lunedì 26 novembre 2018

Per continuare a riveder le stelle: Inter - Frosinone 3-0

Inter - Frosinone finisce 3-0. Un risultato ottenuto in una partita "in cui c'è molto da perdere e poco da guadagnare", ma dove era fondamentale non commettere passi falsi in vista dei prossimi impegni e le gare decisive contro Tottenham, Roma e Juventus. Una vittoria netta e che mostra ancora una volta le buone capacità del Mister Luciano Spalletti nella gestione del gruppo e in cui sono stati protagonisti Borja Valero, Politano, Lautaro Martinez (foto) e soprattutto Keita, autore di una doppietta e di un assist. Ricostruiamo il momento della stagione del club nerazzurro, la gara con il Frosinone e le prestazioni dei singoli con il post di Luciano Da Vite.

Era una partita delicata: venivamo da una dura sconfitta, incontravamo in casa una squadra di bassa classifica, anche se in un buon momento, alla vigilia di un trittico di incontri decisivi per il nostro cammino stagionale e forse non solo.

Dovevamo preservare alcuni degli uomini chiave, senza che questo risultasse indirettamente un messaggio insidioso, per la squadra nel suo complesso: è una partita facile di avvicinamento a quelle vere.

Non era così, perché come diciamo spesso (anche troppo) di partite facili nel nostro campionato non ce ne sono, se non, alcune, solo dopo che le si sono vinte.

Era una di quelle partite in cui c’è molto da perdere e poco da guadagnare.


Immaginate un nuovo passo falso, anche parziale, dopo la sconfitta di Bergamo e prima delle gare decisive con Tottenham, Roma e Juve….

Immaginate il morale del gruppo, le polemiche della stampa e più ancora dei tifosi...

D’altra parte una vittoria ‘normale’ o risicata avrebbe aggiunto poco (forse solo i 3 punti) al nostro campionato, alla nostra situazione psicologica, alla nostra consapevolezza.

E c’era il rischio, nel caso non fossimo riusciti a sbloccarla in fretta, di un dispendio di energie, fisiche e nervose pericoloso anche per le immediate prospettive.

Invece abbiamo vinto netto, soffrendo pochissimo e quasi solo su errori individuali (poi ci torneremo), esprimendo un possesso palla da grande squadra (pur con le riserva di un avversario mediocre tecnicamente e incapace a livello agonistico di un pressing asfissiante, situazione che noi temiamo) e producendo fiammate offensive di grande valore.

Abbiamo vinto facendo un discreto turn over (per un motivo o per l’altro abbiamo risparmiato Vecino, Brozo, Icardi e Perisic).

Ma soprattutto abbiamo ‘trovato’ delle alternative agli intoccabili che, se non ancora pronte per essere rischiate nei match di maggior impatto tecnico atletico ed emotivo, nei quali conta l’esperienza e la forza che si strutturano nel dispiegarsi dei tempi e dell’esperienza, possono già costituire elementi insidiosi, da inserire, magari a turno in qualsiasi prova di vertice.

Ancora una volta, devo dire che ho visto la differenza che esiste non tra un tifoso e un bravo allenatore, ma almeno tra il tifoso Luciano e un bravo allenatore.


Avevo un certo timore per il turn over.

Vedere in campo contemporaneamente, in una gara casalinga verosimilmente difficile da sbloccare, giocatori come:

- Keita (che a me sembrava l’ennesima promessa estiva non realizzata),
- Lautaro, che ha potenzialità enormi ma al momento non è Icardi,
- Borja, che come interditore soprattutto sulle ripartenze in spazi aperti ha dei limiti atletici chiari, anche se attenutati dall’intelligenza nel posizionamento;
- e poi due giocatori come D’Ambro e Gaglia che certo non eccellono nella dolcezza di piede necessaria per costruire quando lo si deve fare in spazi stretti.

Questo insieme di situazioni mi dava qualche preoccupazione.

Mettiamoci pure un Radja che sospettavo fosse in campo per mettere minuti, più di quanto lo imponesse  la sua condizione attuale.

Certo, dall’altra parte non c’era... il Tottenham o il Real, ma dei ragazzi fisicamente preparati, tecnicamente discreti e orgogliosi al punto da aver tenuto in scacco di recente una squadra come la Fiorentina.

Invece Spalletti sulla base della conoscenza reale, quotidiana e da consumato valutatore di quanto possono gli  uomini affidatigli, ha fatto le scelte giuste.

Lo aveva preannunciato, con gli elogi di alcuni giocatori sotto esame fatti in conferenza pre partita.

Ma era legittimo il sospetto che si trattasse di uno sprone psicologico, di una speranza, più che di una valutazione obiettiva.

Invece la prestazione di tutti è stata adeguata alle aspettative, tanto che questa è una delle poche partite nelle quali non è possibile, a livello individuale, distribuire delle insufficienze.

In sostanza dunque, dopo la difficile fase iniziale ci apprestiamo ad affrontare il ciclo di partite fondamentali, sulla base di questi numeri (considerando campionato e champions league):

- 13 partite disputate,
- di cui 10 vinte una pareggiata e due perse, affrontando tra le altre Barcellona (2 volte), Tottenham, Psv, Milan, Lazio, Fiorentina, Atalanta (purtroppo…).

Ndr. Specifica: da Inter - Tottenham del 18.09.

In particolare in campionato abbiamo ottenuto 24 punti sui 27 disponibili e in otto partite, (esclusa l’Atalanta) abbiamo subito complessivamente 2 gol.

Abbiamo assistito alla crescita di giocatori che oggi si possono considerare importanti (Politano, lo stesso Lautaro, Keita) ne abbiamo recuperati altri (Gianmario e Borja, che ha certamente migliorato la condizione rispetto a inizio stagione).

Sembra dunque che il nostro organico abbia oggi un numero di giocatori affidabili più significativo e gli unici, anche se importanti, fattori di incertezza riguardano la possibilità di utilizzare solo due dei quattro  terzini e direi anche la condizione di Radja, che sembra in crescita ma è ancora lontana dal top.

Detto questo, affrontiamo una partita, a Londra, estremamente insidiosa.

Sarri ha provato sulla sua pelle (cioè su quella di un fortissimo Chelsea) che cosa significhi tentare di  reggere all’urto casalingo del Tottenham e ci ha messo in guardia per il ritmo forsennato e il pressing asfissiante che gli inglesi sanno esprimere.

Insomma, pare di capire che l’Atalanta sia stata solo un modesto preavviso di quel che troveremo a Londra.

Noi queste situazioni le soffriamo e sarà necessaria una prestazione straordinaria, della squadra e dei singoli, per non subire, anche pesantemente.

In questo senso le notazioni positive sulla condizione del momento e sulla crescita della rosa, se non danno nessuna assicurazione, contribuiscono ad accrescere certamente una ragionevole fiducia.

La partita


Contro il Frosinone il modulo è stato sostanzialmente quello abituale: 4231.

Ma il disporre di Radja come trequartista comporta che in fase di non possesso si passi facilmente a un 433  (o addirittura 451), perché lui ha anche tutte le caratteristiche della mezz’ala.

Inoltre le attitudini di Lautaro a ‘uscire’ per cercare il dialogo con gli esterni e con un centrocampista, ha spinto gli esterni stessi ad accentrarsi per trovare la sorpresa, creare scompiglio  e dare meno punti di riferimento.

Questo naturalmente, non tanto perché l’ultimo Maurito non ‘esca’ ma soprattutto perché Poli e Keita hanno questa capacità e inclinazione più, ad esempio, di Candreva e Perisic, che prediligono cercare il fondo per il cross o il passaggio all’indietro.

Non c’è dubbio per altro che abbiamo goduto del fatto che il Frosinone non abbia voluto o potuto esprimere un pressing asfissiante, come dimostra il possesso palla e il gran numero, oltre che la percentuale, dei nostri passaggi riusciti.

Contro gli inglesi e poi con  Roma e juve non sarà così, certamente.

Ma tornando al match, la squadra ha dimostrato subito di essere in buona condizione, di non subire il peso delle assenze e di avere l’approccio giusto alla gara.

Al 10’ eravamo già in vantaggio e avevamo sfiorato altre due volte la marcatura, prima con un colpo di testa di D’Ambrosio, poi, più pericolosamente, con Lautaro.

A quel punto bisognava tenere in pugno le redini del match.

Senza rischiare nulla ma anche mantenendo l’iniziativa.

In questa fase, a parer mio, sono state fondamentali le prestazioni di Borja soprattutto e, su un piano diverso, di Gaglia e di Asa.

Le occasioni diminuiscono ma il controllo della partita resta totale.

Al 23’ Lautaro imbeccato da Keita impegna severamente Sportiello.

Negli spazi comincia lo show di Politano e Keita, che danno grande profondità e incisività alla manovra: occasioni si registrano, sempre per la coppia di esterni ben coadiuvati da Lautaro,  al 31’ e al 36’.

Il tempo si chiude con un gran tiro al volo di Radja, che esce di poco.

In apertura di ripresa sono sempre Poli e Keità a creare pericoli, ma intorno al decimo minuto un primo segnale d’allarme: de Vrji, perfetto per il resto della gara, si fa anticipare su un cross da sinistra e Handanovic deve prodursi in un intervento di piede difficile.

E’ in pratica l’unica occasione per il Frosinone, se si eccettua una successiva ripartenza insidiosa, innescata però dal primo errore di Borja, che si ‘addormenta’ col pallone tra i piedi.

Poco prima dell’ora di gioco ancora Keità mette sulla testa di Lautaro la palla del 2-0 che in pratica chiude il match.

Politano resta il protagonista indiscusso nella fase centrale del secondo tempo, con incursioni irrefrenabili e con l’assist per Keità che realizza la terza rete.

Si chiude con altre occasioni per Lautaro e soprattutto per Candreva che spreca due volte da posizione favorevole.

Ma ormai la testa di tutti era a Londra, per la partita che può accelerare la nostra ascesa internazionale rispetto ai tempi previsti, o potrà (sgraaat) costringerci a una dolorosa ripartenza.

Pochi dati statistici, per confermare che il nostro controllo della partita è stato totale:

  • 74% di possesso,
  • 25 tiri contro 5 (di cui 14 in porta contro 4),
  • più di 800 passaggi riusciti (93%) contro i 320 dei frusinati (75% o 80%, secondo le fonti),
  • 12 occasioni contro 3; 11 angoli a zero.

Settantadue gli attacchi portati e, come quando gioca… Maurito, netta prevalenza di quelli esterni: rispettivamente 31 e 27 contro 14  

A livello di squadra abbiamo corso molto (110 km) ma non più di loro e a una velocità media analoga.

A livello di singoli mi focalizzerei sulle prestazioni di Borja e di Politano.


Lo spagnolo ha giocato 139 palle (il secondo è Gaglia con 98!) e ha il 97% dei passaggi riusciti.

E’ il primo per palle recuperate (6) davanti a Skriniar (5).

E’ il giocatore che ha percorso più km, davanti ancora a Gagliardini , D’Ambrosio e Keita, mentre Candreva, davanti a Gianmario e ancora a Gagliardini ha tenuto di gran lunga la velocità media più elevata e

Politano è stato il più veloce nello sprint  (31,66  Km/h, davanti, a sorpresa a de Vrji, 31,37)

Politano è anche quinto nella velocità media, ha avuto il 92% di precisione nei passaggi, ha creato 6 occasioni, tirato in porta 4 volte e crossato 11.

Infine notevoli le cifre di Keita con 2 gol e un assist all’attivo, 4 tiri in porta, 5 occasioni create e ben 10,6 km percorsi.

Ovviamente queste cifre aggiungono poco alla percezione visiva immediata, servono solo a confermare un predominio apparso a tutti netto e indiscutibile.

Ma Inter - Frosinone è già il passato e ora ci aspettano le prove davvero più dure.           

Le pagelle


Handanovic: un solo intervento di una certa importanza, sul tentativo di Ciofani che poteva riaprire la partita. Sempre sicuro. 6.5

D’Ambrosio: chiude senza affanni e sostiene spesso le incursioni di Politano. Sua la prima conclusione della partita. 6+

de Vrji: perde un solo duello, contro Ciofani, facendosi trovare impreparato sul traversone.

Ma per il resto, domina l’area e si conferma maestro nella transizione organizzata. 6.5

Skriniar: fa girare al largo un Pinamonti che si conferma in crescita e si merita gli applausi di San Siro.

Ma lo slovacco è un muro insuperabile per quasi tutti, non solo per il nostro giovane in prestito. 7

Asa: subisce subito un’ammonizione assurda, almeno se confrontata con quelle risparmiate ai giocatori avversari.

Gioca comunque in scioltezza e lavora (bene) molti palloni  6.5

Gagliardini: lui e D’Ambro in questo gruppo sono quelli che hanno maggiori difficoltà se chiamati a palleggiare sullo stretto.

Però corre, contrasta e mette sostanza con una prova pienamente positiva. 6+

Borja: al termine del primo tempo, per me era stato il migliore.

Fulcro del gioco, sempre benissimo posizionato per interrompere le ripartenze altrui.

Direttore d’orchestra impeccabile, anche perché il Frosinone non ha previsto su di lui una marcatura assillante.

Nella ripresa si mantiene su buoni livelli, se si eccettua l’episodio in cui si fa strappare la palla ingenuamente e pericolosamente. 7                                        

Politano: è in un periodo strepitoso e la consapevolezza della sua forza gli consente di tentare con successo giocate prima impensabili. Sulla destra strappa spesso ed è incontenibile.

Poi crossa o si accentra, ma sempre creando pericoli.

Va anche al tiro e sfiora il bersaglio. Suo l’assist per il 3-0. 7.5

(dal 38’ st Candreva: al momento sembra fuori dai giochi, ma entra con la voglia di reinserirsi. Sbaglia un gol… e mezzo, ma si crea le occasioni. sv)

Nainggolan: mette minuti nelle gambe e fiato nei polmoni.

Dà l’impressione di essere fisicamente recuperato, ma ovviamente non al top della condizione.

Si rende utile sia in interdizione che in fase di suggerimento e sfiora il gol con una grande conclusione al volo, dal limite. 6+

(dal 26 st Gianmario: dà il suo contributo efficace alla gestione della partita nel finale. sv)

Keita: sembra un altro giocatore rispetto a quello velleitario ed evanescente che avevamo visto fino ad oggi in nerazzurro.

Sempre efficace, incisivo, insidiosissimo e immarcabile.

A questi elementi di valutazione poi si devono aggiungere i due gol e l’assist per il terzo. E scusate se è poco… 8

Lautaro: non è molto alto, ma sulle palle da colpire di testa c’è sempre e spesso fa male. E’ al suo secondo gol ancora di testa.

Gioca con caparbietà, con grande profusione di energie e mostra dei colpi interessanti.

Facile prevedere che fra un paio d’anni potrà essere un vero top nel ruolo. 7

(dal 32 st Icardi: un po’ di movimento per tenersi al top in vista delle terribili gare future. sv)

Spalletti: senza voto. Oggi la valutazione sarebbe facile, ma è meglio rimandarla alla conclusione del ciclo di ferro (Tottenham, Roma, juve). Se lo passassimo abbastanza bene, meriterebbe un 9.

Ma solo in quel caso.

Diversamente gli andrebbe comunque riconosciuto il merito di un proficuo lavoro di ricostruzione, che può incorrere in qualche inciampo (vedi Bergamo).

Infine una breve considerazione sull’arbitro (Ndr. Luca Pairetto): dimostra di essere un degno figlio d’arte. Cerca di orientare il match in modo scientifico, senza decisioni clamorose che poi suscitano polemiche. Se fossimo in un paese calcisticamente normale, la sua gestione dei cartellini, scandalosa, lo porterebbe a una sospensione per parecchie partite.

Luciano Da Vite

43 commenti:

  1. Giochiamo le prossime partite contro Tottenham, Roma e Juventus. Tutte in trasferta. Firmereste in sequenza per un pareggio, una vittoria e una sconfitta?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari firmare no perché firmare per una sconfitta o per una striscia breve che prevede una sconfitta (con quelli) può sembrare avvilente, ma probabilmente con questi risultati l'8 dicembre l'umore sarebbe più che positivo. Arrivare agli ottavi con una giornata d'anticipo, in quel girone, e a +12 sulla Roma sarebbe oggettivamente un risultato straordinario per questo gruppo.

      Elimina
    2. Appunto, magari non faremmo sogni di gloria ma pur con una sconfitta ci troveremmo decisamente più avanti di quello che si poteva immaginare ad inizio stagione.

      Elimina
  2. Io subito. Ma è noto che sono un fifone, quando si tratta di Inter

    RispondiElimina
  3. Vialli:

    “Moggi era un dirigente che ti metteva nelle condizioni di dare il massimo; e i calciatori pesano i dirigenti da questo. Non dal mercato o dalla politica. Quella Juve avrebbe potuto vincere 6 o 7 scudetti su 10, rispettando le regole. Ma poi la gola ha fatto sì che tentasse di vincerli tutti, non rispettando le regole”.

    Per poco cado dalla sedia.....un gobbo (autorevole) che ammette ciò che per loro non è mai stato ammissibile!!
    Conoscendo il tifoso ladro, Gianluca si è infilato in un ginepraio dal quale farà molta fatica ad uscire indenne!

    RispondiElimina
  4. Kolarov: "Sono pienamente d’accordo col mister: il tifoso può essere arrabbiato e può esprimere la sua opinione allo stadio, ma deve anche essere consapevole che di calcio capisce poco".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo lo dice Kolarov.
      Non penso sia il depositario del sapere...

      Lui ha sicuramente esperienza sul campo che un tifoso non ha.
      Non è detto abbia conoscenza del gioco maggiori di un tifoso, e capacità cerebrali maggiori di un tifoso.

      La conoscenza in senso totale si ha con la somma di questi fattori...


      Vi fareste operare da un infermiere che ha assistito a tante operazioni, o da un chirurgo neolaureato alla prima operazione?

      Elimina
  5. Be', può anche capire molto, ma certamente meno del mister (chiunque sia, a certi livelli), del quale ha comunque infinite conoscenze in meno

    RispondiElimina
  6. E' anche vero che, ormai, i calciatori, non tutti ma molti, parlano di tutto e di molte cose non capiscono niente; eppure...parlano.
    p.s.) Secondo Rizzoli almeno il 50% dei calciatori di serie A non conosce il regolamento, spesso protesterebbero per questo. Se fosse vero (e temo lo sia) non sarebbe un segnale di professionalità.

    RispondiElimina
  7. Ciaoio firmerei anche per un pari mercoledi e due sconfitte in campionato ...tanto li si puo recuperare....il passaggio del turno è importartissimo

    RispondiElimina
  8. Ma non possiamo firmare una per volta? Mercoledì firmo per non perdere. Poi si vedrà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... il tremendismo di un certo tipo di interista è....terribile! :)

      Elimina
    2. ... a sto giro, mercoledì sera, mi farei andare bene anche una sconfitta con un punteggio migliore dell'1-2 ...

      Elimina
    3. Pare che Suarez salti la gara con gli Spurs

      Elimina
  9. Inchiniamoci all’infinita saggezza di tale Kolarov......muti, inquadrati e consapevoli della nostra assoluta inadeguatezza!

    RispondiElimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  11. Continuiamo a credere che quello del tifoso sia una specie di lavoro, mentre invece è puramente un gioco, e uno degli aspetti più divertenti del gioco è fare la parte del miglior allenatore del mondo.
    Io non ho intenione di smettere di giocare e quindi continuerò a interpretare ANCHE questa parte. Con buona pace d Kolarov e compagnia bella.

    Ovvio che se domani mi chiama Zangh e mi offre qualche milione per prendere il posto di Spalletti gli rispondo che non sono capace di allenare nemmeno i miei nipotini che non superano gli 11 anni, nell'orto di mia sorella usando come porte i pali dei pomodori.
    Ma Dio mio! E' un gioco! Anche Kolarov che se ne esce con queste ----- , capisco che i giocatori si infrontano con la teppaglia degli ultras... e li prendono pure sul serio... ho detto tutto.

    COmunque io sono il miglior allenatore del mondo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io, se mi chiamasse Zhang, un pensierino lo farei...un bell'esonero pagato non si nega a nessuno, manco al sottoscritto.
      Essere venali non è sempre un male...

      Elimina
    2. Io accetterei di allenare la Juventus: diverrei più ricco e avrei la riconoscenza di tutti i tifosi dell'Inter.

      Elimina
    3. Giusto, mai accontentarsi. Un po' di mal di pancia si può sopportare.

      Elimina
  12. Ho riportato la dichiarazione perché di questo argomento ne avevamo parlato e pensavo potesse interessare. In effetti ha suscitato interesse. Credo sia in buona parte uno sfogo, per quanto possano esserci anche delle verità in quelle parole. La sua squadra va male e i tifosi delusi cercano cause e soluzioni, buona parte delle quali immagino poco plausibili. Penso che la differenza principale non sia tanto il possesso di specifiche competenze, magari certificate tramite attestati, quanto il commentare delle dinamiche che non si vivono in prima persona ma che ci pervengono filtrate. Quindi anche un guru poi può cadere in banalità o comunque inesattezze.

    Dall'altra parte vediamo settimanalmente giocatori "ignoranti" tatticamente e altri che spesso protestano senza alcun motivo. Credo siano pochissimi quelli che studiano il regolamento: lo imparano giocando, perché giocano da una vita. Poi magari nel febbraio 2017, durante Inter-Roma, Perisic si alza la palla e la scarica di testa ad Handanovic che la prende con le mani: calcio di punizione da dentro l'area.

    Quello di Kolarov può essere utile come promemoria, più che come sentenza inappellabile...

    RispondiElimina
  13. Kolarov può dire "c'e molto altro che non e visibile se non vivendolo che può spiegare i risultati di una squadra"... Ma non dire che i tifosi di calcio non capiscono niente.

    Siamo d'accordo che nessuno meglio di chi e nella roma può capire la situazione e le dinamiche della roma. Ma non mi si venga a dire che kolarov e meglio di qualunque non giocatore di serie A, a conoscere il calcio.
    Kolarov e un calciatore migliore, non un conoscitore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. comunque se chiediamo a 100 addetti ai lavori scelti fra i più coscienziosi, in privato 99 ti diranno che i tifosi non capiscono un cavolo, proprio come io non capisco un cavolo di altre attività delle quali ho esperienza di spettatore. In pubblico i più scafati (e ipocriti) sosterranno il contrario.
      Io posso essere un genio in tutto, ma se non conosco dall'interno quello di cui sarei un genio resto...un genio incompreso.
      Su twitter per esempio c'è una discussione suscitata da Nicoletti, che sostiene questo, in sintesi: marotta non spenderebbe mai i soldi che servono (servivano) per Rafinha. Io non sono certo, perché per esempio lui ha preso hernanes alla juve. Però credo proprio che in questa situazione nostra non lo farebbe e credo anche che neppure Spalletti si sia stracciato le vesti per la perdita del giocatore, fatta salva l'indubbia considerazione per l'uomo. Il fatto è che quasi tutti i tifosi ipazziscono per qualche bella giocata. Che è importantissima, può essere decisiva. però uno che sta nel vivo del gioco ha la palla per meno di un minuto. Che cosa fa negli altri 94 minuti al tifoso medio importa nulla

      Elimina
    2. Nicoletto non so chi sia, ma direi che è un giudizio molto ingeneroso. Mi pare che Rafinha alla nostra squadra abbia offerto un contributo integrale, non limitato a qualche bella giocata

      Elimina
  14. Una buona(?) notizia: dal bilancio dell'Inter risulta che Keita e Vrsaljko devono essere riscattati entro l'1 luglio 2019, quindi nuovo bilancio. Politano entro il classico 30 giugno, ma è quello che pesa di meno...

    RispondiElimina
  15. Risposte
    1. Scusa Luciano, già mentre scrivevo mi era venuto il sospetto che non avessi usato la formula giusta. Sono tutti e tre in diritto di riscatto, ma solo Politano "deve", se l'Inter vuole esercitare l'opzione, essere riscattati entro il 30 giugno. Gli altri entro il primo di luglio

      Elimina
  16. Mi spiego meglio: io ho visto tantissimi film, sono appssionato e COME SPETTATORE mi ritengo mediamente abbastanza competente. ma non penserei mai di dire a Fellini come si fa un film

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però se un film è brutto, o se una inquadratura è sbagliata, te ne accorgi, pur non sapendola fare. Se Kolarov fa una prestazione modesta, pur non sapendo io fare certo meglio di lui, neanche lontanamente, me ne accorgo. Il resto, le discussioni sui moduli, sul presunto impegno (scarso o massimo), sono contorno e folklore, come le maglie baciate dai giocatori.
      Cito Guccini, che pure non amo particolarmente: "...senza applausi o fischi, vendere o no non rientra tra i miei rischi..." (vado a memoria, spero di non aver sbagliato...); ecco se "vendere", farsi pagare lautamente, rientra tra i "rischi", si prendono gli applausi ed i fischi. Le chiacchiere, le nostre da tifosi e molte delle loro (giocatori, allenatori, dirigenti), contano pochissimo.

      Elimina
    2. I tifosi, non e detto abbiano solo "visto" film... Magari fanno i critici cinematografici, e hanno fatto film amatoriali molto belli, dimostrando di saperne da registi, ma senza avere i mezzi o la popolarità per fare dei kolossal..

      Elimina
    3. Be' se uno è un critco cinematografico (riconosciuto dall'alta cultura) non è un appassionato di cinema, ma un critico. Se ha fatto dei film amtoriali molto belli è un regista con pochi mezzi, se ha allenato qualche squadretta è un tifoso aspirante allenatore. Un po' più di un semplice appassionato. Io per esempio ho allenato delle giovanili mapir avendo ottenuto qualche eccellente risutato mi considero un rifoso incompetente. Poi oggi è tutto possibile. Anche che Conte faccia il primo ministro, Toninelli si occupi di lavori pubblici e di tunnel sotto il Brennero e così via. Salvini non lo prendo neppure in considerazione. L'importante per ciascuno di noi non è la sua realtà, ma la percezione che ha della sua realtà

      Elimina
  17. Dico solo questo, vorrei aprire un blog: “fratelli del mondo che non capiscono - internazionale sempre” e dare la gold member card sia a Luciano che al suo clone Gabriele!
    Alla fine una critica un giudizio avventato, cosa cambia? Ogni cosa che diciamo ogni concetto che esprimiamo nasce e muore qua dentro.

    RispondiElimina
  18. Non proprio. Ma anche se fosse così sarebbe comunque importante avere consapevolezza del proprio ruolo di dilettanti appassionati.
    Comunque il titolo giusto potrebbe essere: fratelli del mondo dilettanti appassionati di Inter

    RispondiElimina
  19. Risposte
    1. Ricevuto Luciano, lo pubblico domani nel pomeriggio.

      Elimina
  20. Luciano non mi è chiaro questo passaggio del post che ho appena editato e pubblicherò domani:

    Da notare che viene definito mani il pallone finisce in un groviglio di gambe, si impenna e colpendo la traversa finisce sui piedi di Anane che appoggia in rete”. In pratica è l’unica palla giocata davvero da Anane, che prende lo stesso voto di Gnonto.

    RispondiElimina
  21. viene definito 'man of the match' (riferito ad Anane, che ha toccato solo quel pallone, del tutto casualmente)

    RispondiElimina
  22. Ok Luciano, scusami, facevo un po' di confusione anche perché Anane è pure il cognome di uno dei nostri ragazzi, il portiere ora in prestito al renate. :) Comunque il post è pronto, lo pubblico più tardi per lasciare ancora spazio in home a questo.

    RispondiElimina
  23. contentissimo per Politano di cui dubitavo fortemente

    anzi ero veramente contrario lo reputavo troppo costoso e giocatore da medio\bassa squadra che avrebbe solo scaldato la panchina per entrare fra i fischi e derisioni in alcune partite

    su Keità spero si confermi e abbia spazio perchè secondo me può diventare un top (il primo gol a mio modo di vedere è straordinario)

    finalmente abbiamo una panchina

    RispondiElimina
  24. Nuovo post online: https://fratellidelmondo.blogspot.com/2018/11/giovanili-inter-una-buona-giornata.html

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Printfriendly