giovedì 29 marzo 2018

Alla scoperta dei nostri giovani emergenti: Edoardo Vergani (2001)

Nella foto (fonte: Tuttosport) il gruppo festeggia Edoardo Vergani (classe 2001) dopo la rete decisiva realizzata dal giocatore Under 17 nella finale del Torneo di Viareggio contro la Fiorentina. Luciano, che segue "Verga" sin da quando è arrivato all'Inter nel 2014 (allora giocava con i Giovanissimi Regionali) ci presenta il nostro giovane bomber in questo bellissimo post scritto qualche giorno fa, ma "congelato" in attesa della finale, come se ci fosse la sensazione che ieri alla fine Edo sarebbe stato protagonista. Così è stato... Classe 2001, centravanti, una grandissima promessa dell'Inter e del calcio italiano: in bocca al lupo per tutto Edo!

Questo post di presentazione di Edo Vergani era pronto da alcuni giorni, ma avevamo deciso in anticipo di inviarlo solo la sera della finale del Viareggio. Era come se sentissimo che la coppa ce l’avrebbe regalata proprio un gol di Edo, il più giovane, un 2001, una grandissima promessa della nostra Inter e, speriamo, del calcio nazionale.

Premessa

Forse un paio di anni fa, in occasione di una partita dei nostri allievi, ho avuto la possibilità di scambiare quattro parole con Stefano Vecchi, il mister della nostra Primavera, che seguiva la gara, appartato, sugli spalti.

Tra le altre cose, gli ho chiesto se, tra i ragazzini più giovani, quelli ancora non in età per venir aggregati alla sua squadra, per quanto gli constava ci fosse qualcuno che prometteva in modo particolare.

Mi ha fatto alcuni nomi e tra questi c’era anche l’allora bomber dei giovanissimi nazionali, Edoardo Vergani (Edo, o “Verga” per gli amici e i compagni).

Naturalmente i nomi fatti non mi hanno stupito, perché seguendo i nostri giovani sin dalle categorie di base, conoscevo benissimo le loro qualità, comprese quelle di Edo, arrivato all’Inter nell’estate 2014, dal Monza, per disputare il campionato giovanissimi regionali.

‘Verga’ si era subito imposto anche da noi a fior di gol e di giocate e la sua crescita è stata continua e impetuosa.

Oggi milita, di norma, negli Under 17 ed è il capocannoniere della squadra e del girone, con 17 reti in 19 partite, oltre ad avere all’attivo 36 presenze nelle varie selezioni azzurre, con 23 gol realizzati.

Edo è stato aggregato alla Primavera per la preparazione estiva e anche attualmente si allena in modo sistematico con i ragazzi di Vecchi, dal lunedì al giovedì.

Poi il venerdì scende per la rifinitura con i suoi compagni di categoria, per preparare il match domenicale.

Con la Primavera ha anche fatto il suo esordio, positivo, pur essendo solo un 2001.

Prima di venir utilizzato sia in semifinale sia nella finalissima, decisa da un suo gol, Verga si trovava in Olanda per disputare con la selezione nazionale under 17 la fase elite che ha contribuito a condurre alle finali europee.

Ho raccolto quindi alcune confidenze e informazioni da parte di chi lo conosce bene (amici, compagni e parenti) per provare a tracciare un profilo, tecnico, ma anche caratteriale ed umano di un ragazzo del quale in futuro potremo sentire parlare molto spesso.

Gli inizi

Il 6 febbraio 2001 un nuovo arrivo è venuto ad allietare la famiglia Vergani, composta già da papà Mario, mamma Nadia e dal piccolo Pietro (2 anni).

Edo, per altro, non sarebbe stato l’ultimo della stirpe, perché 3 anni dopo sarebbe arrivato un altro fratellino, Stefano e poi sarebbe stata la volta di Filippo, oggi undicenne.

‘Verga’ è cresciuto in un ambiente sereno, circondato dall’affetto dei suoi e con tanti amici di scuola e compagni di giochi, a Carugate.

Si tratta di un paesino tra Monza e Brugherio dove curiosamente ho fatto la mia prima esperienza di lavoro, insegnando alle scuole medie, quando ancora ero studente universitario…

Qualche volta i destini di un tifoso e di un suo beniamino si incrociano…

Carugate, come dicevo, allora era un piccolo centro agricolo, oggi è del tutto irriconoscibile, per il proliferare di enormi complessi commerciali e produttivi in genere.

Quando ci ho insegnato io, le medie non avevano neppure una loro sede, ma erano ospitate nei locali dell’oratorio. Penso che oggi la situazione sia migliorata, ma il fatto è che Edo, dopo aver frequentato a Carugate le scuole elementari, si è spostato per le medie a Monza e oggi frequenta il Liceo scientifico sportivo all’Istituto Sant’Agostino di Gorgonzola.

Nonostante questi spostamenti legati allo studio, e poi agli impegni calcistici, ‘Verga’ ha mantenuto i contatti e continua a frequentare diversi amici della prima infanzia.

La fortuna di Edo è stata indubbiamente quella di venire alla luce nella famiglia… giusta.

La fede nerazzurra di tutto il nucleo familiare è infatti indiscussa e ha orientato verso valori positivi, fin dall’inizio, il piccolo Edo, che è cresciuto con la passione del calcio in generale, ma con un gusto cromatico ben definito, orientato esclusivamente verso i colori del cielo e della notte.

Ma c’è di più: papà Mario sostiene che la scelta giusta, in materia di tifo calcistico è un patrimonio della famiglia Vergani addirittura da generazioni…

Con queste premesse era inevitabile che la passione per il pallone esplodesse molto presto.

Tra l’altro anche tutti e tre i fratelli sono cresciuti a… pane e pallone e Stefano (14 anni) gioca da centrale difensivo nel Monza, ma è controllato a distanza dall’Inter.

Papà Mario afferma di non aver mai visto Edo giocare, che so, con una macchinina o con altri giochi diversi dalla palla.

Così a 5 anni ha cominciato a giocare nel Carugate, a 8 anni è passato al Monza e a 13 anni è arrivato all’Inter.

Senza retorica, Edo ricorda con affetto e gratitudine tutti gli insegnanti di calcio che ha avuto, dai primi calci nel Carugate, ai tecnici del Monza: Salvatore Scavo, Fabrizio Seria, Alessandro Melchiorre (colui che l’ha impostato da numero 9) e Fabio Sacco, ultimo suo allenatore monzese ed oggi apprezzata guida delle nostre squadre più giovani.

Nel Monza, Edo si è messo subito in evidenza e gli osservatori delle varie squadre si vedevano continuamente alle partite dei brianzoli.

Ma papà Mario ricorda soprattutto di aver parlato in pratica con i diversi osservatori nerazzurri, che si alternavano durante le sue gare.

In questa situazione, quando è stato il momento del passaggio a una società più ambiziosa sono fioccate le richieste: Bianchessi personalmente ha fatto di tutto per portarlo al Milan, ma anche Atalanta, juve, Brescia e alcune squadre inglesi hanno fatto i loro tentativi.

Quell’anno (estate 2014) al ritorno dalle vacanze estive papà Mario ha chiamato il ragazzo e gli ha fatto un discorso di questo tenore, più o meno:

“Edo, penso sia arrivato il momento di cambiare per crescere calcisticamente.

Queste sono le squadre interessate a te e tu ora devi scegliere”.

Edo non lo ha lasciato finire e ha scelto con sicurezza l’Inter, senza neppure andare a conoscere le persone e a visitare i centri sportivi degli altri club interessati (cosa che, per cortesia, ha invece fatto papà Mario).

Il perché di quella  scelta è evidente: in tal modo si avverava il sogno coltivato da Edo sin da quando era bambino.

All’Inter ‘Verga’ ha trovato altri allenatori che hanno contribuito tutti, in modi diversi, alla sua crescita.

E li cita tutti con grande trasporto: Mandelli, Bellinzaghi, Lombardo, ora Zanchetta e infine Vecchi.

Naturalmente gli ultimi due sono quelli in certo modo più importanti, perché stanno portando Edo alla maturazione finale, al salto conclusivo che dovrà immetterlo nel mondo del professionismo, ma rivolgendosi al passato forse il ragazzo ha una piccola predilezione per mister Lombardo, che ha creduto molto in lui, ha lavorato assiduamente per eliminare piccoli difetti e accrescerne le virtù calcistiche e gli ha dato molta fiducia, assegnandogli anche la fascia di capitano.

Il carattere di Edo

Chi lo conosce bene sostiene che il ragazzo ha un carattere piuttosto introverso e molto riservato, non sempre facile da interpretare, anche se si sta aprendo in modo propositivo e maturo.

E’ altruista e sempre misurato ed educato nei comportamenti.

Di conseguenza il suo inserimento nell’Inter è avvenuto in modo semplice e senza problema alcuno.

Ha legato con tutti i compagni, sin dall’inizio, anche se forse un rapporto privilegiato lo ha stretto con Niccolò Radaelli (che gli amici del blog conoscono come “Rosso Malpelo”, il portiere).

In società ha trovato un ambiente sereno e persone squisite, un pool gestito da quello che viene da tutti ritenuto il guru del calcio giovanile in Italia, Roberto Samaden.

Per il resto la sua vita è molto strutturata, fondata sugli impegni calcistici e di studio, che cerca faticosamente di conciliare, sulla vita in famiglia (vive ancora con i suoi perché la vicinanza di Interello non ha reso necessario il trasferimento nelle residenze messe a disposizione dalla  società per i suoi giovani calciatori).

Fino ad ora ha trascorso le vacanze con la famiglia, in estate in Sardegna e nei pochi giorni di pausa invernale a Cervinia.

I suoi interessi extra calcistici sono il motociclismo (tifa per Andrea Dovizioso) e il motocross (Tony Cairoli è il suo preferito): quando può non manca di recarsi con il padre a vedere i Gran Premi del Motogp e dell’Mx1.

Ma naturalmente, la sua più grande passione resta il calcio e su questo punto ritorneremo.

Edo calciatore oggi

Vergani è una prima punta, alta 1.86, molto ben strutturata fisicamente, che calcia di preferenza  con il destro ma risulta insidiosissimo anche con il mancino.

E’ un giocatore molto tecnico, che pur avendo l’istinto del gol tipico degli attaccanti di razza non disdegna la giocata in appoggio ai compagni, per liberarli al tiro.

Possiede infatti visione di gioco potenza, personalità e determinazione.

Queste sono le caratteristiche che lui stesso si riconosce, mentre ritiene di dover migliorare soprattutto nel colpo di testa e nella capacità di mantenere alta la concentrazione anche nelle partite apparentemente meno impegnative e comunque per tutta la durata di ogni gara.

Devo dire che personalmente condivido questa analisi delle sue caratteristiche.

Qualche tempo fa avevo indicato una certa somiglianza con il gioco del primo Altafini (quello dei mondiali del '58, per intenderci), ma oggi mi sembra che rispetto a quel modello, senza aver perso le qualità del finalizzatore, abbia imparato a giocare più per la squadra.

Edo è ambizioso e, come tutti i nostri giovani, è convinto di poter arrivare, anche se non si nasconde le difficoltà implicite in ogni processo di crescita.

Per quanto riguarda gli elementi evolutivi che potrebbero consentirgli di emergere al più presto in Primavera, dopo tanti allenamenti, ritiene che la crescita dovrà riguardare il passo (che in categoria è nettamente superiore a quello degli allievi), la forza, i movimenti e i posizionamenti, la potenza e la precisione di tiro.

Anche per quanto concerne il colpo di testa può migliorare, perché ha grandi potenzialità espresse solo parzialmente (in proposito papà gli porta spesso gli esempi dei grandi colpitori interisti, da Boninsegna a Serena e Rummenigge).

Edo però si è allenato spesso anche con la prima squadra, come sappiamo, trovandosi a suo agio in un gruppo di campioni che lo ha accolto positivamente, consentendogli di esprimersi con serenità e di nutrire la fondata speranza di poter presto unirsi a loro a tutti gli effetti.

Tra i giocatori della prima squadra lo ha colpito soprattutto Borja Valero, per la sua tecnica.

Per raggiungere gli obiettivi citati, ‘Verga’ si applica in modo molto professionale e meticoloso, ma senza rinunciare a tenere i piedi per terra, consapevole del fatto che anche nella più sfortunata delle ipotesi avrà fatto un’esperienza di vita importante e formativa, legata allo calcio e allo sport praticato ad alti livelli.

Non essendo in età, non ha ancora un procuratore e per quanto riguarda la scelta di qualche addetto ai lavori che lo segua in particolare e lo consigli, il ragazzo per il momento si affida con piena fiducia a tutti i tecnici della società, che lo ‘guidano’ con professionalità e affetto, come in un vero contesto familiare.

Per questa stagione, il suo obiettivo personale è quello di incrementare le presenze in Primavera, dove è convinto di potersela giocare, e nel medesimo tempo aspira a contribuire al successo finale della sua under 17, dove è capitano e dove si sente responsabile, sempre nel bene e nel male, della sua squadra.

Oltre, naturalmente, a dare il suo contributo per proseguire il cammino della rapprensentativa nazionale  nel campionato europeo.

Infine l’attaccante in attività a cui si ispira, nel senso che essendone calcisticamente ‘innamorato’ vorrebbe emularne le gesta, è Zlatan Ibrahimovic.

La sua visione del calcio

Come è ovvio, Edo conosce benissimo il movimento calcistico giovanile italiano e, per la sue presenze nelle selezioni nazionali, anche le caratteristiche del calcio giovanile europeo.

D’altra parte, ha avuto anche la possibilità di seguire da vicino in diretta il grande calcio professionistico internazionale.

Ad esempio papà Mario ricorda che, insieme ai fratelli, ‘Verga’ ha assistito dal vivo in casa e in trasferta “a molte partite di Champions League dell’Inter e in particolare a quelle della mitica squadra di Mourinho, compresa la fantastica galoppata vincente del 2010”.

Tra l’altro poi ha presenziato anche ai mondiali del Brasile nel 2014.

Ho ritenuto perciò interessante conoscere, in modo indiretto ma attendibile, la sua opinione su questi temi.

Per quanto concerne la situazione del nostro calcio giovanile, Edo ritiene che la sua natura sia molto agonistica e finalizzata soprattutto al risultato. Nello stesso tempo, però nota anche come negli ultimi anni sia molto cresciuta l’attenzione alla tecnica e allo sviluppo del gioco collettivo.

Edo è convinto che in questo l’Inter stia tracciando la via da seguire, attuando un mix perfetto di concretezza e di gioco.

Resta per lui un certo gap con i settori omologhi di Spagna, Germania, per ridurre il quale si dovrebbe lavorare maggiormente sui più piccoli e soprattutto sui giovani dilettanti e poi servirebbe più spregiudicatezza nel lanciare i giovani: confrontarsi precocemente con i ‘grandi’ stimolerebbe la loro crescita e svilupperebbe le loro capacità, evitando il rischio che perdano tempo ed entusiasmo.

Questa consapevolezza starebbe a suo giudizio facendosi strada anche da noi e ci avvicinerebbe alle migliori pratiche europee.

Importanti esponenti del settore tecnico delle rappresentative azzurre, come Piscedda e il responsabile Viscidi si sono espressi più volte in questo senso.

Edo è altresì convinto che i giocatori di qualità nei nostri campionati giovanili non mancano e cita tra gli altri (tralasciando per ovvi motivi i suoi compagni di squadra) Riccardi della Roma, Cortinovis dell’Atalanta e Armini della Lazio.

In generale nell’Inter, sempre tralasciando i compagni dell’Under 17, considera tra i più interessanti e pronti al salto Bettella, Emmers e Zaniolo.

Complessivamente comunque è molto ottimista sulla qualità dei giocatori in fase di formazione e crescita, sia nell’Inter che nel resto del Paese.

Invece tra i giocatori che ha affrontato da avversario a livello internazionale, lo hanno colpito soprattutto Ansu Fati del Barcellona e Hossein Zamani dell’Ajax.

Come dicevo però, ‘Verga’ segue moltissimo anche il calcio professionistico internazionale,  soprattutto i campionati spagnolo, inglese e tedesco.

Se qualcuno gli chiedesse a quale concezione del calcio vanno le sue preferenze in senso generale, esmplificando con i due estremi del football spettacolare: il modello Guardiola, o quello più orientato alla praticità di allenatori come Simeone e lo stesso Mourinho, la sua risposta sarebbe molto secca: “Mou”.

Infatti pur essendo cosapevole che ci sono circostanze in cui è necessario sviluppare un possesso palla insistito, ritiene che la giocata più efficace, quando praticabile, sia la verticalizzazione.

Dovendo citare un episodio particolarmente significativo dell’infanzia di Edo, chi lo consoce non esita a riferirsi alla gioia indescrivibile, all’euforia manifestata dall’allora bambino subito dopo la “magica” semifinale di Champions League vinta 3-1 contro il Barcellona di Messi e Guardiola.

Edo conserva ancora e custodisce con cura e amore nella sua camera le foto con i suoi grandi campioni interisti.

L’augurio che tutti i tifosi interisti gli fanno è che quella “galleria” di campioni che hanno portato al trionfo i colori del cielo e della notte  si arricchisca in futuro con una nuova immagine, più… autoreferenziale.

Luciano Da Vite

51 commenti:

  1. Finalmente una bella e tranquillizzante risposta ufficiale di Suning ai suoi detrattori (che fino a quando loro ne sono proprietari sono anche detrattori dell'Inter). Ora aspetto i fatti, con fiducia

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  2. La vicenda non è stata ingigantita dato che il rapporto professionale si è concluso e si è concluso in fretta; tuttavia oggi da più parti si legge che cambia poco o nulla perché Sabatini non era riuscito ad incidere come sperava, perché c'è Ausilio e soprattutto perché si continua con Spalletti, il quale ha suggerito per il ritiro di rimanere ad Appiano. Asamoah ha trovato casa a Milano, Tare conferma ("buone possibilità") l'arrivo di De Vrij. Siamo ancora vivi... ma forse per poco :)

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  3. Mi dispiace moltissimo per la prematura scomparsa del maestro Casi. Una bruttissima notizia per davvero, e' una bandiera dell'interismo che se ne va per sempre. Condoglianze sentitissime alla famiglia. RIP.

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  4. Le dimissioni di Sabatini non mi lasciano per niente tranquillo. Secondo me si tratta di una brutta botta al progetto sportivo Suning. Esperto, scafato, preparatissimo, passionale, e' una perdita gravissima.

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  5. Per me entrambi erano garanzia di integrita', passione, serieta' e professionalita'.

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  6. Condivido il fatto che l'addio di sabatini possa costituire un serio colpo alla credibilità del progetto.
    D'altra parte altri progetti, in Italia e nel mondo sono stati portati avanti senza la partecipazione di Sabatini.
    la preoccupazione è di tutti noi, credo.
    Ma personalmente aspetto di vedere il susseguirsi degli eventi, almeno sino a fine estate, prima di disperarmi

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    1. Non so, per me era l'uomo ideale. Per noi, per l'Inter attuale.

      Competente ma allo stesso tempo abituato a lavorare con pochi soldi, creativo, con tanti agganci, fantasioso. In aggiunta a questo, aveva una gran intesa con Spalletti. A me sembrava un binomio perfetto, pietra miliare di una societa' solida e duratura nel tempo.

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  7. Un dolce pensiero per Mondonico...

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  8. Intanto grazie e complimenti a Luciano per il bellissimo e "puntuale" post.

    Il comunicato della società a me sembra comunque una cosa importante:il primo segnale di comunque voler mantenere una certa competitività e andare avanti sarebbe la conferma di Spalletti. Ho letto della possibilità di rinnovo: forse sarebbe in questo momento una risposta importante e una "conferma" che comunque sussiste una progettualità e una voglia di andare avanti e crescere.

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  9. il vero dramma sarebbe se andasse via Spalletti

    (fermo restando che mi spiace molto per Sabatini)



    resto cmq contento che Suning abbia deciso di comprare l'inter, e' cmq un marchio che mi da fiducia(non come altri) e spero in un NON ritorno di Moratti e un non arrivo di un nuovo Lotito o Della Valle..

    poi magari arrivasse un arabo stadio nuovo(!!) e spese pazze.. ma probabilmente non andrebbe bene lo stesso per noi interisti..

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    1. Anche io non mi auguro assolutamente un ritorno di Moratti. Spero sarà vicino a Steven Zhang ma niente di più.

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  10. Voglio fare i complimenti a Luciano per il bellissimo post: si fa leggere tutto in un fiato. Il ragazzo sembra di valore (e con valori).

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  11. Anche la morte di Mondonico è una brutta perdita

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  12. Alla fine l'unico che rimane (e che evidentemente vuole rimanere) all'Inter e che non ha creato problemi né a Moratti, né a Thohir, né a Zhang (neanche quando questi hanno preferito ascoltare Kia), né ai vari allenatori, che settimanalmente ci mette la faccia e che non a caso è tra i più critcriti dai tifosi... è Ausilio.

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    1. che, e ripeto la mia idea, secondo me è sottostimato, qui e ovunque...di sicuro la perdita di Sabatini, grave ahinoi soprattutto a livello di immagine oltre che di sostanza, chiama finalmente un direttore sportivo di livello, che metta la faccia e la sappia mettere.
      Se c'è una cosa che critico ad Ausilio è il fatto di non sapersi "vendere" bene (ma in fonod non è nemmeno il suo ruolo).

      un dato interessante sulla primavera, Luciano correggimi se sbaglio: ho letto le interviste ai giocatori e alcuni hanno fatto riferimento ad un'ottima gestione fisico-atletica dello staff, anche visibile a noi profani. Credo sia un ottimo attestato per lo staff di Vecchi, oltre che per il Mister stesso

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  13. Recupero campionato Under 16: Inter Chievo 4-0 (Sangalli, Esposito, Buba, Barazzetta). Inter prima con 6 punti su lazio e Atalanta e 18 sul Milan
    grande partita. Più tardi il report

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  14. Ho parlato con qualche ragazzo della Primavera (erano a Interello per allenamento defatigante). Due cose sono fondamentali, secondo quello che mi hanno detto:
    la condizione atletica e il fatto di aver giocato una bellissima partita "da squadra". Su quest'ultimo punto hanno insistito molto.

    La condizione atletica è sicuramente brillante.Sette partite in pochi giorni, co i supllementari e nell'ultima partita alla distanza siamo usciti alla grande.
    Sono felicissimo di questo: abbiamo già vinto due tituli e siamo usciti dalla YL giocando a Manchester contro il formidabile City e uscendo solo ai rigori.
    Il mio personale obiettivo con la Primavera, è vincere almeno un titulo all'anno, dunque annata già molto positiva. Poi sicuramente abbiamo preparato diversi giocatori per il calcio vero e ne abbiamo preparati ancor di più per essere protagonisti il prossimo anno in Primavera.
    Sulla preparazione atletica, l'unico dubbio che ho se potremo mantenere questo ritmo, questa intensità, questa concentrazione sino alle fasi finali del campionato, a giugno

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  15. Io sinceramente non so se il mio giudizio su Ausilio sia ingeneroso. Più che altro non so dare un giudizio, perché anche se in questo modo mi prendo del giustificazionista filosocietario, le condizioni del suo operare son difficilissime in questi anni, per molti motivi.
    Gli errori di valutazione non alcuni (anche molti) acquisti non mi impressionano. Ho più di cent'anni e so che errori ne fanno tutti a bizzeffe, anche in condizioni molto più facili.
    la verità è che non riesco a valutare il suo operato con la sicurezza per me sconcertante che molti hanno, tra l'altro dal di fuori, senza conoscere l'articolazione dei problemi.

    Per quanto riguarda le chiacchiere che un direttore dovrebbe saper fare non so che dire. la questione dal mio punto di vista non riveste il minimo interesse. Proprio zero.
    Polifemo può dire quello che vuole che ava sempre bene perché ha dietro l'ovino e lo sterminato codazzo di giornalisti pronti a incensarlo per ogni cosa.
    Il direttore dell'Inter, qualunque cosa dica sarà oggetto di critica e derisione prima da parte dei media ai quali si accoderanno i solerti tifosi

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Luciano non dovevi darci una bella notizia? Pensavo un nuovo acquisto per il settore giovanile

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  18. "Il direttore dell'Inter, qualunque cosa dica sarà oggetto di critica e derisione prima da parte dei media ai quali si accoderanno i solerti tifosi" .. no....no... i tifosi, quando si tratta di Ausilio, sono molto più veloci dei "giornalisti" (dai quali, si dice, venga trattato fin troppo bene)...il fatto è che il "carisma" o ce l'hai o non ce l'hai...e il buon Pierino ne è del tutto sprovvisto, al di là di una "comunicazione" piuttosto zoppicante ... per il resto condivido quello che dici....magari con Asamoah (già cercato prima ancora che i gobbi facessero il doppio "colpo", con Isla, dalla amica Udinese) riuscirà a colmare quella persistente lacuna, lì in basso a sx ....

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    1. Lou, sinceramente carisma e comunicazone sono due qualità che vi mio DS ideale non serve che possieda. Oltretutto finora, ha avuto "la colpa" di dire sempre la verità. E quello, per noi tifosi, è insopportabile. Ma è un problema nostro...

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  19. ieri avevo postato un commento che poi è andato perso..voglio riproporlo.
    Le perplessità sul modo di agire di Suning sono comprensibili ed anche inevitabili ,ma ricordiamoci sempre del diverso approccio alla comunicazione dei cinesi ,rispetto al nostro.
    Quello che mi lascia perplesso è come molti di noi si facciano influenzare in maniera totale da una certa informazione, diciamo pure un po' troppo tendenziosa e poco corretta nei nostri confronti...in questa opera negli ultimi tempi si distingue il Corsera,ma non solio lui,che ,appena ne scorge l'occasione ,si impegna per diffondere incertezze e polemiche sull'Inter.
    Non tacciatemi di maniaco del complotto ,perché è una cosa che non mi appartiene.
    In sintesi ,parlare di una Società alla deriva ,perché Sabatini se ne va dalla carica di responsabile del settore calcio di Suning ( non dell'Inter in particolare )mi sembra davvero una lettura del fatto quantomeno azzardata.
    Quindi il Corsera sostiene che ai vertici di Suning ci sono dei beoti che spendono centinaia di milioni per acquistare il 63% della Società ,ne spendono altri per acquistare giocatori,dimostrano una chiara intenzione di investire sullo stadio e sembra anche confermato sul nuovo centro per il settore giovanile,ma per il Corriere conta l'addio di Sabatini,che sappiamo non è facile da gestire.

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  20. Guarda, Marco, sono certamente vicino al tuo ragionamento. la mia logica mi dice le stesse cose. Però può essere che i negatività abbiano ragione. O può darsi che ce l'abbiano quelli che ragionano in modo opposto.
    Quello che mi stupisce molto, in una situazione difficile da decifrare, obiettivamente, sono le certezze assolute
    Se non sei spietato nell'accusare Suning di fallimento sei un bieco tifosotto.
    Se non difendi a spada tratta Suning e il suo operato sei un anti interista.
    la mia posizione è: MI SEMBRA che fino ad ora Suning abbia fatto molto bene dal punto di vista della riorganizzazione finanziaria che POTREBBE essere propedeutica al rilancio sportivo.
    Non si può però neppure escludere un disimpegno, anche se a me, per i motivi che esponi, almeno per il momento non SEMBRA credibile.
    Io propongo di sospendere il giudizio accompagnato da un'apertura di credito ( e dal sostegno del cuore, cioè del tifo) per un altro anno.
    Questa estate potrà essere decisiva per un giudizio più motivato.
    ora dico un'assurdità: Tutti vogliamo nuovi grandi campioni per diventare più competitivi. E io non faccio certo eccezione.
    ma per valutare la serietà di intenti di Suning potrebbe essere molto più significativo l'eventuale acquisto di giovani grandi promesse che daranno il meglio fra un paio d'anni.
    Voglio dire che se tu vuoi vendere o disimpegnarti non investi somme comunque rilevanti per giocatori che al momento non arricchiscono la situazione patrimoniale della società da vendere. E che se lo faranno in futuro, affermandosi, lo faranno a vantaggio di altri proprietari.
    Stessa cosa per le strutture.

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  21. Inter Chievo 4-0
    grande prestazione dei nostri ragazzi contro un Chievo che è solo squadra da metà classifica, ma che all'andata ci aveva impegnati seriamente (vittoria in rimonta con rete proprio alla fine e con un rigore dubbio) e che comunque contro di noi, giusta,mente dà sempre l'anima.
    Siamo partiti fortissimo con perfette azioni in profondità, palla a terra e scambi di qualità tecnica superiore.
    Abbiamo avuto numerose occasioni da gol che non abbiamo sfruttato per la mancanza di un pizzico di cattiveria in area e per eccesso di...altruismo (prego segna tu, no tu...)
    Poi su un contropiede loro hanno preso un palo e noi abbiamo ritrovato sostanza.
    Il vantaggio è venuto da un colpo di testa di feltri, che spezza verso Sangalli. Il Sanga ha davanti a sé un avversario, ma slanciandosi lo anticipa e riesce a toccare in porta.
    nella ripresa non c'è stata più storia. loro sono scomparsi, come capacità offensiva e noi abbiamo trovato il secondo gol con un imperioso stacco di testa di Seba. Poi Buba ha compito il suo capolavoro: ruba palla al portiere (in questo colpevole) ma si trova defilato sulla linea di fondo. dribbla a rientrare, con freddezza un paio di difensori in recupero e infila di precisione. Quindi al quarta rete di bara, con Cancello che si toglie per consentire al Bara di chiudere lui la sua azione personale.
    Che dire: la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un gruppo nel quale almeno 5-6 giocatori sono completi (nel senso che hanno fisicità tecnica, velocità idee di gioco) e altrettanti almeno che devono progredire in uno di questi aspetti ma sono promettentissimi.
    La riserva è sempre la stessa: le reali possibilità di una squadra o di un singolo si vedono quando affronti un complesso almeno pari o superiore a te e devi dare qualcosa in più.
    certo che giocare benissimo anche contro una squadra media del panorama nazionale è sempre meglio che giocare malino o addirittura non vincere.
    Diciamo che le prospettive sono interessantissime, in attesa di verifiche più probanti, nei prossimi anni.

    segue

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  22. Ausilio sottostimato....i comunicati rincuoranti di Suning (“interiscoming”).....Sabatini che non serve, del resto che ha fatto?......un po’ come il tizio che precipita da un grattacielo e ad ogni piano ripete “fin qui tutto bene”.

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    1. Se stiamo precipitando la forza di gravità non esiste.

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    2. A mio parere ,se vogliamo essere razionali,mi sembra che quello scritto da Luciano sia il metodo giusto per vivere la situazione attuale.
      In caso contrario puoi affidarti ciecamente a quello che scrivono Corsera ,Repubblica , Stampa & c....quella è verità assoluta.

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    3. Con questo anch'io sono tra quelli che ha criticato Ausilio,o meglio sono tra quelli che ritengono che lui dovrebbe dedicarsi solo al mercato e basta.

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    4. Esatto Marco, se quando Mancini o Wanda facevano un po' di capricci e andava Ausilio a smorzare i toni o se ad ogni "pre-match" parla a Premium non credo sia per manie di protagonismo, ma perché manca qualcuno che lo faccia al posto suo. Se le cose stanno Ausilio sarebbe più da apprezzare per l'impegno che da criticare... magari l'uscita di SabaSaba sarà la scusa per una organizzazione più razionale che contempli un solo ds e un dg. Ipotizzo

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    5. Gabriele, hai espresso meglio di me cosa avevo provato a scrivere nel mio post ieri, la penso esattamente così

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  23. Brevi valutazioni

    Stankovic: giornata un po' strana. due uscite azzardate finite bene con un po' di suerte e un'impressione di concentrazione non al massimo

    Alcides:progredisce giorno per giorno, ha forse trovato il suo ruolo, perché difende e può spingere
    Sottini: un baluardo, una certezza in mezzo all'area
    Feltrin: è sopra i metro e novanta. arrivato lo scorso anno era inquadrabile, per lo scarso coordinamento.oggi è inquadrabile soprattutto...per gli avversari
    Di marco, non avrà il sinistro del fratello, ma commessa con altre qualità importanti

    Foscolo: perno del centro campo. grande struttura muscolare, ma anche piedi, grinta e visione di gioco
    Sangalli: come ho detto più volte è l'intelligenza calcistica personificata. Dirige il gioco con sapienza. Fisico ancora in evoluzione ma grintoso e determinato. Sta scalando la classifica dei nostri marcatori e non è un caso: oltre alle doti balistiche fa valere la sua intuizione sulle seconde palle

    Verzeni: si conferma esterno velocissimo, dal gioco lineare in senso positivo e dalle buonissime capacità tecniche. Ha ulteriori margini di miglioramento
    Seba: fa ammattire gli avversari con al sua mobilità e la sua tecnica raffinata Esce elegantemente anche in spazi ristrettissimi, tra più avversari. Sbaglia qualcosa soprattutto in fase conclusiva, rispetto ad altre giornate, ma si conferma una grande promessa
    Oristanio: per me vera grande rivelazione. Quando parte non lo prendono mai, neppure se si mettono in due o in tre. Punta il fondo o il centro area indifferentemente. Possiede una capacità di controllo in corsa fuori al comune. Si fa valere anche in fase di recupero. cala visibilmente alla distanza.

    Buba: sin troppo generoso in avvio di gara è comunque in grandissima condizione e non bastano un paio di difensori per fermarlo. tecnica, fantasia e velocità le sue armi. cerca il gol e lo ottiene con una gran giocata

    Tra i subentrati da notare l'ottima prova del solito Barazzetta e di un Cancello veramente devastante.

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  24. Il perno del centro campo non è...Ugo Foscolo, ovviamente, ma Boscolo

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  25. No a Pastore (che non sarebbe dispiaciuto a Sabatini, immagino) per spendere 25 milioni per Lautaro Martinez (trattativa portata avanti da Ausilio). Nessuna cessione illustre. Hanno fatto fare all'Inter passi enormi per quel che riguarda i media. Ragionano sul lungo periodo (forse lunghissimo periodo), dovremo avere pazienza, ma la situazione dell'Inter mi sembra migliore del 2016, del 2015 è così via...

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  26. Luciano complimenti per l'articolo. Se fossi il padre di Verga lo incornicerei perche' e' genuino. Sul ragazzo che dire, il mio paese e' una garanzia :-)

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  27. Sentite condoglianze alla famiglia Mondonico.
    Era una grande persona

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  28. naturalmente anch'io mi unisco al cordoglio di tutti gli sportivi per la scomparsa di Emiliano Mondonico

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  29. Gli esordienti sono in semifinale al mundialito, avendo eliminato agli ottavi il Celta Vigo e ai quarti lo Schalke 04 (rispettivamente 5-4 e 6-2)
    Affronteranno l'Atletico Madrid
    I pulcini A squadra 2, sempre in Spagna hanno vinto facilmente le prime tre partite

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  30. Grave incidente per Adriank con un fuoco d'artificio: si parla di amputazione della mano

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    1. Ho appena letto qualcosa, spero sinceramente che non sia una cosa così grave...

      Di Mondonico ho chiaramente solo bei ricordi (a parte che per il nome... cosa cui uno scherzosamente da bambino guardava non trovando altri "Emiliano" tra i calciatori di Serie A, fu infatti clamoroso l'arrivo di Bigica, che a questo punto considero con grande simpatia dato che se si va in finale contro di lui, si vince). Ricordato in queste ore più per il suo carattere sanguigno, che sicuramente era una sua qualità, anche genuina, ma che molti giornali come sempre stanno ricordando in maniera quasi "macchiettistica"... Ci può stare ovviamente il ricordo scherzoso, però è stato un allenatore che ha insegnato calcio veramente a tantissimi calciatori e pure allenatori.

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  31. Volevo intervenire sugli ultimi eventi in casa inter. L'uscita di Sabatini non rappresenta un segnale positivo. Ma sarei meno catastrofista se vediamo gli acquisti che sembrano conclusi, gli investimenti per le giovanili e le strutture. L'errore più grande per me è quello di certi slogan che hanno fatto pensare a grandi spese in stile Moratti o sceicchi arabi.

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  32. Ho un post riepilogativo con i risultati dei vari nostri giocatori con le Nazionali, penso che lo pubblicherò in tarda mattinata anche se con un po' di ritardo... ma chiaramente ci sono stati degli argomenti molto più interessanti e che avevano la priorità. Avendolo comunque preparato, però tanto vale pubblicarlo comunque.

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  33. Nuovo post online: https://fratellidelmondo.blogspot.it/2018/03/inter-nazionali-un-colpo-di-testa-di.html

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  34. Servono delle gran facce di bronzo per lavorare in certe redazioni:prima un articolo dove si parla di una situazione societaria quasi allo sbando culminata con l'addio di Sabatini e con l'ipotesi incombente di una ricerca di acquirenti per l'Inter da parte del gruppo Suning...scenari apocalittici insomma.
    Oggi un articolo molto più verosimile, dove si descrivono sì le problematiche incontrate dalla proprietà, ma nel contempo si prospettano soluzioni molto più progettuali.
    Ribrezzo !

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  35. Esordienti Inter trionfatori nel mundialito. Dopo il 6-2 allo Schalke 04 nei quarti e il 6-0 all'Atletico Madrid in semifinale, battuto in finale lo Sporting Lisbona (3-2).
    grandi ragazzi!

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