bella partita contro di loro, quest’anno speriamo di fare bene e portare i tre punti.' Le dichiarazioni faranno discutere e non faranno piacere all'allenatore Roberto Mancini che per scelta tecnica lo esclude dall'undici titolare della partita successiva contro la Roma (1-0, rete di Gary Medel).
  • Novembre 2015. La fine del 2015 è il periodo più difficile della storia in nerazzurro di Mauro Icardi. Sui giornali si parla della sua incompatibilità con Jovetic, un enigma che alla fine resterà irrisolto, Mancini dichiara: 'Per migliorare l’intesa Mauro e Stevan devono giocare insieme. Nelle ultime due gare non l’hanno fatto ed è colpa mia. Devono conoscersi meglio, hanno fatto appena 6-7 partite insieme. Ma da entrambi ci aspettiamo tanti goal.'
  • Dicembre 2015. Come sono andate effettivamente le cose, non lo sapremo mai. Il 20 dicembre 2015 l'Inter perde in casa 2-1 contro la Lazio (rete di Icardi, doppietta di Candreva per i biancocelesti). Secondo molti proprio qui si sarebbe rotto il 'giocattolo' costruito da Mancini e che aveva permesso all'Inter di mantenere la testa della classifica. Secondo me, come poi abbiamo visto, la squadra in verità non era semplicemente competitiva per poter reggere tra le prime posizioni fino alla fine del campionato. In ogni caso secondo la Gazzetta nel dopo-partita Jovetic attaccherà verbalmente Mancini. Lo scontro finirà con il coinvolgere altri giocatori tra cui Ljajic e Guarin, Felipe Melo (protagonista in negativo della partita) e Icardi. Nel girone di ritorno l'Inter di fatto avrà un andamento molto negativo. L'argentino segnerà comunque 16 goal in 33 partite. Nel complesso l'annata sarà forse meno brillante di quella precedente, ma in realtà il giocatore farà registrare una crescita importante sul piano dello stare in campo e del giocare con la squadra. Lo stesso Maurito riconoscerà in seguito grandi meriti all'ex allenatore nerazzurro nella sua crescita: 'Mancini è stato sicuramente l'allenatore che mi ha fatto cambiare un po' il modo di giocare. Con lui parlavamo tanto, mi chiedeva di fare meglio tante cose, l'ho ascoltato e oggi posso dire di essere migliorato molto.' Martino lo inserisce nella pre-lista per i Giochi Olimpici di Rio 2016.
  • Gennaio 2016. Martino conferma che Maurito potrebbe fare parte della spedizione argentina a Rio per i Giochi Olimpici. Fa i nomi anche di Dybala, Vietto e Calleri.
  • Aprile 2016. Il tre aprile si gioca Torino-Inter. In campo sono scintille tra Icardi e Maxi Lopez, che rifiuta di dare la mano al capitano nerazzurro, che gliela aveva tesa (era già successo il 13 aprile 2014 prima di Sampdoria-Inter). Icardi dichiara: 'Gli ho dato la mano, ma lui l'ha rifiutata. E' l'ignoranza di qualche persona... Ma io non ci faccio caso. Dare la mano mi sembra la cosa più giusta.' Ospite alla Domenica Sportiva, Roberto Mancini respinge le voci su di una possibile cessione di Icardi nella successiva sessione di mercato: 'Il rapporto tra me e Conte è buono, ma non credo proprio che gli darò Icardi.' Si preannuncia per il giocatore una estate calda e che lo vedrà al centro di trattative vere o presunte di calciomercato.
  • Maggio 2016. Martino esclude Icardi dai convocati per la Copa América Centenario negli Stati Uniti. Lo fa con una serie di dichiarazioni molto forti. 'Per me è sempre bianco o nero, in alcuni casi ho imparato a vedere alcuni lati di grigio ma nel caso di Icardi lo sanno tutti cosa è giusto e cosa è sbagliato, a cominciare dai giornalisti. Il problema è che la stampa vuole che io dica quello che in realtà pensano loro e io invece voglio che sia l’esatto contrario. Ma qui è tutto molto chiaro. Per questo sottolineo che si tratta di un problema della stampa, non mio. Il problema è che le zone di grigio, per la stampa, sono più ampie di Avenida 9 de Julio (Ndr. la strada più larga al mondo). E io invece ho molto chiaro cosa è giusto e cosa è sbagliato. E lo sanno anche quelli che mi fanno le domande su questo argomento'; 'Se prendo una statistica riguardo alle domande che mi vengono fatte su Dybala e Icardi, partendo da un presupposto di somiglianza a livello calcistico, la differenza a favore di Icardi, nel numero di domande, è 10 a 1. Quindi devo concludere che sia così per le questioni extracampo. Perché è falso che se una cosa la dice un protagonista ha più ripercussioni rispetto a quanto detto da un giornalista. Non è così e ho mille esempi da fare per dimostrarlo. La gente legge e ascolta e in base a questo si fa la sua opinione'; 'Non mi faccio condizionare dalla pressione mediatica, considero solo l'aspetto calcistico. Io mi sono espresso su ciò che voglio da ogni giocatore, non solo da Icardi. L'anno scorso ha segnato 22 gol, quest'anno 15 (Ndr. in realtà ne ha fatti 16), io ho l'obbligo di valutare questo'; 'Noi allenatori scegliamo in base a quello che vediamo. Tutti hanno la possibilità di essere convocati, anche se rilasciano interviste o fanno parlare di sè, a meno che non dicano cose scandalose: in quel caso lui stesso si sta negando la possiiblità di essere convocato'; 'Icardi l'ho visto una volta in Italia durante la partita del Papa, lo conosco. Non l'ho sentito poi, ma lo tengo in considerazione per le Olimpiadi. Ho una lista di numeri 9 tutti dello stesso livello e lui è tra questi: è capitano dell'Inter e fa goal, e la sua età lo porta ad essere un candidato'.
  • Giugno 2016. Il 28 giugno Suning Holding Group rileva le quote di maggioranza dell' Inter. Si disputa la Copa América Centenario. L'Argentina arriva in finale dove viene di nuovo battuta dal Cile ai calci di rigore. Dal dischetto questa volta sbagliano Messi e Biglia. L'Argentina segna 18 goal in 6 partite (Messi 5, Higuain 5, Lavezzi e Lamela 2, Aguero, Banega, Cuesta, Di Maria, Otamendi 1). È la settimana finale persa consecutivamente dagli argentini negli ultimi ventuno anni e nelle tre principali competizioni per nazionali. Martino si dimette. Messi annuncia il proprio ritiro dalla Nazionale, anche se poi Bauza (nuovo CT dal primo agosto 2016) riuscirà a fargli cambiare idea.
  • Luglio 2016. Julio Olarticoechea viene nominato nuovo CT della Nazionale argentina Under 20 e posto a capo della selezione olimpica. Nella lista dei convocati che parteciperanno ai Giochi Olimpici di Rio non c'è Icardi. L'Argentina è inserita nel Gruppo D con Portogallo, Honduras e Algeria. La competizione si disputerà ad agosto. L'Argentina finisce al terzo posto nel girone e viene eliminata. Intanto a Milano scoppiano i casi Mancini e Icardi. La posizione dell'allenatore è in bilico causa ragioni che abbiamo già ampiamente dibattuto in passato, mentre Wanda Nara fa capire che ci sono diverse squadre interessate a Mauro e che il giocatore potrebbe seriamente lasciare Milano. In particolare sul giocatore, scondo Wanda Nara, ci sarebbe il Napoli. Il 26 luglio il Presidente nerazzurro Erick Thohir conferma entrambi: 'Mancini è il nostro allenatore e qui negli Stati Uniti sta lavorando sul campo e anche con il management. Credo molto nel suo lavoro. Qui stiamo lavorando tutti insieme, nei prossimi due giorni ci incontreremo ancora per darci supporto l’uno con l’altro. Credo molto nella struttura del management, lavoriamo come un unico team, non in maniera individuale. Con il Suning abbiamo discusso di come rinforzare la squadra: abbiamo ceduto alcuni giocatori e portato nuovi acquisti validissimi per completare la rosa dei 21 per l’Europa League. È abbastanza? No, Suning e noi come dirigenza vogliamo rafforzare la squadra ancora di più per essere competitivi in Serie A e raggiungere i nostri obiettivi, tra cui quello di tornare in Champions League'; 'Non venderemo Icardi. Abbiamo ricevuto offerte anche dal Napoli ma non lo venderemo. Un anno fa ad Icardi abbiamo prolungato il contratto, siamo come una famiglia, possiamo sempre parlare se ci sono problemi o discutere di cosa vorremo fare insieme in futuro. È il nostro capitano ed è un giocatore importante per noi, siamo molto contenti di lui.'
  • Agosto 2016. In realtà la vicenda si protrarrà fino a agosto inoltrato. Il primo agosto Roberto Mancini dichiara: 'Sono state dette tante cose non esatte, meglio stare in silenzio.' Ma è la stessa posizione del mister ad essere in bilico, tanto è vero che in data 8 agosto arriva la notizia della risoluzione consensuale del contratto. Il 9 l'Inter annuncia il nuovo allenatore Frank de Boer (su Icardi: 'Resterà, come resteranno tutti. E' un giocatore importante per noi, ha le caratteristiche giuste per essere la nostra punta di riferimento. Giocatore fantastico, sono convinto che potremo lavorare bene insieme senza nessun problema'). Il 20 agosto l'Inter e Wanda Nara trovano un'intesa di massima per il rinnovo. Prevista anche una clausola di rescissione valida solo per l'estero e pari a 110 milioni di euro.
  • Settembre 2016. L'Inter di Frank de Boer come è noto, comincia male il campionato. La gestione dell'olandese sarà breve e si concluderà a ottobre con la sconfitta con la Sampdoria (1-0). Il momento più alto della sua gestione è la vittoria del 18 settembre per 2-1 contro la Juventus. Nell'occasione va a segno anche Icardi. Wanda Nara esulta: 'Icardi n.1 al mondo.' Bauza: 'Icardi? Ha messo insieme ottime prestazioni e sarà seguito con costanza. Se la sua vita personale non disturberà il suo rendimento in campo, non avrà problemi.'
  • Ottobre 2016. In occasione della gara del 16 ottobre contro il Cagliari (Inter sconfitta 2-1 in casa) Icardi viene fortemente criticato da una parte (molto ristretta) della tifoseria a causa dei contenuti della sua autobiografia e in particolare per il richiamato passaggio sui fatti del dopogara tra Sassuolo e Inter del 2015. Intanto arriva la notizia ufficiale del rinnovo fino al 2021, Marardona, che alla Partita della Pace trova modo di litigare con Veron (altra figura molto influente nel calcio argentino) lo attacca di nuovo: 'Io dei traditori non parlo. Può essere che lo portino in nazionale, ma io sono qui alla Partita della Pace e dei bambini e qui Icardi non c'entra niente.' Mauro risponde: 'Ogni volta che parla fa solo figuracce, parliamo di una persona che non può essere da esempio per nessuno.' Bauza: 'Posso assicurare che ho parlato con i leader della squadra (6 o 7) e non esiste alcun problema. E’ un qualcosa che mi lascia tranquillo, perché le scelte saranno rispettate. Si sono intrecciate diverse cose. La mia unica priorità è la squadra, è la Seleccion. Su un giocatore che viene qua in Nazionale ed ha un problema, oppure si rivela una minaccia per la squadra, non ho bisogno che nessuno mi dica nulla. Lo andrò ad escludere dalla squadra, perché questa è la priorità. Icardi per me è una punta, e io intendo giocare con un solo attaccante. Lì ho scelto Higuain per la carriera e Pratto perché lo conosco molto bene. Alario? Lui perchè per me è il futuro della Nazionale. Voglio che faccia pratica, che ci sia, che parli con la gente, che si senta un giocatore della Seleccion. Credo che possa crescere moltissimo. Oggi voglio questi tre, ma non vuol dire che sarà sempre così.' La Gazzetta titola: 'Inter, Icardi contro tutti'. Nasce Isabella, la seconda figlia di Mauro e Wanda.
  • Novembre 2016. Sulla panchina nerazzurra arriva Stefano Pioli. Il suo approdo costituirà una vera e propria svolta nella stagione dei nerazzurri. Ne beneficerà ovviamente anche Icardi. Interrogato sulla possibilità di essere convocato in Nazionale, Mauro dichiara: 'Non ne faccio una questione di vita o di morte anche se mi hanno fatto molto piacere gli attestati di stima che ho ricevuto da parecchi ex grandi giocatori argentini.'
  • Dicembre 2016. Mauro spende parole importanti per l'allenatore Stefano Pioli: 'Si è messo subito al lavoro per cambiare, non c'erano risultati e ci ha provato. Ci sta riuscendo pian piano, sta compattando la squadra. Lavoriamo sul punto mentale e fisico per essere pronti.' Il mister lo definisce un esempio: 'Icardi? Ho conosciuto una bellissima persona. Mauro è un esempio per i suoi compagni per come si allena e per quanta voglia di mette ogni giorno.' Bauza: 'La prima scelta come punta centrale è Higuain. Pratto lo conosco benissimo perché volevo portarlo al San Paolo quando allenavo lì, segna tanto. Icardi, invece, verrà convocato solo se succede qualcosa a uno dei due perché è la mia terza scelta.'
  • Gennaio 2017. Maradona prende sempre più a cuore la causa-Icardi. 11 gennaio: 'Piuttosto che convocare Icardi, chiamo Bazan Vera (Ndr. ex giocatore di 44 anni). Icardi deve essere non la quarta, ma la settima scelta. Il suo agente ha pure chiamato Bauza... Pratto mi piace già molto, Icardi teniamolo pure fuori.' 17 gennaio: 'Icardi è un traditore. Uno non può portarti a cena, a casa, e dopo ti sposi la moglie dell’amico. E' una cosa inammissibile per me. Non mi piace litigare con Pelé, mi sono stancato. Con Icardi invece no perché lui è un traditore. Mauro è un grande giocatore e questo non posso negarlo ma quello che ha fatto a Maxi Lopez è una cosa che non si può perdonare e questo nel calcio e nella vita prima o poi lo pagherai. Lui come Batistuta? Per favore, non scherziamo: Batistuta vale dieci Icardi.' 13 febbraio (all'indomani della visita a Milano di Bauza): 'Non parlo e non penso di parlare più con Bauza.'
  • Febbraio 2017. Bauza è in visita alla Pinetina dove incontra il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti e Walter Samuel, ma soprattutto i calciatori argentini Ansaldi, Banega, Carrizo, Icardi, Palacio. In serata El Paton ha cenato al 'Botinero' con Zanetti, Icardi e Banega. Il 5 febbraio si gioca Juventus-Inter. I bianconeri vincono 1-0. Icardi viene squalificato per due giornate per aver calciato a fine partita il pallone verso il centrocampo e... sfiorato il viso dell'arbitro Rizzoli. Un gesto considerato intenzionale e che costringerà Maurito a saltare le seguenti due partite contro Empoli e Bologna. Alla vigilia della partita, Pioli commenta la visita di Bauza alla Pinetina ('Credo gli abbia fatto piacere la visita del ct, ma non so cosa si sono detti. E’ stata una visita importante e prestigiosa, ma siamo concentrati sulla nostra prestazione. In questi giorni ho visto una squadra ancora più concentrata e determinata dopo la sconfitta di martedì in coppa Italia') e alla domanda diretta 'Meglio Higuain o Icardi?' risponde in maniera netta dichiarando di preferire il nostro centravanti.
  • Marzo 2017. Il 12 marzo Maurito è protagonista assoluto contro l'Atalanta realizzando una tripletta in meno di dieci minuti. Pioli lo definisce 'un campione vero', 'più forte di Belotti' e si dice sicuro che a fine campionato Maurito segnerà più reti del bomber del Toro. Bauza continua a non convocarlo: 'Voi giornalisti mi state rompendo le p... con Icardi. Arriverà anche il suo momento. Se succederà qualcosa a Higuain o Pratto, lo convocherò'; 'Lucas Alario? Viene dopo di Icardi, per questioni anagrafiche e d'esperienza, anche se tengo d'occhio anche lui e rappresenta probabilmente il futuro della Nazionale.'

Il resto è cronaca.

Javier Zanetti si è detto, alla luce dell'incontro avuto con Bauza a Milano, molto possibilista su una prossima convocazione del nostro centravanti. Nei fatti però questi ha continuato a essere escluso anche dopo la doppia squalifica di Higuain e Messi (Bauza ha chiamato Alario).

Wanda Nara non ha esitato nel definire l'esclusione di Mauro dal giro della Nazionale come una vera e propria 'ingiustizia'.

Forse Donna Wanda non ha tutti i torti.

Quello che va in atto nei confronti di Mauro Icardi sin dal 2013, quando praticamente è stata resa nota la sua relazione con Wanda Nara, è un vero e proprio processo mediatico basato su dei principi moralistici che sono evidentemtente molto diffusi e radicati all'interno della nostra società (e non solo: del resto Mauro è argentino...).

Il giocatore è stato accusato di essere un 'traditore' e di scarsa professionalità.

Un giornale come la Gazzetta dello Sport, il primo quotidiano sportivo italiano, ha consultato relativamente i suoi problemi di pubalgia a cavallo tra il 2013 e il 2014, un professore ortopedico primario, cui hanno rivolto una domanda circa il possibile riflesso dell'attività sessuale sui tempi di ripresa del giocatore.

Una questione praticamente ridicola e che si presta a essere commentata solo in quanto tale, ma che tuttavia ha contribuito a creare una certa reputazione evidentemente negativa del giocatore.

Mauro Icardi a 20 anni veniva convocato in Nazionale, ma solo il mese dopo per ragioni sue private personali e che non inficiano su quello che è il suo rendimento sul campo e che non mettono in discussione la sua professionalità, si vede praticamente fermare la sua carriera con l'albiceleste mentre questa era evidentemente in ascesa.

Inutile dire che Mauro Icardi oggi sia molto più forte che quattro anni fa, perché questo noi che seguiamo l'Inter lo vediamo domenica dopo domenica.

Per quello che riguarda la sua esclusione ci si riferisce in ogni caso sempre alla sua relazione con Wanda Nara come qualche cosa che non sia ben visto dal gruppo storico dei calciatori della Nazionale argentina.

In particolar modo, come ha lasciato intuire Dibos, si fa il nome di Javier Mascherano, che avrebbe (come Leo Messi tra l'altro) un importante rapporto di amicizia con Maxi Lopez.

Altri quotidiani hanno parlato addirittura di un ostracismo del gruppo delle 'wags' argentine, capitanate da Antonella Roccuzzo, che non vedrebbero di buon occhio la convocazione di Mauro a causa della presenza ingombrante di Wanda.

La verità non la so e per quanto ne sappiamo Bauza potrebbe semplicemente escludere Mauro Icardi perché il giocatore non gli piace e non lo ritiene all'altezza della Seleccion.

Però più che le questioni relative il 'gossip', secondo me nel suo caso conta anche l'aver fatto una scelta particolare, quando ha deciso nel maggio 2015 che Wanda Nara oltre che essere la sua compagna, sarebbe stata anche chi avrebbe curato i suoi interessi sul piano professionale.

Una scelta doppiamente difficile.

Sia per le richiamate questioni relative i principi moralistici che vigono evidentemente nella nostra società e che chiaramente non prevedono che una donna emancipata e indipendente come Wanda possa ricoprire un ruolo come questo all'interno del mondo del calcio; sia perché comunque, è evidente, Wanda Nara non gode di quello che possiamo definire come un importante potere politico.

Con una facile ricerca, scopriamo che Lucas Pratto, Erik Lamela, Angel Correa, Dybala (per non parlare di Di Maria e Tevez, di Aguero) sono gestiti da grosse società di procuratori. Ezequiel Lavezzi (praticamente un ex calciatore) è gestito da Alejandro Ives Mazzoni. Lucas Alario è l'elemento di punta della Univers Management, che si può definire come la società leader nel settore del calcio argentino.

Leo Messi, come Higuain e Gaitan, è seguito ufficialmente dai propri familiarI, ma del resto lui non ha proprio bisogno di chi ne sponsorizzi la convocazione.

I numeri, che possiamo leggere in maniera fredda e distaccata guardando le statistiche, per ora ci hanno dimostrato come l'Argentina faccia fatica a segnare.

Se guardiamo le statistiche dei singoli giocatori per quello che è il rendimento nel loro club (guardando solo i goal fatti) scopriamo altri dati interessanti e che non giustificano l'esclusione di Icardi.

In ordine alfabetico.
  • Sergio Aguero (1988), Manchester City: 36 presenze, 26 goal, 3 assist. Minuti giocati: 2.782. Media: un goal ogni 107 minuti.
  • Lucas Alario (1992), River Plate: 16 presenze, 7 goal, 2 assist. Minuti giocati: 1.253. Media: un goal ogni 179 minuti.
  • Angel Correa (1995), Atletico Madrid: 36 presenze, 7 goal, 8 assist. Minuti giocati: 1.625. Media: un goal ogni 232, 14 minuti.
  • Angel Di Maria (1988), Paris-Saint-Germain: 35 presenze, 10 goal, 12 assist. Minuti giocati: 2.447. Media: un goal ogni 244,70 minuti.
  • Paulo Dybala (1993),Juventus: 33 presenze, 14 goal, 7 assist. Minuti giocati. 2.246. Media: un goal ogni 160,42 minuti.
  • Nico Gaitan (1988), Atletico Madrid: 29 presenze, 4 goal, 3 assist. Minuti giocati: 1.361. Media: Un goal ogni 340, 25 minuti.
  • Gonzalo Higuain (1987), Juventus: 4o presenze, 23 goal, 3 assist. Minuti giocati: 3.207. Media: un goal ogni 139,43 minuti.
  • Mauro Icardi (1993), Inter: 34 presenze, 22 goal, 9 assist. Minuti giocati: 2.814. Media: un goal ogni 127,90 minuti.
  • Erik Lamela (1992), Tottenham: 14 presenze, 2 goal, 7 assist. Minuti giocati: 944. Media: un goal ogni 472 minuti.
  • Ezequiel Lavezzi(1985), Hebei China Fortune: 1 presenza, 0 goal, 0 assist. Minuti giocati: 90. Media: ---
  • Leo Messi (1987), Barcellona: 40 presenze, 41 goal, 15 assist. Minuti giocati: 3.399. Media: un goal ogni 82,90 minuti.
  • LUcas Pratto (1988), San Paolo: ---
  • Carlos Tévez (1984), Shanghai Shenhua: 15 presenze, 6 goal, 7 assist. Minuti giocati: 1.277. Media: un goal ogni 212,83 minuti.

Vanno fatte alcune precisazioni nella consultazione e nel confronto di questi dati.

La prima è che il tempo di inizio dei singoli campionati non coincide. In particolare è impossibile fare un confronto diretto (se non per le medie) tra i campionai europei e quello cinese (Lavezzi, Tévez) oppure quello argentino (Alario) o quello brasiliano (Pratto).

La seconda è che non tutti i giocatori sono dei veri e propri centravanti.

Correa, Di Maria, Gaitan, Lamela, Lavezzi in particolare non sono esattamente degli attaccanti come questi si intendono nel senso classico del termine.

Dai numeri però emergono alcuni dati incontrastabili.
  1. Intanto i numeri di Leo Messi sono al solito impareggiabili. Lionel ha il maggiore numero di goal segnati e il maggior numero di assist. La sua media goal è superiore ha un goal a partita. Secondo me discutere di questi numeri, a prescindere dal fatto che giochi in una squadra forte come il Barcellona, non ha alcun senso.
  2. Seguono come numero di goal segnati, ma non è una sorpresa, Aguero (26) e Higuain (23). Ma al quarto posto troviamo proprio Icardi a quota 22.
  3. La media goal del nostro centravanti (un goal ogni 127,90 minuti) è la terza dopo quelle di Messi (82,90) e Aguero (107). Maurito batte in questa classifica anche Higuain (139,43).
  4. Come abbiamo detto, non è possibile fare un confronto diretto tra tutti i giocatori per le diverse tempistiche dei vari campionati, ma Mauro è in ogni caso al sesto posto come numero di presenze dopo Messi e Higuain (40), Aguero e Correa (36), Di Maria (35). Va segnalato in tal senso che Mauro non gioca le coppe dopo l'eliminazione dell'Inter ai gironi di Europa League. Il suo minutaggio è in ogni caso maggiore di quello di Aguero e di Correa.
  5. Oltre che distinguersi per il numero di reti segnate, se guardiamo i numeri, Mauro si conferma anche un eccezionale uomo-assist (smentendo in questo senso anche nei numeri chi sostiene che l'argentino non giochi per la squadra). Con nove assist realizzati, segue in classifica il solito irraggiungbile Messi (15) e uno specialista nel genere come Angel Di Maria (10).
  6. Se sommiamo le reti e gli assist segnati, Mauro (31) è secondo in graduatoria solo a Leo Messi (56...).
  7. In tutti i casi il dato anagrafico in qualche maniera premia il nostro centravanti che può essere messo a confronto con il coetaneo Dybala della Juventus e vincendo 'ai numeri' da tutti i punti di vista nel confronto. 34 presenze contro 33; 22 goal contro 14; 9 assist contro 7. 2.814 minuti giocati contro 2.245. Media goal: 127,90 contro 160,42.

Quello che ne ricaviamo è che il rendimento di Mauro è lontano da quello del mostro sacro Leo Messi, ma non così tanto da quello di Aguero e quello di Gonzalo Higuain. Mentre 'ai punti' non sembrerebbe esserci confronto con Dybala, Pratto, Tévez e lo stesso Angel Correa dell'Atletico, che contro la Bolivia ha comunque giocato in una posizione molto avanzata.

La notizia last-minute è quella relativa un incontro tra Bauza e il presidente della Federazione argentina (AFA) Tapia Pinelli.

La sensazione è che il CT sarà confermato nel ruolo.

Difficile ipotizzare che un cambio in panchina avrebbe potuto cambiare le carte in tavola per Maurito tuttavia, almeno nel breve termine, a meno che sulla panchina della Seleccion non venga nominato un allenatore di grande carattere e capace, a differenza dei suoi predecessori più o meno recenti, di decidere in maniera autonoma e senza subire pressioni sia di natura mediatica che 'politiche' (in questo senso Sampaoli, devo dire, mi sembra uno con le spalle larghe).

Queste intanto (data 03.04.2017) le ultime - laconiche - dichiarazioni di Edgardo Bauza:

'Per me è un giorno normale, ho in programma un incontro con Tapia. Sono molto sicuro e tranquillo. Non sento che la dirigenza mi ha tolto il suo appoggio. 

'Ho un ottimo rapporto con i giocatori, non alleno un club di amici e non sono legato alle convocazioni, se dobbiamo cambiare, cambieremo. Se io vengo esonerato esigo una spiegazione, me la daranno, ci stringeremo la mano e andrò a casa. Voglio il meglio per l’Argentina.

'Ora ho citato Lavezzi perché in 30 minuti può cambiare una partita. Conosce la Nazionale, a livello individuale può procurare una punizione, un rigore, un gol, perché non dovevo metterlo nella lista? Icardi? Non possiamo citare giocatori dall’estero, ho già parlato con Icardi, sa quello che penso di lui. Abbiamo passato insieme del tempo io e Zanetti ma non c’è stato modo di chiamarlo. abbiamo cenato e parlato tre ore di calcio con Icardi in Italia, mi è sembrata una brava persona, non mi è sembrato cattivo. Per una foto non devo chiamare Icardi.'

Nel dubbio noi interisti ci rifacciamo in ogni caso alle dichiarazioni di Piero Ausilio dello scorso 18 marzo: 'Mauro fa parlare il campo, presto il selezionatore dell'Argentina si accorgerà di lui.

'Intanto ce lo godiamo noi.'

Emiliano D'Aniello

12 commenti:

  1. Dal post precedente. Su Andrea Conti la penso come Luciano. Non mi ha fatto nessuna impressione particolare ogni volta che l'ho visto giocare. Mi sembra un giocatore comunque affidabile, ma non uno di quelli che faccia fare un salto di qualità. Certo, se dovranno arrivare due esterni, non mi aspetto certo che ne arrivino due di alto profilo e in questo senso Andrea Conti mi può andare benissimo, se l'altro fosse invece un nome molto importante. Poi comunque, come detto, non conoscendolo bene posso benissimo sbagliare. In questo caso, se lo acquistiamo, ne sarò felicissimo. Ieri comunque ha fatto un bel goal e mi sorprende positivamente in generale (va bene che è un difensore) il dato relativo il suo score. Credo sia stato il suo quinto goal stagionale.

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  2. Su Douglas Costa,non consideratemi blasfemo, ma a quelle cifre preferirei un altro tipo di giocatore. Se poi c'è la possibilità di prenderlo a prezzo di saldo e a determinate condizioni, è un profilo sicuramente interessante. Credo sia ancora giovane nonostante la buona esperienza in EUropa dopo gli anni allo Shaktar e il biennio a Monaco (dove comunque non ha mai convinto del tutto).

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    1. Le cifre di cui si parlava erano sui 30/35 mln. Per me adeguate

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    2. Alla fine ci potrebbero pure stare, però credo sia la stessa cifra che il Bayen ha pagato due anni fa per prenderlo dallo Shaktar... Diciamo che 'pretenderei' un po' di sconto, perché la valutazione del gioatore in questi due anni non è sicuramente aumentata. Però va be' in ogni caso sulle cifre uno ragiona sempre in termini di budget... Ma chiaramente questo poi dipende da tante variabili e 30/35 mln allora possono essere pochi oppure tanti o adeguati a seconda della situazione. In che ruolo lo vedresti bene comunque? Sulla trequarti nel 4-2- 3-1?

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    3. Come te comunque dico che Perisic e Candreva danno più affidabilità e punti alla lunga dei pur bravi Coutinho e Berardi. Soprattutto il croato penso che possa essere sostituito solo da un numero uno a livello mondiale. Per quanto riguarda Antonio, la sua utilità e il valore aggiunto di averlo in squadra è evidente. Prendere comunque un esterno dx d'attacco forte penso sia in ogni caso una priorità, ma non mi priverei in ogni caso di Candreva.

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    4. Coutinho lo vorrei in squadra solo avendo la certezza di poterlo far giocare libero da ogni tipo di compito di natura difensiva e quindi solo avendo una squadra fortissima alle spalle... Magari la prossima sessione di mercato allora. :)

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  3. OT. Non ho parole per quello che è successo a San Pietroburgo. Dev'essere stato terribile. La situazione in Russia, anche senza conoscere le cause specifiche dell'attentato, nel complesso è assolutamente lontana da qualsiasi principio democratico.

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  4. Ogni tanto uno sguardo fuori dai confini aiuta. Segnalo l'articolo "Fussball und Mafia: der fall Juventus kommt ans Licht", il link è: mafianeindanke.de/3012-2/ , sul rapporto tra juventus e mafia. Immagino che verrà ripreso dai nostri media. O no?

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    1. Grazie Amstaf. Non parlo il tedesco (eppure ho abitato quasi un anno a Berlino...) ma proverò con il traduttore a leggere l'intero articolo. I nostri media diciamo che sembrano al momento più interessato alle opinioni nel merito da parte di... Nina Moric...

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    2. Traducendolo prima in inglese e poi in italiano, sono riuscito a leggerlo. Una miniera di informazioni e una ricostruzione dei fatti più che interessante. Se Luciano mi 'autorizza', possiamo anche pubblicarne la traduzione nei prossimi giorni dopo avere dibattuto ovviamente di Inter prima squadra e calcio giovanile. Ho una versione tradotta adesso abbastanza buona e l'articolo non fa nessuna supposizione particolare, ma si limita a riportare quelli che sono i fatti, quindi è in qualche modo inattaccabile.

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    3. Come non detto. Al link indicato da Amstaf potete trovare già la versione in italiano cliccando sul 'tricolore' in alto a sinistra sulla pagina.

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  5. Ho pubblicato il post del live della partita: http://fratellidelmondo.blogspot.it/2017/04/live-inter-sampdoria.html

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