lunedì 18 dicembre 2017

L'ora (la settimana) della verità: Inter - Udinese 1-3

Nella foto (fonte: ansa.it): il capitano Mauro Icardi. Nonostante il suo goal, che pareggiava la prima rete segnata dall'Udinese con Lasagna, i nostri ragazzi sono stati comunque sconfitti in casa dai bianconeri con il risultato di 3-1. È la prima sconfitta stagionale per il gruppo di Mister Luciano Spalletti.

Prima della partita esprimevo la mia inquietudine, purtroppo rivelatasi motivata, per una situazione di difficoltà che in qualche modo era nell'aria.

Penso di non essere né un indovino né tantomeno un menagramo.

Sono uno a cui, quando si tratta della squadra che seguo con amore da 60 anni, non piace l'ottimismo irresponsabile e fideistico.

Una cosa è augurarsi il massimo, e anche sperarci, altra cosa forzare la natura delle situazioni per avvicinare arditamente i sogni alla realtà.

Per questo, dal mio punto di vista, non è successo nulla di irreparabile, nulla che non fosse nell'ordine delle possibilità concrete.

Dopo 17 giornate, siamo nella posizione di classifica che tutti speravamo ad agosto, anzi, in una situazione ancora leggermente migliore.

Perché la distanza dalle prime, che indiscutibilmente sono più attrezzate di noi, è minima e abbiamo ancora un vantaggio abbastanza importante (sette punti che potrebbero ridursi a quattro) sulla nostra vera concorrente, che è la Lazio.

Che il nostro percorso sarebbe stato (e sarà ancora) disturbato da singole disavventure, contro squadre sulla carta inferiori a noi, era inevitabile.

Siamo un po' più forti delle squadre che ci seguono, ma non straordinariamente più forti.

Siamo un po' meglio delle altre se possiamo schierare i titolari al completo o quasi e se possiamo schierarli in condizione psicofisica brillante.

Ma siccome i titolari sono 13 o 14 e hanno giocato sempre loro, che potesse esserci un calo (non penso fisico, quanto mentale, di freschezza intesa come capacità di concentrazione e lucidità) era quasi scontato.

Una speranza era che questo avvenisse… più tardi. Un'altra ancora, da verificare e fondamentale per la nostra stagione, che durasse poco e non ci facesse perdere molto.

L'aver giocato sempre con 13-14 titolari implicava inoltre, nei fatti, un atteggiamento tattico e organizzativo monocorde, che ormai gli avversari conoscono a memoria e si attrezzano per neutralizzarlo.

Attrezzarsi non significa riuscirci, perché noi abbiamo comunque qualità significativa, senza la quale non si arriva alla diciassettesima giornata a un passo dalla vetta.

Ma quando a una contrapposizione studiata e organizzata si uniscono, come può capitare in qualche partita, episodi determinanti che ti girano a favore e magari una giornata non felicissima di qualche avversario, il gioco può riuscire anche a chi è inferiore.

In Inter - Udinese, per i friulani c'è stato tutto questo, come vedremo.

Senza voler tirare in ballo almeno 4 decisioni arbitrali fondamentali e quanto meno discutibili, si deve segnalare che abbiamo condotto un primo tempo di livello assoluto, al termine del quale però siamo andati al riposo non in vantaggio, come in situazioni normali il gioco espresso avrebbe consentito, ma con uno striminzito pareggio causato da un banale errore individuale, seguito da un più rilevante errore di opposizione difensiva generale.

Ma avevamo dato il massimo e l'Udinese che aveva giocato un primo tempo di contenimento ha provato a quel punto a metterci in difficoltà, aggredendo alta, pressando con il baricentro spostato in avanti, contando sulla sua superiore freschezza e vigoria atletica.

Ormai tutti conoscono le straordinarie qualità di questa Inter e i suoi limiti.

Sanno che soffre il pressing avversario (che peraltro non può essere portato a lungo), sanno che fatica a sfondare centralmente perché non ha uomini che vincano dribbling in spazi stretti, forti nel tiro da fuori, letali nelle punizioni.

Sanno che il gol può venire solo da Icardi o più raramente da Perisic, sanno che è sufficiente fare densità in mezzo all'area per rischiare pochissimo.

Sanno quali sono i nostri uomini che vanno più in difficoltà se pressati, per limiti tecnici, e quali, per lo stesso motivo, si possono lasciare più liberi in fase costruttiva.

In fondo abbiamo una sola variabile di schieramento e quindi di gioco: impiegare due mediani soprattutto di contenimento con Borja trequartista, oppure arretrare Borja in mediana e schierare Brozovic o Gianmario più avanti.

Sapere tutto questo naturalmente non basta.

Quando giochiamo con lucidità, con uno schieramento attento ed efficace, rischiamo poco (sino a l'altro ieri eravamo la miglior difesa del campionato) e abbiamo comunque dei campioni capaci di eludere la marcatura e fare la differenza.

Ma con 38 partite da disputare, praticamente con lo stesso assetto, è difficile mantenere sempre il massimo di lucidità e concentrazione.

Ci era già capitata qualche mezza battuta a vuoto, come è naturale, ma il nostro cammino era stato nell’insieme  troppo efficace perché non incontrassimo prima o poi qualche intoppo più importante.

I segni di qualche flessione si erano intravisti: a Torino contro la juve il risultato è stato ottimo, ma noi non siamo mai riusciti a riproporci, come invece avevamo fatto con successo persino a Napoli e a Roma.

Contro il Pordenone avevamo giocato tutti i supplementari e un pezzo di partita con in campo gli Icardi e i Perisic, senza riuscire a segnare un gol per piegare la resistenza di una squadra di Lega Pro.

Discorsi di mercato e discussioni su partite fondamentali e ravvicinate (Milan in coppa, Lazio tre giorni dopo) avevano pericolosamente sviato dalla concentrazione totale, facendo credere inconsciamente che l'ostacolo Udinese fosse solo una formalità da sbrigare.

Sto svolgendo in questo caso un ragionamento di importanza marginale, perché il lavoro di Spalletti aveva portato la squadra a giocare un primo tempo positivo (episodio del gol subito a parte), con concentrazione e lucidità quasi al top.

Ancora un episodio assurdo, nel secondo tempo, determinava il loro nuovo vantaggio, ma sin dall'inizio della ripresa si era visto che eravamo in sofferenza.

Avessimo retto e fatto passare senza danni il loro periodo migliore, magari li avremmo colpiti noi in ripartenza o approfittando del calo inevitabile dopo la prestazione dispendiosa, come è successo in altre occasioni.

Invece siamo stati costretti ad attaccare in massa per riprendere il risultato, situazione che sappiamo non esserci favorevole e per di più, anche a causa dell'ansia di recuperare, oltre che della stanchezza, con nervosismo e poca lucidità.

Non abbiamo avuto neppure quel briciolo di fortuna nelle rare conclusioni efficaci, che in simili circostanze spesso è determinante (vedi traversa di Skrinjar, mancata concessione almeno del rigore su Miranda).

Forse, se fosse stato possibile immaginare il mutato atteggiamento delle due squadre, avrebbe potuto dare buoni risultati l'innesto già nell'intervello di Gaglia per Brozo, con il risultato di coprire di più la difesa ed evitare il rischio di andar sotto.

Ma d'altra parte avevamo giocato un gran primo tempo e l'obiettivo sembrava essere più quello di sfondare che quello di contenere.

Anche se spesso si sfonda se si contiene bene.

Adesso si vedrà lo spessore mentale della squadra: su quello tecnico non si discute, quello atletico non sembra in discussione, salvo smentite.

La partita di Reggio Emilia contro il Sassuolo diventa fondamentale per il nostro cammino: la Lazio ha un turno facile e juventus e Roma si scontrano. Una delle due, o anche entrambe perderanno punti.

Vincendo a Reggio affronteremmo la partita con la Lazio almeno da terzi ‘reali’, forse da secondi e in una condizione psicologica favorevole perché un nostro successo nello scontro diretto scaverebbe nei confronti dei laziali un solco non certo decisivo ma già di una certa consistenza.

La concentrazione sul match di Reggio deve essere massima, ma nello stesso tempo la gara andrà affrontata con serenità, con la consapevolezza che siamo superiori e se facciamo bene quel che sappiamo fare potremo rimetterci in carreggiata e ripartire dopo un infortunio che risulterebbe quasi indolore.

Al termine del girone d'andata, sapremo molto di più sulle prospettive realistiche di questa nostra annata.

La partita

I dati statistici e numerici confermano solo in parte, come vedremo, il ragionamento sviluppato sulla base delle impressioni visive.

Infatti viene confermata la netta differenza di rendimento di entrambe le squadre nei due tempi del match.

Numericamente la nostra supremazia nel primo tempo è stata chiara ed evidente, mentre nel secondo sono stati superiori loro, almeno fino al gol del vantaggio.

Poi ovviamente si sono ritirati pur restando pericolosi in ripartenza.

Ma dal punto di vista della qualità o meglio della lucidità, la nostra supremazia iniziale non è stata così impeccabile.

Qualcosa come tredici azioni pericolose, concluse con tiri a rete, che hanno dato la miseria di un gol (mentre l’Udinese con un tiro ha segnato un gol).

Questo dato viene confermato anche dalle statistiche della lega, riferite a tutto il match: abbiamo tirato a rete 21 volte contro 8 ma i tiri in porta sono stati 9 con un gol per noi, 5 con 3 gol per loro.

Sembra emergere che anche nel nostro periodo migliore non abbiamo avuto la consueta lucidità.

Certo, nel secondo tempo è andata molto peggio.

Provo a confrontare sinteticamente le situazioni considerando solo le nostre occasioni e opportunità.

Nel primo tempo abbiamo avuto:
  1. un colpo di testa di Vecino fuori di poco  al 4’;
  2. un colpo di testa di Candreva su cross di Perisic parato al 7, un cross di icardi deviato da Perisic fuori di poco al 9’;
  3. un tiro di Persic dal limite alto al 12.

Poi al 15’ il nostro pareggio su azione bellissima, subito dopo il loro gol.

E ancora:
  1. un tiro di Icardi su assist di Candreva deviato in angolo da Danilo (26’);
  2. un sinistro  di Perisic deviato in angolo al 29’;
  3. un tunnel con successivo  tiro di Borja da buona posizione smorzato da un difensore al 33’;
  4. un colpo di testa di Candreva su cross di Brozo deviato al 35’;
  5. un gran tiro da fuori dello stesso Brozo uscito  di un nulla al 36’;
  6. un diagonale di Perisic servito da Skrinar respinto con i piedi dal portiere al 40’;
  7. un colpo di testa di Miranda fuori di un soffio (44’);
  8. e un tiro di Candreva su passaggio di Icardi parato proprio allo scadere.

Nel secondo tempo solo la traversa di Skriniar al 23’, il fallo da rigore su Miranda al 24’, una deviazione di Bizzarri su tiro di Gaglia al 28.

E basta, anche se, dovendo recuperare, abbiamo tenuto palla in attacco per più tempo.

Il differenziale di prestazione nei due tempi si fa ancora più netto se osserviamo le occasioni costruite da loro.

Nel primo tempo troviamo, di rilevante, solo l’azione del gol, mentre nel secondo hanno iniziato al massimo:
  1. Lasagna calcia malissimo da buona posizione al 1’;
  2. Widmer manca la porta da posizione favorevole al 3’;
  3. gran salvataggio in recupero di Miranda su Lasagna al 6’;
  4. il gol al 14’.

Poi al 22’ erroraccio di Fofana da buona posizione e il secondo gol al 32’.

Da quel momento, chiaramente si sono solo difesi facendo trascorrere il tempo.

Nel primo tempo dunque siamo stati vivaci e pericolosi ma forse poco lucidi in fase conclusiva, mentre nel secondo abbiamo sofferto il loro pressing iniziale e poi la difficoltà di attaccare una difesa schierata e fitta, insieme al nervosismo crescente con il trascorrere dei minuti che ha tolto ulteriore lucidità

Anche i cambi non hanno giovato.

Addirittura il cambio Gaglia - Brozo, con spostamento di Borja, che avrebbe dovuto proteggere meglio la fascia sinistra difensiva è avvenuto prima di subire le due reti (ma dopo che era apparsa evidente la nostra difficoltà nell’interdire).

Per il resto abbiamo avuto nel complesso un sicuro ma sterile predomino nelle ‘occasioni’, negli assist, nei corner.

Un dato da considerare, per quello che può valere: forse per la prima volta  alcuni avversari ci hanno superato come velocità individuale e nel complesso la nostra squadra ha corso meno di loro.

Adesso la speranza è che si riesca a lavorare, in settimana, con la mentre sgombra da ansie e timori, con feroce determinazione per ritrovare la brillantezza un po’ appannata, con la consapevolezza, che non deve essere ansiogena, del fatto di dover vincere a Sassuolo.

Purtroppo sul piano tattico e organizzativo dubito che si possano trovare soluzioni e variabili nuove.

Mancherà pure Vecino e forse bisognerà scegliere tra Dalbert e Naga un’alternativa a Santon, mentre mi sembra più difficile un impiego di Cancelo a destra, con spostamento di D’Ambro sull’altra fascia, perché si verrebbero ad alterare meccanismi ormai collaudati ed efficaci (anche contro l’Udinese a sinistra abbiamo sofferto pochissimo e creato diverse buone situazioni, tra le quali quella del gol).

D’altra parte questo offre la nostra rosa e l’unica possibilità è sfruttarla al meglio

Le pagelle

Handanovic: nessuna responsabilità sui gol. Una buona parata su Lasagna. 6

D’Ambrosio: nel primo tempo chiude tutto e spinge con efficacia, poi cala anche lui. 6.5

Skriniar: qualche scricchiolio, rispetto alle prestazioni monstre di qualche tempo fa, ma se la cava comunque e si distingue per qualche salvataggio. Sfortunato sul colpo di testa che avrebbe potuto cambiare il match, a metà ripresa. 6

Miranda: il più autorevole dietro, si rende pericoloso anche in almeno un paio di situazioni sotto la porta di Bizzarri 6.5

Santon: suoi errori clamorosi portano la squadra due volte in vantaggio e cambiano la partita. Pesano sulla sua prestazione e non serve obiettare che poi hanno sbagliato anche i compagni. A questi livelli si può anche tollerare un errore, ma due francamente sono eccessivi. 4.5

(Karamoh: venti minuti di vivacità ma anche di estrema confusione, non è l’uomo che possa entrare e far svoltare il match, per il momento. 5.5)

Vecino: ha perso la brillantezza di qualche tempo fa: dopo l’infortunio non è più stato lui. E’ giocatore vero e anche quando non è al top il suo apporto onesto lo fornisce. Ma a quest’Inter servirebbe  qualcosa di più. 5 +

(Eder: un quarto d’ora senza incidere, ma anche senza responsabilità personali, credo. sv)

Borja: quando non è al top rivela tutta la difficoltà di competere sul piano atletico con avversari forti veloci e determinati. Spostato più avanti in una fase difficile della partita non riesce a produrre situazioni qualitative. 5.5

Candreva: primo tempo da sette, secondo da 5.5. Forse nel suo caso c’è stato anche un calo fisico, oltre ai problemi comuni a tutta la squadra di nervosismo e difficoltà tattiche nell’attaccare una difesa chiusa con grandi mezzi fisici. 6+

Brozovic: prestazione a fasi alterne. Lavora molto ma con poca qualità e lucidità. Conferma di non essere il centrocampista di valore assoluto e soprattutto di continuità affidabile che servirebbe a questa squadra. 5.5

(Gagliardini: se non altro rispetto ad alcuni compagni appare più vivo e combattivo. Impegna anche severamente Bizzarri in un’occasione. 6)

Perisic: rispetto a molte situazioni dello scorso anno si vede che è parte integrante del gruppo e che si spende per l’interesse generale, ma la condizione sembra non essere più quella di qualche partita fa tanto che alla fine risulta quasi ininfluente. 5 (in rapporto alle aspettative)

Icardi: Maurito c’è. Segna un gran gol, si sbatte molto fornisce anche un paio di assist ai compagni. Non è moltissimo, ma ancora una volta si trova a predicare nel deserto delle nostre capacità realizzative. 6

Spalletti: ho letto valutazioni insufficienti perché avrebbe sbagliato la scelta iniziale di Brozovic e poi non avrebbe trovato la soluzione ottimale con i cambi. Siamo seri: qui non siamo nella condizione per cui se non gira Marchisio entra Matuidi e se non gira Higuain entra… Dybala. Qui i cambi, con tutto il rispetto, per sbloccare una partita in casa sono Karamoh, Eder, Cancelo, Dalbert. Servirebbe forse non Spalletti, ma il mago Otelma. 6

Luciano Da Vite

37 commenti:

  1. Luciano trovo il tuo post assolutamente condivisibile. Posso chiederti a latere se secondo te c'è stata anche qualche responsabilità di Spalletti sul piano psicologico nella gestione di questa settimana? Non lo so se sul piano della motivazione per le singole partite. Se ha sbagliato qualche dichiarazione. Anche relativamente le discussioni sul mercato.

    RispondiElimina
  2. Martin: il biglietto al breda costa sempre 5 euro e si fa al momento, non ci sono problemi

    RispondiElimina
  3. Fantastico Luciano, grazie dell'info. Spero di non morire congelato

    RispondiElimina
  4. ...mi ricordo pure le inquietudini prima di Inter/Fiorentina finita 3-0 ... senza la follia (sorvolo sull'errore gratuito del primo goal, rimediata subito) di Santon non l'avremmo persa... e la prestazione non è stata peggiore dell'80 % delle partite fate quest'anno che sono finite con ben altro risultato.... è andata... ora testa bassa e pedalare ...

    RispondiElimina
  5. Emiliano: non penso. se ci fossero stati problemi legati alle esternazioni di Spalletti si sarebbero evidenziati subito. Invece il primo tempo è stato uno dei migliori giocati dalla nostra squadra. Gli errori individuali dei due primi gol hanno cambiato la situazione peggiorandola tatticamente per noi (soprattutto il secondo, perché sul primo abbiamo recuperato subito). Poi, dovendo recuperare in situazione tatticamente difficile e con ansietà si è persa lucidità, anche forse accusando una certa usura

    RispondiElimina
  6. ma si, fai bene a ricordare...mai sostenuto di essere un indovino

    RispondiElimina
  7. tutte le opinioni sono legittime, ma io, dal mio punto di vista mi chiedo: senza gli errori che hanno portato ai primi due gol, probabilmente avremmo vinto. ma a me pare impossibile non accorgersi che dall'inizio del secondo tempo abbiamo sofferto e soprattutto dopo il loro secondo vantaggio la risposta non ha avuto la lucidità che si era vista in altre occasioni. Questo può non significare nulla, essere un fatto occasionale, ma negarlo significa (sempre per me) non voler vedere la realtà

    RispondiElimina
  8. ...ma no...alle sensazioni umorali preferisco i dati oggettivi...ci sono partite che sblocchi sul primo calcio d'angolo (vedi Napoli a Torino...) e tutto fila liscio, altre in cui ti complichi la vita da solo (sul primo goal, oltre la sciocchezza di Santon, da considerare anche la scivolata di Borja che ha liberato Widmer) e se alla prima rimedi subito, magari la seconda volta non ce la fai, perché magari gli episodi ti girano contro (traversa di Skriniar, colpo di testa di Icardi da 2 metri e quello di Gagliardini, parato...anche se forse questo è arrivato sull'1-3, non ricordo bene)...quando, poi, sul nostro eccessivo sbilanciamento abbiamo preso il terzo la partita è finita...si è capito subito .. per me la lacuna maggiore si è rivelata in mezzo, dove i nostri tre sono stati chiaramente insufficienti, poi hanno ceduto anche gli altri....

    RispondiElimina
  9. le sensazioni (ragionate, non umorali) le ho avute prima del match. Poi solo constatazioni

    RispondiElimina
  10. Però è vero: se solo avessimo segnato un gol più di loro, avremmo vinto

    RispondiElimina
  11. ... è stata abolita anche l'infallibilità ex cathedra petri.... figurarsi le altre....

    RispondiElimina
  12. #Spalletti: "Chiedo ai tifosi di stare vicino alla squadra. Questi non sono i giocatori che hanno perso 3-1 con l'Udinese, sono quelli che hanno fatto 40 punti"

    RispondiElimina
  13. Sono d'accordo. Mi sembra che sia quello che ho scritto nel post. ma forse non mi sono... ben compreso

    RispondiElimina
  14. Finalmente la verità comincia ad emergere, anche se gli organi arbitrali ufficiali non l'ammetteranno mai. Il rigore fischiato a Santon, ad azione interrotta dall'arbitro per palla uscita sul fondo è un errore tecnico. Non è ammesso dal VAR l'intervento per una palla uscita dal rettangolo di gioco. L'arbitro ha ritenuto la palla uscita sul fondo, altrimenti avrebbe fischiato direttamente il rigore e non la rimessa dal fondo, come invece ha fatto. la chiamata del Var per dimostrare che la palla non era uscita, paradossalmente è stata...arbitraria e illecita

    RispondiElimina
  15. Se la domenica prima avessimo perso a Torino, magari nettamente, non ci avrebbero dato quel rigore contro anti regolamentare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esattamente. Ho trovato 1000 analogie fra quella di sabato e atalanta inter post 1 a 3 di strama a torino. Anche nel metro arbitrale larghissimo. Con ciò nom scuso affatto una prestazione presuntuosa in alcuni nostri uomini ed in spalletti. Il realista allegri, dopo aver dominato un tempo la partita contro una squadra inferiore (noi), ha temuto di perderla ed ha agito di conseguenza. Noi, fra iniziative personalu e cambi offensivi sballati, abbiamo perso contro una squadra inferiore. Che ci sia di monito e di aiuto per la prosecuzione. E, per favore, basta interviste e proclami. Che sarri e la società napoli ci insegnino qualcosa.....

      Elimina
  16. Buongiorno. Non prendiamo lezioni di comportamento da Sarri e dal Napoli.

    RispondiElimina
  17. Fabio, volevo chiederti, hai notizie riguardo Verdi?
    Sono molto interessato alla vicenda, e ritengo preziose le tue conoscenze!

    RispondiElimina
  18. Ci sarebbe l'accordo con De Vrij risalente allo scorso anno. Sono stato il primo a scriverlo allora. Le mie fonti spesso sono fallaci, qualche volta no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pare che questa sia la settimana decisiva per capire se rinnoverà.

      Elimina
  19. Comunque de Vrij a zero sarebbe un colpo eccellente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente. In condizioni fisiche buone è fortissimo e completo in marcatura e costruzione

      Elimina
  20. Personalmente vivo il tifo calcistico come un'esperienza che si deve mantenere totalmente scevra da rosicamenti di fegato post-partita, status che mi sono autoindotto in modo disciplinato per non sprecare risorse energetiche inutilemente. Ciò significa che mi dispiace se perdiamo, ma dopo pochi minuti giro pagina e me ne frego degli arbitri e di tutto il resto, magari penso a come sarà se giocheremo in un'altra maniera o con altri giocatori, che meccanismi mentali sono cambiati e cose così.
    Tutto quello che decidono gli arbitri li considero l'unico elemento dettato dalla Dea Bendata e lo accetto serenamente (una volta non ero così...).

    Non ho raggiunto facilmente questo status, ma vi assicuro che funziona a godersi il calcio molto di più e a non soffrire quando un arbitro sbaglia (volutamente o no).

    A parte il mio approccio assolutamente personale, io credo che non faccia bene alla squadra lamentarsi degli arbitri, e in questo senso noto che la società non lo sta facendo (almeno mi pare) e condivido tale atteggiamento, penso che bisogna essere forti e vincere contro avversari ed eventuali sfortune (ringraziando le fortune quando capitano).

    RispondiElimina
  21. De Vrij ottimo completamento del pacchetto dei centrali.
    Occhio a Barella: qualcosa si muove.

    RispondiElimina
  22. De Vrij ci credo quando ha firmato, prima solo chiacchiere. Non ho capito il commento di Luciano sulla verità intorno al VAR, mi è sfuggito qualcosa?
    In quanto alla "linea" societaria sugli "errori" arbitrali, io credo che lamentarsi non serva, o sei in grado, giuridicamente e/o politicamente, di fare "azioni" per modificare errori e sistema, o meglio tacere ed andare avanti, che i piagnistei senza forza, all'Inter, portano solo danni. Di molti tipi...

    RispondiElimina
  23. La società deve a mio parere tenere un comportamento corretto e riservato rispetto alle decisioni arbitrali che ci penalizzano.
    le lamentele non portano mai a nulla, se non a creare vedette nel settore arbitrale.
    Noi tifosi non abbiamo gli stessi vincoli e possiamo dire quello che è indiscutibile: nel caso specifico che il var non può essere utilizzato per correggere una decisione arbitrale su una palla uscita lateralmente o sul fondo. Questo è stato finalmente ribadito pubblicamente anche da alcuni ex arbitri. Quando l'arbitro (concorde con l'assistente, ha assegnato la rimessa dal fondo, non poteva più tornare sulla sua decisione, ma qualcuno gli ha ordinato il contrario.
    pazienza e guardiamo avanti. Senza dimenticare però la frase più celebre del vate di Setubal. io non sono pirla

    RispondiElimina
  24. Su de Vrij: io non dico che verrà. Dico che aveva con certezza assoluta un accordo con l'Inter la scorsa primavera. La lazio non l'ha ceduto o voleva troppo. Adesso SE VA DAVVERO IN SCADENZA è ovvio che si ripartirà dal vecchio accordo, modificandolo a suo favore, perché ora il suo cartellino a costo zero è molto più appetibile. La strada è complicata, ma la possibilità c'è

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Luciano, non volevo mettere in dubbio le tue fonti, anzi; solo che conosciamo il giochino, oggi scrivono "Inter in pugno X", poi, se X non dovesse venire, "Inter beffata"...eccetera. Siamo a "Sorpasso Napoli per Ciciretti", che, probabilmente, mai è stato trattato.

      Elimina
    2. Io penso che de Vrij interessi e come da fonti di Luciano magari c’è un accordo col procuratore in caso di cessione o meglio ancora di mancato rinnovo perché se viene via a zero, si suppone ci sia più forza economica per soddisfare le richieste del giocatore. È da vedere però se non rinnoverà. Sicuramente situazioni di questo tipo possono succedere solo alla Lazio.

      Ciciretti boh. Forse ci siamo interessati come tutti perché magari il procuratore lo ha proposto a tutti. Penso che noi lo avremmo preso solo come operazione tipo caprari lo scorso anno... ma se le risorse sono poche (come pare) allora evidentemente si punterà su altro e giocatori utili subito.

      Elimina
  25. Sul var penso che quello che ha detto Luciano sia un ragionamento che ha purtroppo una sua ratio. Condivido la diversa linea tra tifosi e società. Senza farne ovviamente una ossessione. Ma direi che non è che si parli poi tantissimo di arbitraggi qui. Ci sono blog che non fanno che parlare di questo e prostituzione intellettuale. Li rispetto ovviamente, perché magari lo fanno anche bene, ma penso che qui si parli sempre più di aspetti diciamo relativi l’aspetto tecnici. Per fortuna. Altrimenti diventerebbe uno ‘sfogatoio’. Però il caso del rigore dell’udinese è stato abbastanza particolare. Impossibile non parlarne.

    RispondiElimina
  26. inviato il post (in formato ridotto perché molti campionati sono sospesi o terminati) sulle giovanili

    RispondiElimina
  27. da "Il fatto"

    Con un emendamento alla Legge di Bilancio presentato da una fedelissima di Luca Lotti, i dem hanno depotenziato il fattore delle presenze allo stadio nella ripartizione dei proventi televisivi: peserà l'audience. Tradita l'intenzione di favorire le squadre meno importanti. I bianconeri, che con la nuova legge avrebbero perso fino a 40 milioni di euro all'anno, possono festeggiare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assurdo, come presenze allo stadio siamo nettamente primi.
      Come spettatori tv siamo dietro la juve

      Elimina
    2. però, dato che si tratta di diritti tv ha una liogica.
      certo che finchè non si ragionerà da Lega e si continuerà a cercare di fottere le altre società (come fa sistematicamente la juve) il nostro sistema calcistico rimarrà al palo, raccogliendo le briciole rispetto a Spagna e inghilterra.

      Elimina
  28. Ho visto il post Luciano. Sarà online tra una mezz’ora.

    RispondiElimina
  29. Online il post sulle giovanili: https://fratellidelmondo.blogspot.it/2017/12/giovanili-inter-verso-un-buon-fine-anno.html

    RispondiElimina

Printfriendly