lunedì 9 ottobre 2017

Dell'intervista a Massimo Moratti su Sportitalia, ovvero la rivendicazione al 'sogno' da parte del tifoso nerazzurro

Un giovanissimo Alvaro Recoba al suo arrivo a Milano nell'anno 1997. Il giocatore diventerà presto il vero 'pupillo' del presidente Massimo Moratti. Giocatore tanto talentuoso quanto indolente di carattere, lascerà l'Inter dopo 11 anni, 262 partite ufficiali, 72 goal e la vittoria di due Scudetti, una Coppa UEFA, due Coppe Italia, due Supercoppe.


Cominciamo da un punto fondamentale: quando dici 'Massimo Moratti', dici 'Inter', perché con e dopo il padre Angelo non ci sono dubbi che Massimo Moratti abbia fatto la grande storia di questo club.

La famiglia Moratti ha inciso con i suoi investimenti e la sua passione e le loro scelte, giuste o sbagliate, sono sempre state determinanti per le sorti del club e nelle vittorie - in alcuni casi probabilmente anche nelle sconfitte - e entrambi, sia Angelo che Massimo, hanno segnato rispettivamente due precise fasi della storia del nostro calcio e del calcio europeo e mondiale.

Quando dici 'Massimo Moratti', dici 'Inter' e pensi alla squadra del 'triplete' del 2010 oppure in ogni caso alla grandissima serie di successi dal 2006 fino al 2011.

Ma pensi anche al rigore non dato a Ronaldo contro la Juventus, al 5 maggio, alla semifinale di Champions con il Milan nel 2003, a Calciopoli, e alla triste scomparsa della più grande bandiera nerazzurra di tutte, Giacinto Facchetti, che purtroppo non vide mai la sua Inter tornare sul tetto d'Europa e del Mondo.

Ovviamente pensi a tutti i giocatori (a partire da Javier Zanetti) e gli allenatori che sono passati sotto la sua gestione.

Tra questi ultimi principalmente José Mourinho e Roberto Mancini.

Ma hanno lasciato buoni ricordi anche Gigi Simoni. Lo stesso Cuper. Personalmente non ricordo con antipatia neppure Hodgson, per quanto ritengo non fosse affatto preparato al nostro calcio.

Per non dire di Lucescu, che ho sempre considerato un maestro, ma che da noi fu una specie di meteora.

Alberto Zaccheroni, confermato e poi sostituito nel giro di pochi minuti.

Ma Moratti era così e per quanto riguarda le scelte relative gli allenatori ha sempre ammesso di non avere rimpianti, perché ogni cambio per lui era molto sentito e di conseguenza anche se istintivo in qualche maniera 'deciso': si trattava in ogni caso comunque di qualche cosa che viveva in prima persona anche sotto l'aspetto umano.

Questo spiega del resto i buoni rapporti mantenuti negli anni con tutti gli ex allenatori (tranne due o tre ma non mi va neppure di menzionarli).

Però quando parliamo dell'Inter del 'triplete' a me viene sempre spontaneo definirla principalmente come 'l'Inter di Mourinho', così come quella degli anni precedenti e che aveva già vinto tre scudetti era 'l'Inter di Mancini'.

Questa non è una mancanza di attenzione nei confronti di Massimo Moratti, ci mancherebbe, ma secondo me possiamo riconoscere nella sua gestione due fasi distinte.

Probabilmente tre.

La terza fase è quella del post-triplete. 

Quella peggiore di tutte e del declino da cui non ci siamo ancora ripresi a distanza di anni e frutto di una gestione poco attenta a determinati aspetti che nel calcio di oggi non possono non essere presi in considerazione.

Ma la storia sono sicuro che alla lunga farà diciamo giustizia e quando torneremo grandi accetteremo questo periodo per quello che è stato.

Una fase tanto difficile quanto inevitabile e cui siamo arrivati come dicevo per un modello di gestione che è stato vincente (perché abbiamo vinto e abbiamo vinto tanto) e che anche quando non lo è stato - a volte anche per ragioni evidentemente discutibili, ma inutile ritornarci su... - è stato sicuramente spettacolare sotto ogni punto di vista.

Può sembrare paradossale ma l'Inter di Moratti ha cominciato a vincere quando già per diverse ragioni non eravamo più competitivi al top per quanto riguarda la possibilità di prendere i top-player in giro per il mondo.

L'Inter di Mancini fu costruita con investimenti e soldi negli anni ovviamente, ma anche e soprattutto con brillanti intuizioni del mister e di tutta l'area tecnica.

Il salto di qualità definitivo con Mourinho avvenne dopo la scelta coraggiosa di cedere Ibrahimovic e prendere Eto'o.

Poi ci sono stati Lucio, Thiago Motta, Sneijder e soprattutto Milito. Il più forte di tutti ma non lo sapeva nessuno. Forse neppure lui stesso.

Quando dici 'Massimo Moratti', dici 'Inter', ma io prima che pensare a questa squadra invincibile, penso a dieci anni di passione e di molti insuccessi, ma in cui sono stati presi alcuni tra i giocatori più forti al mondo di quel periodo.

Secondo molti, va detto, non c'era una ratio nell'acquisto dei giocatori.

Molti accusavano Moratti di collezionare figurine, ma questa era la solita descrizione da 'ricco scemo' che gli voleva dare una certa stampa e che poi è divenuta una visione diffusa anche presso le peggiori frange della tifoseria.

La verità era semplicemente che in lui si mettevano assieme una urgenza incredibile di vincere, l'amore per l'Inter e una specie di devozione nei confronti del padre Angelo, che avrebbe sempre voluto imitare e in qualche maniera raggiungere, una grande passione per i calciatori spettacolari. Quelli che fanno le giocate che poi ti lasciano a bocca aperta.

Secondo me sono due i giocatori più rappresentativi di questa fase 'uno' della gestione Moratti.

Il primo ovviamente è Ronaldo.

Moratti lo vuole già quando il centravanti gioca al PSV Eindhoven.

I 'meno giovani' ricorderanno di una visita a Milano del giocatore e di come questi in compagnia di Suzana Werner (oggi moglie di Julio Cesar) si intrattenne in compagnia del presidente nerazzurro.

Ma l'arrivo del giocatore avvenne solo l'anno dopo, quando l'Inter lo strappò al Barca pagando la clausola rescissoria.

Secondo me quello fu e resta l'acquisto più grande della storia del calcio.

La cifra pagata è stata successivamente superata, ma questo non significa niente.

Nessuno, ripeto: nessun acquisto fu e difficilmente sarà mai così potente sul piano mediatico quanto quello di Ronaldo da parte dell'Inter.

Il giocatore è fortissimo (secondo alcuni il più forte di sempre).

Vince una Coppa UEFA. Poi si infortuna e in Coppa contro la Lazio al rientro ha una ricaduta che lo costringe a stare lontano dai campi da gioco a lungo.

La sua storia con l'Inter praticamente è questa perché dopo il 5 maggio del 2002, il giocatore chiede di andare via: Moratti non può trattenerlo contro voglia e lo cede al Real Madrid.

Sarà penso la sua cessione più difficile se è vero come si dice che lo amava come un figlio.

Non deve essere stato facile ritrovarselo poi anni dopo in rossonero, anche se quel Ronaldo oggettivamente non era più quello che chiamavamo 'fenomeno' e faceva impazzire le difese di tutto il mondo.

Ma un altro giocatore è stato in verità quello più amato da Massimo Moratti e che più di Ronaldo ha veramente significato e incarnato nella sua carriera e dimensione di solo potenziale stella di prim'ordine del gioco del calcio e definitiva incompiuta, quelli che sono stati i primi dieci anni della gestione Moratti.

Parlo ovviamente di Alvaro Recoba.

'El Chino.'

Il giocatore arrivò un po' in sordina la stessa estate di Ronaldo.

Esordì subito stupendo praticamente tutti con il suo sinistro con il quale era capace di disegnare parabole incredibili.

Roberto Mancini disse di non aver mai visto nessuno calciare come lui e il mister, si sa, non fa facilmente dei complimenti di questo tipo (anche perché in generale ritiene di essere stato lui il più forte in tutto); allo stesso tempo resterà celebre una conferenza stampa di Hector Cuper che, interrogato sul ruolo di Recoba, diede letteralmente di matto perché non riusciva a inquadrarlo tatticamente in nessun modo.

Il giocatore non aveva un ruolo predefinito, ma qui i danni fatti dall'integralismo sacchiano dominante in quegli anni non c'entra.

Le colpe erano del giocatore: lui stesso ammette oggi le sue colpe e di non aver mai dato il massimo in campo come negli allenamenti.

Tanto è vero che di lui si ricordano goal bellissimi e grandissime giocate, ma si può mai dire sia stato titolare in dieci anni di Inter? Probabilmente mai.

Facile agli infortuni perché indolente negli allenamenti, aveva spesso lo stesso atteggiamento anche sul campo, ma non lo definirei un 'lavativo': semplicemente incarnava un tipo di calcio che già non esisteva più e che ricordava nei tempi e nei modi di fare quello sudamericano degli anni sessanta e cui i romantici, e Massimo Moratti è sicuramente un romantico, non potevano che innamorarsi perdutamente.

Per un periodo fu il giocatore più pagato della Serie A.

Chiuse con l'Inter nella stagione 2006/07 vincendo il secondo scudetto con Mancini e salutando i tifosi con un goal realizzato direttamente da calcio d'angolo.

Ronaldo, Alvaro Recoba, Christian Vieri, Adriano, Roberto Baggio, Clarence Seedorf, Fabio Cannavaro, Laurent Blanc, Andrea Pirlo, Juan Sebastian Veron, Paul Ince, Roberto Carlos, Angelo Peruzzi, Christian Panucci, Emre Belozoglu, Diego Pablo Simeone, Aaron Winter, Andrea Pirlo, Edgar Davids, Paulo Sousa, Ivan Zamorano, Youri Djorkaeff...

Sono solo alcuni dei grandi giocatori acquistati da Moratti in quegli anni.

Acquisti molto spesso dettati da momenti di vera e propria passione e senza prestare nessuna attenzione al bilancio.

Una gestione che si potrà considerare spregiudicata, e lo è stata sicuramente, ma che rappresentava all'epoca un modus operandi che non era esclusivamente di Moratti.

Il caposcuola del resto fu il suo principale rivale, Silvio Berlusconi e vi furono anche dei 'cattivi' esempi in questo senso, basti pensare al tracollo totale che ebbero praticamente tutte le altre big - si parlava allora de 'le sette sorelle' - tranne la solita Juventus, che concluse però quel periodo retrocedendo in Serie B a seguito di Calciopoli.

Ogni volta Moratti ripianava il buco in bilancio di tasca propria e ogni anno con grandissimo entusiasmo cercava di costruire una squadra che fosse competitiva ma che avesse anche qualche cosa in più sul piano della 'magia' vera e propria.

Il cambiare delle situazioni a livello internazionale lo portò successivamente a operare in maniera più razionale, anche perché bene coadiuvato da allenatori e addetti al mercato competenti: sono convinto che non si sia comunque divertito di meno.

Anche perché i campioni del resto non venivano di certo a mancare.

E poi finalmente si vincevano i trofei.

Ma veniamo ad oggi.

Che cosa vuole dire Moratti quando dice che 'A questa Inter manca un Recoba.'

Perché è evidente che con tutta la ammirazione che posso avere e posso aver avuto per il Chino, questi non sia mai stato veramente determinante: in fondo grazie a lui non abbiamo vinto nulla.

Non era un uomo squadra e era uno che decideva le partite solo 'quando ne aveva voglia'.

Gli potremmo per questo imputare molti dei limiti che imputavamo a Banega lo scorso anno per fare un esempio.

Ma Recoba rispetto a Banega era molto più forte, praticamente di un altro pianeta, ma forse anche più difficile da collocare tatticamente: non partecipava alla manovra in nessun modo.

Te lo trovavi semplicemente lì e gli davi la palla sui piedi e lui se era ispirato incantava.

Altrimenti...

Penso che quella che abbia voluto rimarcare Moratti sia una specie di urgenza emotiva, che sicuramente sente lui in prima persona e per sua stessa ammissione (gli manca quella 'adrenalina' che aveva nel vivere le cose dal di dentro), ma che per come siamo anche in qualche modo stati formati noi tifosi nerazzurri diventa patrimonio condiviso della intera comunità.

Allora le reazioni sono due.

Molti hanno scelto già a partire dagli anni passati di scagliarsi contro Moratti, reo di avere poi dato fine agli investimenti e perché colpevole della situazione debitoria del club.

L'astio si è conseguenzialmente riversato anche su giocatori simbolo come i vari Zanetti, Cambiasso, Milito, Samuel...

Altri hanno accettato la realtà dei fatti e salutato Moratti e questi grandi campioni riconoscendo loro il posto che gli spetta nella storia dell'Inter, che poi è un po' anche la nostra, quella di ogni tifoso, e continuano a sostenere la squadra anno dopo anno, speranzosi che ogni volta sia quello del 'ritorno'.

Abbiamo tifato variamente giocatori come Gargano, Mudingayi, Schelotto, Jonathan, Ruben Botta...

Tutti bravi professionisti ovviamente ma tutti giocatori lontanissimi come livello rispetto ai campioni cui eravamo stati abituati durante la gestione Moratti.

Adesso forse siamo in una fase di leggera ripresa.

La nuova proprietà, seppure con delle limitazioni (ffp, diktat del partito comunista cinese) dà l'impressione di una certa solidità che mancava negli ultimi anni di Moratti e durante la transizione-Thohir.

Quest'anno in particolare si è operato pure con determinate ristrettezze in maniera programmatica, con un nuovo capo dell'area tecnica, un allenatore serio e giocatori funzionali al suo gioco.

Mancano i campioni (eccetto probabilmente Perisic) e in ogni caso giocatori che accendano la fantasia del tifoso che non smette mai di sognare calciatori estrosi come in quel verso della canzone 'Sud America' di Paolo Conte e in cui 'L'uomo venuto da lontano, ha la genialità di uno Schiaffino...'

E poco importa se l'uruguagio nominato nella canzone sia stato in realtà una leggenda del calcio del suo paese e anche della seconda squadra di Milano, quella lì retrocessa due volte in Serie B.

Il punto è che in tutto questo pensare sempre ai conti e agli equilibri forse non solo l'Inter ma il calcio moderno in generale può aver fatto passare la voglia di sognare.

Ma forse è solo una sensazione malinconica che ti colpisce quando vedi giocare i giocatori che hai amato nel passato.

È quel attimo che non c'è più, come Milito davanti a Van Buyten che adesso c'è e poi no, poi dopo è subito goal e tu sei allo stadio oppure in piazza o a casa con amici o con la tua famiglia e urli davanti al televisore perché era quello che sognavi da quando eri bambino.

Poi quel momento e tutti i ricordi passano via e ti ritrovi nel presente.

Solo che, che vi devo dire: Nagatomo, Borja Valero, Icardi, Candreva... a me non me ne importa niente.

Va benissimo così.

Certo se nella mia squadra ci fosse Messi oppure Cristiano Ronaldo sarei piu contento. Ma, vedete, io riesco a entusiasmarmi anche se vinco in trasferta a Crotone a sette minuti dalla fine e giocando male.

Forse che il calcio è la materializzazione di una fantasia che si conclude in sé stessa e che fonde il genio e l'estro del singolo con il gioco della squadra e quel senso di appartenenza che può avere il tifoso e che ti fa sentire di fare parte di una cosa così grande come l'Inter.

Il sogno di giocare in Serie A.

Una fantasia mica male.

Tutti noi abbiamo sognato almeno una volta nella vita di indossare quella maglia e calcare il prato di San Siro anche solo per un minuto nella nostra vita e abbiamo sognato di fare un goal incredibile come quelli lì che faceva Recoba.

Ma anche se mancano i grandi campioni come una volta non voglio privarmi di questa possibilità di sognare: rivendico questo diritto a tifare la mia squadra in ogni caso e, senza nessuna nostalgia domenica dopo domenica, letteralmente 'sogno'.

Capisco la nostalgia di Moratti, ma guardo al tempo presente con quella stessa passione di ieri e questo sogno non me lo può togliere nessuno.

Anzi la speranza, negli anni della nostra 'maturità' come tifosi, questo secondo l'imposizione di queste nuove regole e guardando in faccia a questa nuova realtà, è che invece che sognare a occhi aperti, potremo invece esultare di quella che potrà essere una nuova e vincente realtà manifesta concretamente davanti ai nostri occhi.

Emiliano D'Aniello

54 commenti:

  1. Tutto bellissimo e condivisibile. Solo, ti prego, cancella quel paragone osceno Recoba Banega

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah.. Ho fatto una rettifica:

      ' Gli potremmo per questo imputare molti dei limiti che imputavamo a Banega lo scorso anno per fare un esempio.

      Ma Recoba rispetto a Banega ERA MOLTO PIU' FORTE, PRATICAMENTE DI UN ALTRO PIANETA, ma forse anche più difficile da collocare tatticamente: non partecipava alla manovra in nessun modo. '

      Elimina
  2. Io banega sapevo bene come collocarlo tatticamente: in tribuna

    RispondiElimina
  3. Personalmente a Banega imputavo, tra l'altro, di sbagliare almeno 2 su 3 dei passaggi più semplici

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era un riferimento più che altro a quelle situazione che possono costituire equivoci di natura tattica e/o comunque giocatori pure dotati di inventiva, ma che non giocano per la squadra. Chiaramente per quanto mi riguarda, come te, non c'è confronto qualitativamente in assoluto tra i due giocatori. Recoba era veramente un potenziale campionissimo della storia del calcio.

      Elimina
  4. Sugli ultimi commenti al post precedente.

    Ho trovato l'atteggiamento di Ventura nei confronti di Gagliardini ingiustificabile. Però penso che lui in questo momento faccia molto più affidamento a Mister Spalletti, uomo di ben altro spessore e che sicuramente lavorerà per tirarne fuori il meglio. Del resto con tutte le critiche che si sta beccando in questi giorni, Ventura non è sicuramente considerato (neppure dai giocatori secondo me) come attendibile.

    Per il resto dobbiamo essere anche noi tifosi per primi a sostenere il ragazzo.

    L'infortunio di Brozo, se confermato (ma mi pare sia cosa certa), secondo me è un duro colpo.

    Anche io mi aspetto Vecino sulla trequarti. Magari stessa formazione di partenza che contro la Roma con cambio di posizione tra Vecino e Borja Valero...

    RispondiElimina
  5. Poi magari altrove avrà fatto sfracelli, non discuto....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guardando i risultati della Seleccion ha fatto sicuramente sfracelli ma non in senso positivo...

      Elimina
  6. Luciano, un tuo giudizio sull'eventuale arrivo di Ramires? Giusto per dedicare ancora gli ultimi attimi a notizie 'frivole' prima di entrare poi nei prossimi giorni in pieno clima derby.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giro la domanda anche agli altri amici del blog. Anchce se mi rendo conto sia difficile rispondere in maniera netta dato il suo esilio nel campionato cinese.

      Elimina
  7. sono incerto se fare o meno il post sulle giovanili. non ho molto da dire, perché ho visto solo le due partite dei 2005 e sulle altre dispongo solo delle formazioni e di qualche pagella (solo numerica) di SeS. A me sembra inutile, ma fammi sapere

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti va di farlo, sono sicuro che sarà di interesse per tutti quelli che seguono il blog (per me sicuramente): del resto l'attenzione per il calcio giovanile è la ragione principale per cui ci sono così tanti accessi.

      Elimina
  8. ma Ramires gioca almeno da titolare in una delle ultime squadre cinesi?
    Non è una domanda faziosa, proprio non lo so

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra una domanda lecita. Credo sia titolare e il suo rendimento diciamo altalenante. L'anno scorso lo Jiangsu ha fatto benissimo, quest'anno molto molto male.Difficile giudicare chi giochi in quel campionato. Il barca con Paulinho pare averci preso.

      Elimina
  9. parlare dei nostri ragazzi per me è sempre un piacere, i dubbi consistevano nel fatto che non ho nulla di nuovo da dire rispetto a quello che si può trovare ovunque, in rete o su alcuni organi di stampa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che gli spazi per la pubblicazione ci sono. Del resto oggi è lunedì e in settimana non abbiamo altro da scrivere, al limite un post sul riepilogo delle nazionali e se vorrai scriverlo, un post di presentazione al derby. Ma intanto... Se hai il tempo e la voglia di dedicarci tempo, appena me lo invii, lo pubblico sicuramente. Altrimenti rinviamo a settimana prossima.

      Elimina
  10. Che lunedì sarebbe senza un post sulle giovanili?

    RispondiElimina
  11. Buona serata a Voi tutti. Il post sulle giovanili te lo chiediamo sempre se sei disponibile a farlo.
    Su Ramirez: oggi non è da Inter e non lo vorrei.
    Se dovessi indicare un nome a cc direi Barella che mi sembra elemento futuribile di buon
    livello e per l'immediato Ozil o Goretzka .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un giocatore, per quanto valido in passato, deve essere considerato in calo se gioca poco nel non eccelso campionato cinese. Meglio investire in qualche giovatore tipo Barella o simili.

      Elimina
    2. Giocatore giovane, volevo dire.

      Elimina
  12. La penso come Te Pasquale. Se sei forte ed hai motivazioni non vai a giocare in Cina.
    Spalletti è troppo in gamba per non saperlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Barca ha puntato forte su Paulinho però che sta dando un buon rendimento. Questo può significare tutto e niente. Comunque considerando che io spero in un rinforzo buono per il settore offensivo, se questo arrivasse, Ramires in prestito sei mesi per rimpolpare il centrocampo me lo potrei pure fare andare bene se integro (su questo penso dovremmoa vere informazioni a sufficienza).

      Elimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. Leggo solo ora il post predecente: è sicuramente un buon tentativo di analizzare i risultati del settore giovanile interista ma, se mi permetti, fatto solo a metà. Perché oltre ad un’analisi quantitativa andrebbe fatta pure una qualitativa. A parte che mi sembra una forzatura considerare Bonucci e tanti altri con 1 o 2 anni di settore giovanile interista come “canterani”, tolto l’ex juventino praticamente nessuno di quelli elencati gioca in una squadra che si classifica regolarmente nella parte sinistra della Serie A. Il settore giovanile dell’Internazionale non dovrebbe accontentarsi semplicemente di riempire i bassifondi del calcio italiano. L’ultimo giocatore ad aver fatto tutta la trafila nell’Inter e rivelatosi poi degno di certi palcoscenici è stato Delvecchio, ben 25 anni fa. Un’eternità. In questo senso negli ultimi anni Roma, Atalanta, Milan, Fiorentina e altre hanno fatto molto meglio.

    Da un decennio a questa parte si vince tantissimo ma si produce pochissimo, praticamente nulla a certi livelli. È sicuramente una mancanza che tormenta i nostri dirigenti molto di più di quanto sono disposti ad ammetterlo, almeno pubblicamente.

    Sono discorsi già affrontati ed è inutile ripeterli ogni due mesi perché cambiamenti effettuati oggi darebbero risultati soddisfacenti solo nel medio-lungo periodo. Possiamo solo sperare che gli accorgimenti necessari siano stati realmente fatti da chi di dovere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che ho comunque fatto una puntualizzazione sulla qualità generale dei giocatori ricordando il piazzamento delle rispettive squadre in classifica lo scorso anno. Ho persino provato a ipotizzare un confronto tra quella 'squadra' e l'Inter attuale.

      Sul fare l'intera trafila nel settore giovanile, possiamo dire che questa sia una costante comunque sempre più difficile nel calcio italiano? Capita facilmente che ci siano dei trasferimenti nel calcio giovanile, oggi molto più che ieri. Penso sia una 'regola' oramai.

      A parte questo sicuramente la tua lettura è complementare a quella del post, che in verità era più una specie di 'raccolta' che un post per santificare il settore giovanile (per quello guardiamo i risultati e speranzosi al futuro).

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    3. "Sul fare l'intera trafila nel settore giovanile, possiamo dire che questa sia una costante comunque sempre più difficile nel calcio italiano? Capita facilmente che ci siano dei trasferimenti nel calcio giovanile, oggi molto più che ieri. Penso sia una 'regola' oramai."


      Bernadeschi ha fatto 10 anni di settore giovanile viola
      Chiesa 9
      Florenzi e Pellegrini 8 nella Roma
      Romagnoli 10

      Sul nostro territorio:
      Cutrone, DeSciglio Calabria, Locatelli e Darmian 11, 10, 9, 7 e 5 anni rispettivamente nel Milan
      Caldara, Conti, Gaglia e Gabbiadini 11, 10, 12 e 7 anni rispettivamente
      Belotti 6 anni in quello dell’Albinoleffe

      Probabilmente ci sono tanti errori nei miei calcoli ma il fatto rimane, e ci sarebbero tanti altri esempi da fare.

      A proposito guardate cosa ho trovato:

      http://politicaevai.it/campionato/lombardia-giovanissimi-professionisti-1-stagione-2008/1048141/atalanta-vs-inter.html

      http://politicaevai.it/campionato/lombardia-giovanissimi-professionisti-1-stagione-2008/1048186/inter-vs-atalanta.html

      Elimina
    4. Però per esempio Darmian non ha mai giocato nel Milan. Belotti lo stesso con l'Albinoleffe. Gabbiadini con l'Atalanta... e più o meno potremmo dire lo stesso per Gagliardini, che ci ha giocato meza stagione. Il Milan ora ha venduto Desciglio, l'Atalanta Conti. Insomma non sono particolarmente virtuosi neanche gli altri. Anche perché in molti casi ci troviamo davanti a giocatori normali.

      Elimina
  15. Non è proprio come dice Ziemelu: abbiamo prodotto giocatori di un certo livello ben oltre Del Vecchio. Abbiamo diversi giocatori che militano in squadre, anche tedesche, che disputano o hanno disputato la CL. Senza considerare quelli di altri paesi.
    Abbiamo prodotto Martins che ci ha guidati a una semifinale di CL, Balotelli che ha disputato parecchie partite anche in Cl nell'anno del triplete, abbiamo prodotto giocatori che militano nelle nazionali straniere. Poi il discorso è sempre lo stesso e ripetersi è inutile. L'obiettivo di un settore giovanile forte è produrre tanti professionisti. Il campione nasce tale e se arriva è ben venuto, naturalmente. ma non si può programmare la creazione di un campione.
    Poi se uno la pensa diversamente naturalmente è libero di farlo.
    ma non credo si possa dire che questo problema sia avvertito dalla nostra dirigenza. All'inter sono tutti entusiasti del lavoro del nostro settore e se non fosse così cambierebbero i responsabili.I quali sarebbero immediatamente catturati da società di primissimo piano anche a livello europeo

    RispondiElimina
  16. Inter primavera-Crema serie D 3-2
    reti : Mutton , Belkheir, Adorante

    RispondiElimina
  17. E' vero, il nostro settore ha un torto gravissimo: non aver convinto le mamme di Conti Caldara e Gagliardini a partorire e poi risiedere a Milano.
    O le mammen di Bernardeschi e Chiesa, del formidabile Pellegrini e di qualche altro romano a non aver fatto la stessa cosa.
    Quanto ai milanisti, Cutrone (ma è sicuro che sia più forte di balotelli destro Bonazzoli e Pinamonit messi insieme?) è cresciuto in una società satellite del Milan: colpa dei nostri che hanno scelto una società satellite sbagliata..Locatelli è stato pagato tantissimo, beati loro che hanno potuto permetterselo. De sciglio Calabria e darmian non so se sono più forti di alcuni nostri giovani già affermati e ancora con grandi margini di progresso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io però penso Ziemelu non si riferisse solo al fatto che un giocatore debba nascere a Milano... In quanto abbiamo speso spesso bene, ma molte volte anche malissimo per comprare presunti campioncini poi rivelatisi non tali da estero o fuori dalla Lombardia (...certo...aver scartato insigne... è un errore)
      Da quel punto di vista potremmo migliorare...
      Un'altro aspetto è il considerare il campione, come volontà divina, che te lo porta in squadra.. ma non mi sembra che i giocatori da te citati abbiano le "stigmate" del predestinato. Forse in alcuni settori giovanili sono stati più bravi a crearsi dei buoni giocatori, rispetto a noi.
      Poi è un discorso altamente opinabile.. in quanto purtroppo anche nel calcio non sempre i migliori emergono, soprattutto quando si parla di buoni e discreti giocatori, contano molto le scelte e le sliding doors...
      Se devo essere sincero ritengo il nostro un ottimo settore giovanile.
      Migliorabile, ma ottimo.

      Elimina
  18. Intanto ieri sera il bell'Antonio forse spedisce l'Italia ai mondiali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Autore di un gol... Ma anche di una partita sulla falsariga di quelle nerazzurre, tanto impegno, ma poca precisione e qualità

      Elimina
    2. certo, se la paragoni a quella di Verdi l altro giorno, quella di Candreva è da pallone d'oro.

      Elimina
    3. Ritengo i due giocatori abbiano una caratura diversa. Poi che Verdi possieda alcune caratteristiche che mancano ad Antonio, questo è evidente, ma su un piano assoluto per me Candreva gli è superiore.

      Elimina
  19. Ziemelu ha citato una serie di giocatori che hanno militato sin da piccoli nel settore giovanile. Di acquisti successivi sbagliati ne possiamo contare a centinaia per tutte le squadre, ma se tu mi citi uno che è in una squadra sin da pulcino ovvio che pesa dove è nato: E' difficile che De Rossi o Totti o Chiesa o Bernardeschi da pulcini abbandonino Roma e Firenze per venire a giocare all'Inter. Anzi, non è proprio possibile.
    Diverso, ma non molto il discorso sui giocatori dell'Atalanta. A differenza che in passato, quando i Bergamaschi venivano a fare razzia nella stessa Milano, ora qualche giocatore andiamo noi a prenderlo a Bergamo (ad esempio: Valietti). ma è chiaro che si tratta di eccezioni. Anche per comodità familiari, i genitori della maggioranza dei bambini nati a Bergamo o dintorni sceglieranno l'Atalanta.
    Io poi non condivido assolutamente la tesi (sposata dalla maggior parte dei familiari di giocatori che non sono riusciti ad affermarsi), secondo cui non sempre i migliori emergono.
    la mia esperienza pluridecennale mi dice che questa è una favoletta consolatoria. Quelli che emergono sono sempre i migliori (infortuni gravi a parte). Se non emergi ti manca qualcosa per emergere, a livello tecnico, atletico o di personalità. Non puoi essere sempre così sfigato da trovare tutti allenatori che non capiscono le tue doti...alquanto nascoste.

    RispondiElimina
  20. Sì sono a conoscenza della giustificazione secondo la quale si tratterebbe di semplice sfortuna ma temo che non convince appieno.

    Soprattutto quando Insigne rilascia un'intervista ogni 2 mesi ricordando che -seppur nato in provincia di Napoli- venne scartato dall'Inter dopo un provino fatto da bimbo

    La sfortuna è svegliarsi e scoprire che un meteorite si è abbattuto sulla tua macchina, non i risultati di un settore giovanile nell'arco di un quarto di secolo.

    RispondiElimina
  21. Non c'è nessuna sfortuna nell'avere di gran lunga il miglior settore giovanile d'italia

    RispondiElimina
  22. nel primo pomeriggio il post sulla domenica dei giovani

    RispondiElimina
  23. Poi, certo, si può sempre citare UN caso, di UN giocatore, che si poteva anche prendere perché pur essendo nato a Napoli militava in un centro di formazione senza pretese. A 15 anni (non prima) si poteva prenderlo. ma evidentemente potevano prenderlo anche i super dirigenti di Milan juve Roma Atalanta e Fiorentina, che certo lo conoscevano. invece è rimasto lì perché non convinceva neppure loro. Poi è finito in modo naturale alla squadra della sua città...

    RispondiElimina
  24. Facchetti prima di venire all'INTER ha fatto un provino con il Milan . Scartato. Di cosa stiamo parlando!!!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E la storia dei fratelli Baresi è un altro esempio.

      Elimina
    2. Ci sono un sacco di storie di questo tipo. Anche Beppe Signori mi pare abbia raccontato di essere stato scartato dalle giovanili dell'Inter. Però, per dire, se poi Signori non avesse inconrtato Zeman anni dopo, non sarebbe mai diventato Beppe Signori e probabilmente avrebbe continuato a essere un leggero fantasista di Serie B-C. Ci sono troppe variabili quando parliamo di giovani per poter fare valutazione nette. Io con quel post volevo principalmente fare e rappresentare una raccolta-dati, data l'attenzione che sul sito si ha nei confronti dei nostri giovani. Poi il fatto sia uno spunto per delle discussioni ulteriori per me è ottimo. Personalmente cerco di essere equilibrato. Non vedo tutto oro, ma neppure sono così critico. E penso che molte critiche siano eccessive... l'anno scorso abbiamo vinto tre titoli! Tra i giovani in Serie A comunque molti sono relativamente giovani, segno che evidentemente qualitativamente c'è stata una crescita. C'è un gruppo di ragazzi nati tra il '90 e il '94 che gioca stabilmente titolare in Serie A. È un buon dato secondo me (e mi riferisco sempre solo alla Serie A e senza guardare campionati stranieri).

      Elimina
  25. Tornando a Moratti : lui amava ricevere e regalare emozioni.
    E le emozioni arrivano dai Geni ( i jiin sono gli spiriti del deserto ).

    Non è un caso che il primo giocatore cercato da Moratti sia stato Eric Cantona.
    A il genio non si esprime solo tramite la follia, l.andare oltre gli schemi abituali (Cantona, Ronaldo, Recoba, Baggio, Adriano, Ibra ), ma anche attraverso la profonda conoscenza, quasi maniacale, del gioco.
    Per me geniali lo sono anche cuchu cambiasso o seedorf.
    Pirlo è nato "genio del deserto " per trasformarsi in studioso del gioco.
    Sarebbe un ottimo allenatore.
    Il mio rimpianto maggiore, assieme a seedorf e Ronaldo bis ( sarebbe stata una bella storia vederlo tornare nella sua vera casa ).

    P.s.: non sono sicuro della ortografia di gin o jiin. Vabbeh, se semo capiti lo stesso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Moratti ci ha fatto sognare.

      Ci ha fatto sempre sognare. Anche quando non vincevamo e questo, senza volerlo incensare, è un suo grande merito. So che può sembrare una frase stupida, ma non basta avere i soldi per riuscire a emozionare: devi essere tu stesso per primo anche capace di farlo, di riuscire a emozionare te stesso. E lui ci riusciva. Quando lui comprò l'Inter io avevo 12-13 anni, vederlo comprare tutti quelli che praticamente erano i giocatori più forti sulla piazza era una cosa incredibilmente entusiasmante. Il colpo Ronaldo non è ripetibile. Quello Cantona è l'unico che gli è mancato di centrare... ma possiamo dire che si sia poi abbondantemente rifatto negli anni.

      Storicamente non riesco proprio ad avercela con lui per non aver vinto in quegli anni.

      Qualche responsabilità ce l'ha sicuramente (a parte ingerenze del sistema che ben conosciamo) ma il numero di campioni acquistati è incredibile. Abbiamo assistito a scene in cui i nostri giocatori giocavano alla morra cinese per chi dovesse tirare un calcio di punizione...

      Elimina
  26. Completata la compilazione della sezione del blog 'Tutte le rose', dove sono immediatamente consultabili le rose dalla prima squadra ai pulcini: https://fratellidelmondo.blogspot.it/p/tutte-le-rose.html

    RispondiElimina
  27. Non serve rimpiangere i giocatori non arrivati nel vivaio. Io piuttosto ricordo il mancato arrivo diBekenbauer ed Eusebio che avrebbero cambiato sensibilmente il palmares di vittorie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi scuso degli errori: scrivo da cellulare.

      Elimina
  28. Bravo Pasquale il Presidente della FGCI (non dico chi era) fece chiudere le frontiere . Fu l'ennesima beffa nei nostri confronti .
    Angelo Moratti stufo dei soprusi vendette l'Inter a Fraizzoli.

    RispondiElimina
  29. Ho ricevuto la mail Luciano. Probabilmente già stasera potrei riuscire a pubblicare il post sulle giovanili.

    RispondiElimina
  30. Online il post sulle giovanili: https://fratellidelmondo.blogspot.it/2017/10/i-campionati-giovanili-0708102017.html

    RispondiElimina

Printfriendly